ACQUA E COSCIENZA

Consapevolezza e autoguarigione nell’acqua vitalizzata

ACQUA E COSCIENZA

Consapevolezza e autoguarigione nell’acqua vitalizzata

IL LIBRO

Acqua e Coscienza intende arrivare alla coscienza delle persone e dare il suo contributo attraverso una serie di obiettivi:

  1. Fornire nuove conoscenze con lo scopo di migliorare la salute delle persone.
  2. Trasformare il concetto della malattia, vista comunemente come qualcosa di negativo – come si evince dal prefisso “mal” – in qualcosa di positivo, in una “benattia“.
  3. Attivare un processo di autoguarigione all’interno del corpo.
  4. Consapevolizzare la parte divina che è in ognuno di noi e in ogni entità dell’Universo.
  5. Pervenire alla coscienza del nostro percorso animico, intuendo il vero significato per cui la nostra Anima si è incarnata all’inizio della vita.

Con la lettura di questo libro può realizzarsi una vera trasformazione alchemica, un grande cambiamento, un vero e proprio salto quantico.

Ci lasciamo indietro i vecchi paradigmi imparati a scuola, all’università, in chiesa, sui giornali e in televisione, abbandoniamo i vecchi sistemi di credenze, spesso inconsce, che governano la nostra vita perché fanno parte della nostra cultura, si sono depositate in noi sin dall’infanzia, ci sono state imposte dai genitori, dagli insegnanti, dai sacerdoti, dal comune modo di vedere la realtà da parte della maggioranza.

Abbandoniamo la convinzione che “È così perché si è sempre pensato e fatto così!”

L’AUTORE

Francesco Oliviero è medico, psichiatra, pneumologo, esperto in Medicina Centrata sulla Persona. Ha pubblicato con Nuova Ipsa Editore: Benattia e Manuale del Ben-Essere, e in collaborazione con l’ing. Stefani: Biofotoni e Autoguarigione, Il segreto delle cellule saneEpicard ed Episcienza. Inoltre, ha pubblicato con Melchisedek Acqua e Coscienza. Riceve negli studi di Palermo e Bergamo.

IL LIBRO

Acqua e Coscienza intende arrivare alla coscienza delle persone e dare il suo contributo attraverso una serie di obiettivi:

  1. Fornire nuove conoscenze con lo scopo di migliorare la salute delle persone.
  2. Trasformare il concetto della malattia, vista comunemente come qualcosa di negativo – come si evince dal prefisso “mal” – in qualcosa di positivo, in una “benattia“.
  3. Attivare un processo di autoguarigione all’interno del corpo.
  4. Consapevolizzare la parte divina che è in ognuno di noi e in ogni entità dell’Universo.
  5. Pervenire alla coscienza del nostro percorso animico, intuendo il vero significato per cui la nostra Anima si è incarnata all’inizio della vita.

Con la lettura di questo libro può realizzarsi una vera trasformazione alchemica, un grande cambiamento, un vero e proprio salto quantico.

Ci lasciamo indietro i vecchi paradigmi imparati a scuola, all’università, in chiesa, sui giornali e in televisione, abbandoniamo i vecchi sistemi di credenze, spesso inconsce, che governano la nostra vita perché fanno parte della nostra cultura, si sono depositate in noi sin dall’infanzia, ci sono state imposte dai genitori, dagli insegnanti, dai sacerdoti, dal comune modo di vedere la realtà da parte della maggioranza.

Abbandoniamo la convinzione che “È così perché si è sempre pensato e fatto così!”

L’AUTORE

Francesco Oliviero è medico, psichiatra, pneumologo, esperto in Medicina Centrata sulla Persona. Ha pubblicato con Nuova Ipsa Editore: Benattia e Manuale del Ben-Essere, e in collaborazione con l’ing. Stefani: Biofotoni e Autoguarigione, Il segreto delle cellule saneEpicard ed Episcienza. Inoltre, ha pubblicato con Melchisedek Acqua e Coscienza. Riceve negli studi di Palermo e Bergamo.

Capire “Acqua e Coscienza”

L’AUTOGUARIGIONE NELL’ACQUA VITALIZZATA

Oggi, all’inizio del terzo millennio, le malattie sono in aumento o in diminuzione?

