La risposta è sì al 100% – anche se sarebbe più corretto affermare che sono gli animali a comprendere molte cose di noi, come le nostre intenzioni e sono quindi loro ad agire di conseguenza.
Cerchiamo di capire il perché di questa affermazione, che non si basa solo sulle osservazioni o i sentimenti di qualche persona particolarmente affezionata al proprio animale da travisarne il comportamento, ma poggia su solide dimostrazioni di fisica quantistica, che ognuno di noi può comprendere.
Vedremo che esiste un linguaggio “universale” che è parte integrante e formativa del nostro universo, tramite cui possiamo interagire con tutti gli esseri viventi e con cui interagiamo pur inconsapevolmente da sempre.
L’informazione e l’archetipo
Quando emettiamo dei suoni e quindi delle parole con la nostra voce, emettiamo delle informazioni che viaggiano sulla superficie dei fonemi e dei fononi che li compongono.
Tali informazioni sono indipendenti dalla lingua con cui vengono pronunciate e, pertanto, sia in italiano che in inglese, per esempio, la parola che contiene una certa informazione avrà il medesimo archetipo.
È proprio questo archetipo a essere captato dagli animali.
L’animale non capirà la parola o il significato della stessa, ma percepirà l’archetipo (o significato) contenuto nella stessa e reagirà di conseguenza.
L’aspetto più importante, tuttavia, si nota quando noi stessi pensiamo a qualcosa e notiamo che l’animale a cui siamo affezionati reagisce in conseguenza al pensiero appena formulato.
I gatti sono ancora più sensibili dei cani ai nostri pensieri e sentimenti, perché hanno delle capacità visive molto ampie e possono “vedere” anche le forme pensiero che si concentrano nell’aria o negli angoli delle stanze.
L’amore che un animale domestico manifesta all’umano è amore puro e incondizionato.
Non dobbiamo dare ascolto a chi si permette di giudicare male l’animale per il suo comportamento o per i gesti che compie: l’animale ha un corpo animico di gruppo anziché singolo, come possiede, invece, l’essere umano.
Come abbiamo discusso in precedenti articoli, molti umani sono purtroppo gusci vuoti o semi vuoti per quanto concerne la parte animica.
Per approfondire il tema dei corpi sottili, puoi leggere qui e qui.
Gli animali insegnano
Gli animali sono gestiti da Entità e molto presumibilmente l’esistenza dell’essere umano non potrebbe progredire senza l’apporto energetico sottile di questi esseri.
Il fatto che un cagnolino non abbia un Sé proprio, ma venga gestito da un Sé di gruppo è una benedizione per lo sviluppo della consapevolezza dell’essere umano.
Quando un uomo non manifesta sentimenti di rispetto verso gli altri esseri viventi possiamo stare certi che la parte spirituale presente in quell’essere non è “propria”, ma di qualche entità priva di parte animica e quindi fortemente materialista, pronta a vampirizzare i propri simili e generatrice di “mostri” ideologici.
Numerosi esempi a riguardo ci sono giunti negli ultimi anni in questo pianeta.
I massacri nel Nord Africa di questo periodo hanno “liberato” talmente tanta energia congesta da far temere per gli anni futuri; i corpi eterici di quei bambini e ragazzi massacrati (sembra più di 12.000) non hanno avuto possibilità di sviluppo con la crescita e sono rimasti “sospesi” nell’etere andando a creare un karma che sicuramente non può essere benefico sia per i popoli che per i singoli individui.
Se solo prendessimo esempio dal comportamento degli animali potremmo anche comprendere lo scorrere del tempo, questo perché un animale vive il tempo in base ai ritmi della Natura e vive fortemente il presente, il qui e ora.
Lo notiamo quando usciamo di casa da soli e il nostro amico a quattro zampe non ci fa alcun caso, al limite si rattrista perché non lo portiamo con noi.
Ma quando rientriamo, anche se sono passati pochi minuti, riceviamo un sacco di feste, proprio perché siamo “rientrati” nel suo presente, ovvero in quel mondo in cui egli vive e che noi con il nostro stress quotidiano abbiamo dimenticato essere uno dei privilegi di questa esistenza.
Tornando ad alcune spiegazioni tecniche possiamo aggiungere che le “informazioni” percepite dagli animali senza necessità di pronunciare parola da parte nostra, oppure emesse tramite i nostri fonemi, come accennato precedentemente, sono collegate al nostro universo e al pattern – o mattoncino base – della nostra creazione, come esplicitato in Episcienza.
Quando riusciremo a sviluppare i nostri sensi sottili (ne basta anche uno solo!) ci stupiremo del fatto di poter trasmettere a distanza, per esempio a un nostro familiare, un qualsiasi sentimento o un prodotto vibrazionale curativo e potremo al contempo iniziare a “dialogare” con i nostri amici a quattro o due zampe.
Come dialogare con gli animali
Un metodo molto semplice per poter testare questo “dialogo” consiste nel sedersi come siamo soliti fare e lasciare che il nostro animale domestico si addormenti (o faccia finta di dormire).
Quindi, portiamo il nostro sguardo verso il suo naso (tartufo) e inviamo tramite il VI° chakra (il terzo occhio) un sentimento di gratitudine e di amore per la sua presenza, unito magari al desiderio di fargli una carezza o di portarlo in passeggiata.
Dopo qualche secondo vedrai che il tuo amico rizzerà le orecchie o aprirà gli occhi, osservando da dove arriva l’informazione, e se ti vedrà sorridente non tarderà a farti le coccole.
Per esempio, nel caso di Laika, capitava sempre che nel momento di praticare il trattamento antiparassitario, Laika si rannicchiasse o si nascondesse sotto il divano ancor prima che il prodotto venisse preso in mano. Se, però, durante l’applicazione del trattamento si accarezzava il suo corpo e si trasmetteva un sentimento di amore e rassicurazione, ecco che magicamente il timore cessava e tutto tornava come prima.