È possibile che il paradigma scientifico che ci hanno imposto all’Università sia insufficiente a rispondere agli interrogativi posti dalle nuove ricerche sulla teoria della relatività, sulla fisica quantistica, sull’influenza dei pensieri e delle emozioni sul corpo? E che, addirittura, il peggioramento della qualità dell’ambiente in cui viviamo e della salute del nostro corpo possa essere collegato al modello meccanicistico che da lungo tempo domina il nostro modo di sperimentare la vita stessa?

L’obiettivo è quello di applicare un metodo che utilizzi simboli universali capaci di penetrare nella profondità della materia di cui siamo fatti, scoprendone l’intima essenza energetica e innescando gradualmente nel corpo una serie di azioni volte a ristabilire l’armonia originaria.

In termini biofisici, cos’è una malattia? È un deficit energetico, che si esprime attraverso il corpo, e ci manda un messaggio: “L’energia è diminuita!”.

Il nostro compito è, allora, quello di determinare quale tipo di energia sia venuto a mancare per poter riequilibrare questo deficit con un’informazione adeguata, al fine di ristabilire la coerenza e l’ordine preesistenti.

La malattia esprime, dunque, un deficit di forza vitale, e il sintomo che avvertiamo sul corpo, sotto forma di dolore, o di aumento di calore, o di gonfiore, o di diminuzione della funzionalità, è semplicemente il grido d’aiuto intelligente dell’organismo in carenza di energia; in tal caso il corpo sceglie l’organo più debole in quel momento per segnalare attraverso un sintomo che l’ordine iniziale è venuto a mancare.

È nostro compito ripristinare l’equilibrio primigenio, e non sopprimere i sintomi aggravando in tal modo sempre più la carenza di energia!

La batteria del corpo si sta scaricando, e ciò viene segnalato da una spia luminosa, che ci avverte che occorre ripristinare il livello di energia, immettendone altra; eppure, la maggior parte delle persone, seguendo i criteri della medicina attuale, basata sulle evidenze e sul meccanicismo razionale che vede il corpo come una macchina a compartimenti stagni, non solo ignora gli avvertimenti del deficit energetico, ma esclude la stessa spia che li ha segnalati!

Il deficit energetico induce una situazione caotica nel corpo; il nostro obiettivo non è quindi quello di ingerire una compressa per rimuovere il sintomo (aumentando il blocco nel flusso di energia all’interno dell’organismo), ma indagare sulle cause della carenza di energia, fornirne di nuova e consentire al corpo di rigenerarsi attivando le azioni autoregolatrici che sono il presupposto della vita. In tal modo stiamo rispettando la vita, non la sopprimiamo!

Questo potrebbe portarci alla guarigione, che non può essere di pertinenza del medico o del terapeuta. La vera guarigione è cambiamento personale, avviene solo grazie al singolo individuo che prende coscienza del perché si è ammalato, acquisisce l’informazione che gli manca e si rifornisce di energia.

L’energia può venire da rimedi frequenziali, come i rimedi omeopatici, quelli antroposofici o i fiori di Bach, o dall’applicazione di aghi sui punti di agopuntura della pelle, o dalle parole e dai consigli del terapeuta, oppure quest’ultimo può diventare canale, dirigendo la sua energia verso la persona in deficit energetico.

Tutti questi interventi, e altri ancora, che provengono dall’esterno, sono solo il veicolo dell’informazione, ma la vera guarigione avviene soltanto e unicamente attraverso la presa di consapevolezza e il cambio di coscienza dell’individuo.

I SEGRETI DELL’ACQUA

L’acqua è il simbolo dell’Anima fin dall’antichità, e il suo mistero è insito nella storia stessa dell’umanità. Essa ha una specifica conformazione geometrica, e si può considerare un cristallo liquido di tipo tetraedrico con angoli di 104,7° tra i due atomi di idrogeno e l’unico atomo di ossigeno. Ha una forma perfetta, la cui struttura ha l’aspetto di una “V”, come Vita.

La regione occupata dai due atomi di idrogeno ha carica positiva, mentre quella occupata dall’ossigeno ha carica negativa, e questo conferisce alla molecola la caratteristica di “dipolo elettrico” in grado di oscillare e, quindi, di ricevere ed emettere informazioni energetiche alla stregua di un’antenna ricetrasmittente. Quattro molecole d’acqua, cioè quattro tetraedri, formano una struttura piramidale, mentre un numero maggiore di molecole, unite insieme tramite dei legami particolari, detti “legami idrogeno”, si riuniscono in figure cristalline, ognuna definita come “cluster”.

Solo il legame idrogeno, che collega tra loro due molecole d’acqua, permette che sul nostro pianeta nasca la vita.

Il fatto che l’acqua sia liquida è il solo motivo per cui esistiamo. Le macromolecole di acqua, formate da circa 300-400 molecole tenute insieme dai legami di idrogeno, realizzano i “clusters”, forme geometriche regolari, armoniose e ordinate, costituite da strutture cristalline (il cui modulo-base è proprio il tetraedro), che permettono di immagazzinare informazioni e di memorizzare diverse frequenze vibratorie.

La loro forma geometrica tetraedrica permette di realizzare fenomeni energetici di tipo quantistico, con oscillazioni molecolari coerenti, essenziali per la vita, non presenti nel caso in cui le molecole siano disordinate.

In ogni cluster, inteso come dominio di coerenza, si trovano circa 2 milioni di elettroni liberi che si muovono al suo interno e recano informazione.
Per creare salute, occorre che tale informazione possa riportare in fase il sistema, cioè possa ricreare una corretta vibrazione.

Quanta memoria riesce a conservare l’acqua? Le strutture di clusters sono miliardi di miliardi, tanto da potervi registrare delle biblioteche intere, probabilmente tutta la nostra vita.

Lo scienziato Benveniste affermava che “l’acqua è in grado di veicolare informazioni molecolari (messaggi biologici) ed è possibile trasmettere e amplificare questa informazione, così come si può fare per il suono e per la musica.” Quindi, nel momento in cui le molecole attivano un effetto biologico, esse non stanno trasmettendo direttamente il segnale, ma il lavoro avviene nell’acqua, che svolge anche un effetto di amplificazione del segnale.

ACQUA E MEMORIA

Nessuna molecola d’acqua è identica ad un’altra, come si può osservare esaminando l’acqua ghiacciata al microscopio.

Infatti, non è possibile trovare due fiocchi di neve identici, nonostante in essi si ritrovi la stessa struttura cristallina. Se però si lascia sciogliere un fiocco di neve, e lo si fa gelare successivamente nelle stesse condizioni, si ritrova la stessa forma: l’acqua appare dotata di memoria, e il fiocco di neve si “ricorda” della propria forma originaria, della propria identità e riassume la stessa forma di prima. Quindi, è l’energia che, rallentando, cristallizza la forma materiale, è l’energia che crea la materia e la struttura, non viceversa.

L’acqua è, nello stesso tempo, un ricevitore e un emettitore di segnali elettromagnetici; quando viene agitata, immagazzina informazioni biofisiche e trasmette delle informazioni sottili.

L’acqua ci insegna che i nostri pensieri e le nostre parole possono trasmettere gioia e felicità, oppure paura e angoscia, e addirittura una singola parola pronunciata può essere recepita in modo così profondo da diventare indimenticabile o imperdonabile per tutta la vita!

Quindi, rischiamo di ammalarci se le persone intorno a noi ci ripetono continuamente: “Sei un fallito, non vali niente, non sai fare niente, gli altri sono migliori di te!”. Pensate cosa significa tutto questo per un bambino, che ha una personalità in formazione, ed è “pura acqua” (ha infatti più dell’85% di acqua nel suo corpo)! Sarà devastante per la sua evoluzione, perché immagazzinerà queste informazioni che diventeranno delle vere e proprie credenze, difficili da demolire!

L’acqua ci ascolta, memorizza in sé stessa le vibrazioni dei nostri pensieri e delle nostre emozioni (anche quelle collegate a un semplice foglio di carta riportante la scritta voluta), rispondendoci nel linguaggio figurativo dei suoi cristalli, che fa emergere ciò che siamo e affina la nostra consapevolezza.

LE MALATTIE COME CARENZA DI ACQUA

Facendo esperienze con l’acqua, il dott. Batmanghelidj, medico iraniano, ha fatto una scoperta prodigiosa: molte malattie che sono presenti in milioni di persone sulla Terra derivano da una semplice causa, la mancanza di acqua bevuta che porta alla disidratazione delle cellule.
Egli afferma: “Tu non sei ammalato, sei solo assetato, ma non sai di esserlo!”

Quando il nostro corpo, che contiene il 75% di acqua nel bambino e il 50% nell’anziano (il cervello addirittura ne contiene l’85%) avverte dolore, i medici definiscono questi disperati segnali di sete da parte del corpo come stanchezza cronica, invecchiamento precoce, eczemi cutanei, dispepsia, gastroduodenite, ulcera peptica, emicrania, colite, ernia iatale, asma, allergie, diabete, artrite reumatoide, angina, obesità, stipsi, ipertensione, lombalgia, fibromialgia, morbo di Alzheimer, ipercolesterolemia, cistite cronica, stress, ansia, depressione, ecc.