Quanto esposto vale per tutto il regno animale, quindi anche per gli uomini (purtroppo, esclusi i gusci vuoti).
Anche un cavallo, un toro, una mucca, una capretta, una pecora, un maiale… e anche i bipedi tutti percepiscono le informazioni che noi emettiamo.
L’unica differenza esiste nell’ambiente in cui un animale è stato allevato oppure è nato.
Non ci stupisce che un leone abbia un comportamento differente da quello di una pecora, ma non dimentichiamo che il nostro corpo è composto da organi che derivano da tutto il genere animale e che l’energia eterica che alimenta e sviluppa il corpo eterico del regno animale e vegetale è sempre la medesima.
Anche un leone, quindi, percepirà il nostro sentimento e reagirà di conseguenza, in ragione della propria necessità e sicurezza.
Alla base c’è la Volontà Cosciente
Persino in un antico scritto orientale si accenna a un esempio importante dettato da un animale:
Un gruppo di sufi disse al loro amato maestro: “Vorremo onorare il maestro che ti ha formato così egregiamente, con una lapide. Chi fu?”
L’amato rispose: “Il mio maestro fu un cane.”
E tra la meraviglia generale proseguì: “Un giorno vidi un cane assetato avvicinarsi a una pozza d’acqua, ma vedendo nell’acqua limpida la propria immagine riflessa, scappò via spaventato temendo che fosse un altro cane. Più cresceva la sete e più tentava di avvicinarsi all’acqua, ma sempre l’immagine riflessa lo spaventava. Alla fine si decise: tuffò la testa nell’acqua, l’immagine sparì e bevve.
Allora capii che fino a quando avessi avuto davanti a me stesso il mio “Io”, mai sarei giunto a capire Dio.”
Tratto da Saggezza islamica. Le novelle dei sufi di Gabriele Mandel.
Nella nostra epoca si nota sempre più l’affiorare di un piccolo “IO” anche negli animali domestici.
Essi sono sempre gestiti da una Entità che si occupa del gruppo e della specie; tuttavia, iniziano a manifestarsi episodi caratteristici ove un cagnolino, un gattino o un maialino modificano il loro comportamento in funzione di eventi o scelte da loro stessi ponderate, proprio come avviene con la nostra capacità di pensare e decidere il da farsi.
Ciò è molto importante e sicuramente potrà aiutarci a superare determinati momenti bui che la troppa materialità ha preparato per il genere umano.











Mi trovo perfettamente in accordo con tutti i pensieri espressi dall’Ing. Stefani…. Personalmente per un periodo mi sono occupato di cani randagi e ora, dopo che i miei 2 maremmani mi hanno lasciato mi occupo di una colonia di gatti che si trattiene vicino la mia casa…. Pertanto sposo in pieno le riflessioni qui riportate
Grazie, Michele, per questa sua testimonianza! Donare amore agli animali meno fortunati è un bellissimo gesto, motivo di grande arricchimento.
Invio una preghiera e un ringraziamento di cuore alla sua meravigliosa compagna di vita, Laika che si è trasferita in un’altra dimensione. Vorrei un suo consiglio su un caso che mi tocca da vicino. Il figlio di mia moglie ha un boxer di circa 2 anni che ha perso completamento l’uso delle due zampe posteriori. Quando arriviamo da lui si trascina con la forza delle sole due zampe anteriori per ringraziarci di essere venuti nella “sua”casa. E’ un amore di fedeltà e gratitudine. Vederlo però così è difficile, per fare i suoi bisogni bisogna portarlo di peso sul balcone e portargli la ciotola dell’acqua e del cibo sul divano doer dorme quasi in continuazione. Cosa si può fare in questo caso? Di sopprimerlo per alleviargli le sofferenze non ci pensano ancora, un amico del figlio di mia moglie ha suggerito di aspettare che, al momento giusto, il cane, di nome Drago, gli avrebbe mandato dei segnali tramite i suoi occhi. Personalmente l’ho messo più volte in preghiera tramite Oliste. Lei ha qualche consiglio da darci? Un caro saluto. Giancarlo Luè
Grazie, Giancarlo, per aver condiviso queste parole. Ci siamo confrontati con l’ing. Stefani in merito e riportiamo la sua risposta:
“in Drago si manifesta un’Anima di gruppo e sicuramente noi dobbiamo restituire come meglio possiamo l’Amore che ci ha trasmesso. Non conosco la situazione patologica di questo cagnolino, probabilmente la possibilità di fornirgli una protesi su ruote per le zampe posteriori è già stata ponderata, oppure il cedimento sta indicando che il “contenitore” sta per essere lasciato. La soppressione di un Amico è sempre dolorosa, se veramente si è in contatto animico saranno proprio gli occhi (“specchio dell’anima”) a comunicare che il momento è vicino, anche se occorre prestare attenzione ai nostri sentimenti e alla nostra mente razionale che cerca di prevalere. Riuscire a percepire i segnali di un essere con un’Anima di Gruppo è molto difficile; tuttavia, se tramite i suoi occhi e il comportamento si notano un eccesso di sofferenza e l’impossibilità di recupero per limiti di età converrà prestare il massimo di attenzione per alleviare i dolori e fare sentire la nostra vicinanza molto forte, il distacco sarà meno doloroso in quanto il legame instaurato nel corso della vita rimarrà tale anche nell’altra dimensione. Con Olistè possiamo cercare di aiutare il nostro Amico almeno nel sollievo del dolore anche se non possiamo invertire l’ordine dell’Universo.”
Ci contatti tramite mail se desidera approfondire l’argomento.
Grazie!