Basterebbe, invece, secondo il medico iraniano, bere più acqua, per prevenire o, addirittura, curare molte di queste malattie, e altre ancora!

Poiché la sensazione di sete è un segnale d’allarme dato dal corpo, dovrebbe essere avvertita da tutti; tuttavia, ci sono persone che sentono raramente il bisogno di bere e dichiarano di non avere mai sete.

Questo avviene perché col tempo la sensazione di sete da parte di una persona che beve poco si modifica in modo tale da tollerare sempre meglio la sete e di non percepire più nettamente i segnali d’allarme inviati dal corpo. Inoltre, si viene a creare una confusione tra sete e fame, per cui molti calmano regolarmente la sete mangiando e continuano a non percepirla come tale.

La regola ideale è bere ogni giorno circa 30 ml. di acqua per ogni kg di peso corporeo.

ACQUA E SALE

Quando c’è mancanza di acqua nel corpo, esso comincia a trattenere il sale; purtroppo, l’opinione comune è che il sale faccia male, mentre, al contrario, può essere considerato un antistaminico naturale, e dovrebbe essere assunto proprio dai soggetti allergici per prevenire la produzione in eccesso di istamina (sostanza responsabile dell’allergia).

Il corpo comincia a immagazzinare il sale quando intende conservare nell’organismo l’acqua necessaria per le proprie funzioni vitali. I sintomi collegati con la carenza di sale sono la presenza di crampi muscolari durante la notte, i capogiri e una sensazione di debolezza.

Qualcosa di simile avviene nel nostro corpo: se è in deficit d’energia, introducendo il sale, l’organismo aumenta il suo livello energetico.

Il potere disintossicante della soluzione idrosalina agisce anche nel ridurre drasticamente l’assuefazione nella dipendenza da droghe, da alcol, da nicotina o da alimenti come lo zucchero bianco. Nelle malattie della pelle, purifica l’organismo dall’interno attraverso l’intestino.

L’assunzione per via orale continuativa di soluzione idrosalina trasmette al corpo vibrazioni per 24 ore, dando energia, purificando l’intero apparato digerente, favorendo l’eliminazione di scorie di metalli pesanti come il mercurio, il piombo e l’arsenico, distruggendo tutti gli accumuli calcarei presenti nei calcoli e nelle articolazioni. Essa non è solo un potente disintossicante, ma agisce anche sulle dipendenze da alimenti, da alcol e da sostanze stupefacenti, contribuendo a diminuire l’assuefazione da sostanze e la compulsione, elemento chiave di ogni dipendenza.

Questa è una vera e propria terapia “anti-age”, capace di farci arrivare anche fino a 120 anni, se ci crediamo e informiamo costantemente le nostre cellule con tale pensiero positivo.

La soluzione idrosalina ricrea l’acqua marina. L’oceano, secondo Jung, è il simbolo dell’inconscio collettivo, mentre il mare è proprio l’immagine dell’inconscio individuale, del vuoto e dell’illuminazione, del dinamismo e della passione. Ogni cosa deriva dal mare e ogni cosa ritorna al mare; esso è il luogo della nascita, della trasformazione e della rinascita.

RIVITALIZZARE L’ACQUA

L’intero Universo si crea, si sviluppa e si rigenera con movimenti spiraliformi, come è possibile vedere nelle galassie, nei cicloni e nei tornado.

Il vortice esprime sia una forza centripeta di concentrazione (energia femminile Yin, creatrice di vita), sia una forza centrifuga di espansione (energia maschile Yang, purificatrice e rigeneratrice). Tale movimento implosivo è stato scoperto dal naturalista austriaco Viktor Schauberger (1885-1958), che ha intuito che l’acqua è un’entità vibrante in continua risonanza con l’Universo e trasporta un’enorme quantità di energia e di informazioni. Il vortice attiva un’energia ristrutturante che riesce ad allineare le molecole d’acqua, ridando vitalità e accrescendo la loro capacità di memorizzare nuove informazioni e di risuonare con vibrazioni coerenti di armonia.

La vitalizzazione dell’acqua è proprio un procedimento naturale che restituisce all’acqua le informazioni originarie e le energie che sono andate perdute, in quanto è in grado di annullare le eventuali informazioni nocive che si sono depositate nella “memoria” dell’acqua.

Assumendo un’acqua vitalizzata che abbia la stessa frequenza vibrazionale della vita, è quindi possibile colmare il deficit di energia, che è sempre presente in ogni malattia.

L’acqua rivitalizzata aumenta fino a dieci volte il suo contenuto vibrazionale, e noi ce ne serviremo, potenziando la sua azione con una nuova tecnica, il metodo AREPO. Con esso è possibile influenzare i clusters dell’acqua, imprimendo loro delle informazioni vibrazionali con carica bioenergetica simile a quella che sgorga dalle sorgenti montane.

L’obiettivo è quello di imprimere ai clusters dell’acqua informazioni vibrazionali che si possano diffondere a tutte le cellule dell’organismo e, soprattutto, al risonatore fotonico per eccellenza che, come scoperto da Popp, è il DNA, il quale dialoga all’interno del sistema vivente non solo attraverso la sintesi proteica, come ci hanno insegnato all’Università, ma anche emettendo biofotoni.

INFORMARE L’ACQUA

Noi viviamo immersi nell’informazione. Per informazione si può intendere la parola, ma anche il simbolo.

L’uso delle parole e dei simboli stimola e modella il pensiero e la memoria, e rappresenta l’elemento che dirige e programma le energie che vengono prodotte in ogni relazione attraverso la comunicazione esterna o interna a noi.

Le parole e i simboli sono vibrazioni, ritmi che risuonano in noi solo se presenti già dentro di noi.

L’acqua vitalizzata è stata informata proprio con simboli archetipici che vanno a cancellare le memorie traumatiche scritte sulla lavagna del nostro corpo, al fine di poter riscrivere nuove parole relative a un significato più elevato del precedente, come se un alchimista avesse riordinato il linguaggio di base, trasformandolo con lo scopo di dare un nuovo e più profondo senso alla vita.

Il metodo AREPO (Aqua Radians Energiam Profluens Operatrix = acqua irradiante energia fluida creatrice) utilizza 4 simboli universali, che derivano dall’esistenza dell’inconscio collettivo secondo Jung e dallo studio delle funzioni analogiche e simboliche, in grado di connettere il mondo della realtà sensibile con quello degli archetipi:

• IL QUADRATO MAGICO
• IL FIORE DELLA VITA
• IL SIMBOLO DELLA CONSAPEVOLEZZA
• IL SIMBOLO PERSONALE.

Basta esprimere un’intenzione e bere subito l’acqua, nel giro di qualche minuto; in tal modo inviamo al nostro DNA il messaggio di reset frequenziale per la decodifica di nuovi dati, per la riprogrammazione delle credenze.

Lo scopo del cambiamento del DNA è di non identificarci più in ciò che crediamo di essere, perché questa è una credenza codificata nelle nostre cellule, una maschera, un’illusione.

Occorre arrivare alla “trasformazione”, attirando a sé la propria verità personale e il proprio cammino di vita. Il corpo fisico è il mezzo alchemico di trasformazione delle memorie.

L’acqua vitalizzata serve proprio ad applicare la legge dello specchio: “COS’È CHE NON AMO DI ME IN TE?
Qual è la parte di me che non mi piace in ciò che tu esprimi?

È proprio a partire da questo che si comincia ad aprire il cuore e a capire che tutti gli avvenimenti della nostra vita o i comportamenti delle persone intorno a noi sono dei regali, allo stesso modo delle malattie.

Quello che vediamo nell’altro, sia che ci faccia male, sia che apparentemente non ci procuri alcuna emozione, l’abbiamo in noi, più grande o più piccolo, o non espresso.

L’ACQUA AREPO E IL PENSIERO CREATORE DI REALTÀ

L’acqua del metodo AREPO rappresenta un tentativo di cancellazione delle memorie pesanti legate alla materia, perché possa avvenire la trasformazione della nostra consapevolezza.

Il concetto si basa sulla “biorisonanza olografica“: entrando in risonanza con le frequenze armoniche della vita, si riesce a comunicare frequenze armonizzanti a tutto l’organismo, che equilibrano la persona che abbia scelto di trasformarsi da vittima a creatore responsabile del proprio stato di salute e della sua guarigione, da soggetto passivo che si lascia vivere ad arbitro e padrone del suo destino.

L’acqua AREPO, come veicolo di oscillazioni elettromagnetiche con il suo alto contenuto informazionale, collegato con i simboli universali, arriva a determinare un orientamento verso un ordine superiore, grazie agli elementi in essa contenuti, oscillanti coerentemente in fase, capaci di trasmettere con un processo di risonanza tali frequenze vibrazionali all’intero organismo.

L’acqua AREPO deve riportare l’individuo sul piano presente, sulla propria identità, sulla propria vibrazione ancestrale.

L’acqua AREPO, con le sue vibrazioni coerenti va a interagire proprio con la radiazione fotonica ultradebole che si manifesta in tutti gli organismi viventi (nell’uomo va dai 10 ai 1000 fotoni al secondo) e la armonizza, creando coerenza e sincronicità.

Può svolgere questa azione perché con il trattamento di vitalizzazione diventa un’unità cosciente, dotata di memoria, capace di assumere una quantità infinita di informazioni che vanno a interagire con il corpo vibrazionale di ogni essere vivente, con quell’energia – emessa dal DNA nucleare, oscillatore che emette biofotoni – scoperta dal tedesco Popp.

L’acqua AREPO ci insegna a diventare responsabili delle nostre malattie, senza imprecare contro il caso o il destino, cercando la verità in noi stessi e assumendoci la responsabilità della nostra vita.

Non possiamo stare ad aspettare che altri al posto nostro risolvano i nostri problemi, ma dobbiamo diventare responsabili di tutto ciò che pensiamo, cambiando radicalmente la nostra realtà con il nostro pensiero, che può sprofondarci nell’oscurità della materia oppure può farci risuonare con le vibrazioni cosmiche della Coscienza Universale.

Nessuno può farlo per noi; ognuno è responsabile di sé stesso e del proprio modo di pensare.

L’invito che ci formula l’acqua è: “Cambia ciò che può essere cambiato, accetta quello che non può essere cambiato, sii saggio per capirne la differenza.”

Sintesi e caratteristiche originali del testo

Dopo aver esaminato le varie credenze che condizionano la nostra vita quotidiana e ci impediscono di evolvere, in Acqua e Coscienza vengono spiegati i nuovi concetti di Coscienza, materia, energia e informazione secondo la fisica quantistica, correlandoli con i segreti dell’acqua e le scoperte di Masaru Emoto.

Inoltre, si sottolinea l’evidenza delle malattie come conseguenza di una disidratazione cronica, evento completamente trascurato dalla medicina accademica, l’importanza del sale e della soluzione idrosalina, i meccanismi di implosione per la vitalizzazione dell’acqua.

Successivamente, si passa a descrivere le memorie che si somatizzano sul corpo, e le possibilità di cancellarle attraverso l’utilizzo di simboli universali, che costituiscono la chiave del metodo AREPO: il quadrato magico (da cui si ricava proprio il nome del metodo oggetto del libro), il fiore della vita, il simbolo della consapevolezza (creato dall’autore) e il simbolo personale.

Nella parte finale vengono messi in correlazione con l’acqua vitalizzata AREPO la legge dello specchio, la consapevolezza, la Coscienza, il suono, la luce, il pensiero creatore di realtà, il potere creativo e la missione dell’Anima, e si descrivono i messaggi universali ed eterni suggeriti dall’acqua.

Il libro afferma che con l’acqua AREPO è possibile trasformare la Coscienza di ogni essere vivente, lavorando sulla struttura energetica che governa la manifestazione fisica della vita. Sia la malattia che la guarigione sono un fatto privato e intimo, che ci apre la porta attraverso cui discendere verso la nostra parte in ombra, lungo il percorso che spesso è indicato dal dolore, verso ciò che abbiamo negato e non abbiamo voluto vedere in passato.

L’acqua AREPO può rischiarare il percorso con la propria luce, immagazzinata nei fotoni di 250 miliardi di anni fa, e farci capire che niente è doloroso in sé; il dolore è solo il risultato di pensieri sbagliati, è un errore nel nostro modo di pensare, deriva da un’opinione che ci siamo fatti su una cosa, è la conseguenza naturale di ogni pensiero che ci scollega con il Tutto, è il contrario della felicità.

Il metodo AREPO ci fa comprendere che la vita è un insieme di rapporti costruttivi e distruttivi, e di crisi piene di opportunità di cambiamento.

È proprio dai momenti di crisi che si possono estrapolare significati e atteggiamenti per avvicinarsi alle verità spirituali.

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