Vita, energia scalare e test di vitalità

15 Mar 2026 | Consapevolezza | 6 commenti

Una lettura di circa 19 minuti

Se hai adoperato correttamente il “concentratore temporale” avrai sicuramente notato che nel lasso di tempo impostato tra le sette ore del secondo quadrante la tua energia ha avuto un incremento e un qualche evento ti ha coinvolto e impressionato più del solito.

Accade che l’impostazione di quel quadrante sopra il circuito a onde di forma che disegna il flusso energetico ha modificato la percezione degli eventi e del “tempo”, non lo spazio, ma solamente la percezione e pertanto l’atteggiamento verso la realtà che ci circonda.

Spesso succede che ci sia anche una variazione nello spazio/tempo, ma la nostra mente non riesce a percepirla direttamente finché non arriveremo a un sufficiente livello di consapevolezza che è, in ogni caso, alla portata di tutti.

ENERGIA

La nostra esistenza in questa dimensione ci viene “permessa” da quel flusso di energia che tutto pervade e che consente alla nostra struttura fisica di operare sia internamente a livello cellulare che esternamente con le nostre azioni giornaliere.

Cercando di dare una spiegazione alla nostra presenza terrena e perché questa duri solo per un certo periodo, ci imbattiamo nelle varie dottrine religiose create che incitano al buon comportamento per ottenere un premio nell’altra vita che sarà eterna; tuttavia, il dubbio che dietro a tali dogmi si celi un sistema di controllo delle masse per avere in un colpo solo il potere politico e quello religioso è sicuramente elevatissimo, al di là della bontà degli insegnamenti tramandati.

Il nostro scopo con questo scritto risiede nel mostrare l’esistenza di questa forma energetica invisibile direttamente all’occhio umano oltre l’ovvietà degli effetti che tocchiamo con mano tutti i giorni con lo scorrere della “vita”, rendendo visibile qualche effetto meccanico di questo continuo fluire energetico.

Come percepire l’energia?

Vediamo ora alcune modalità per prendere confidenza con questa energia.
1. IL TEST DEL CIELO AZZURRO

Un test molto semplice si può effettuare nelle giornate in cui il cielo è perfettamente azzurro (sempre di meno, purtroppo, a causa delle dispersioni chimiche artificiali), orientando lo sguardo verso nord o nord-est di pomeriggio, in maniera da avere il sole di lato o dietro le nostre spalle e osservando in tranquillità e rilassamento un punto fisso del cielo, non troppo verso l’alto.

Noteremo delle particelle luminose che aumentano di quantità a mano a mano che l’occhio si abitua a vederle e il cristallino si dilata bene per la visione in lontananza.

Non si tratta di macchie luminose o di effetti psichici indotti.

Queste particelle sono ben visibili a occhio nudo, occorre volerlo e applicarsi con pazienza, la sensazione sarà meravigliosa e ci consentirà di crescere consapevolmente nelle conoscenze sull’invisibile.

La scienza parla di effetto “Scheerer” ovvero di globuli bianchi in movimento nei capillari della retina.

Sta a noi percepire dove sta la verità, da parte nostra possiamo solamente ricordare di testare con la pratica ed eventualmente informarsi sugli antichi testi vedici indiani dove si parla di atomi, di macchine volanti (Vimana) e particelle energetiche di prana visibili a occhio nudo.

2. IL TEST DELL’ANELLO DI CARTA

Un altro test che richiede, però, un pochino di manualità ed è per questo consigliato solo a chi avrà desiderio di scoperta personale consiste nel costruire un dispositivo che sfrutta questa energia per portare in rotazione un piccolo anello di carta.

Il sistema è quello ideato dal dott. Wilhelm Reich che definiva questa energia col nome di “bioni” osservabili anche al microscopio e di colore blu.

Il dott. Reich morì in carcere in America per una serie di eventi che non possiamo giudicare in quanto ben sappiamo come agisca il sistema dominante quando ci sono interessi economici da tutelare.

Rimane il fatto che le sue intuizioni (fu allievo di Freud) sono ancora adesso verificabili e ripetibili: questi bioni sarebbero i componenti dell’energia vitale chiamata anche “orgonica” (da “orgone“) e sarebbe la componente principale anche per lo sviluppo sessuale.

Chi scrive [l’ing. Stefani, n.d.R.] ha costruito il primo dispositivo che viene definito “rotorgon” (dai termini orgone e rotazione), all’incirca una ventina di anni fa per pura curiosità.

Nella foto e nel breve video che segue trovi un apparecchio costruito a memoria in circa 20 minuti utilizzando un vecchio barattolo per vernici, del nastro in alluminio e un piccolo anello di carta, oltre a uno spillo come perno di rotazione.

Il dispositivo si mette subito in movimento, ma non ha un moto costante; avvicinando le mani può fermarsi o accelerare e ciò ha creato immediatamente lo screditamento dei materialisti convinti, anche nei confronti del lavoro eccelso di ricerca condotto dall’ing. Carlo Splendore di cui alleghiamo un link video che ben soddisfa gli sforzi di costruzione.

Viene contestato che il movimento del rotore sia dovuto ai micro-flussi di aria perché mettendo il tutto sotto una campana di vetro la rotazione si arresta dopo un pochino.

Quello che non si vuole ammettere è che la risposta è sempre stata scritta nei testi antichi, ovvero che l’energia vitale entra con il respiro, è contenuta nell’aria e solamente quando la respiriamo la mettiamo in circolo.

Se non respiriamo terminiamo la nostra esistenza e se ci mettiamo sotto una campana di vetro… pure!

3. IL TEST DEL RESPIRO CONSAPEVOLE
Il test del “respiro consapevole” è molto semplice da realizzare e potrebbe diventare un nostro prezioso alleato per migliorare il nostro stato di salute e le nostre performances psichiche.

Abbiamo già accennato a qualcosa di simile quando abbiamo trattato la preghiera del Padre Nostro e i consigli del dott. Steiner al riguardo, nell’articolo “Preghiera e Consapevolezza“.

Possiamo ora applicare qualcosa di più profondo arrivando a percepire gli effetti della sostanza energetica contenuta nell’aria che respiriamo.

Rilassiamoci se possibile, altrimenti iniziamo pure in qualsiasi momento ne sentissimo la necessità: inspiriamo attraverso le narici contando mentalmente fino a cinque (secondi) e visualizzando una luce dorata che scende dal naso, entra nella cavità della bocca e tocca tutti i denti, scende nella trachea e arriva ai polmoni, tratteniamo il respiro per altri cinque secondi mentre visualizziamo che questa luce dorata si espande in tutti gli organi del corpo, fino ai piedi, quindi espelliamo l’aria attraverso la bocca in circa 5 secondi e visualizziamo una polvere di colore scuro che fuoriesce e viene immediatamente assorbita da Madre Terra.

Ripetiamo questo processo per 4 o 5 cicli di respiro e cerchiamo di rilevare quali differenze sullo stato di salute abbiamo percepito.

Qualche capogiro nei primi respiri è del tutto normale, al termine del test riceveremo solamente dei benefici.

Ripetiamo il respiro consapevole tutte le volte in cui il nostro corpo ce lo chiede, magari in riva al mare o in montagna.

Un’ulteriore considerazione sul tempo

Il quadrante delle sette ore di “tempo” descritto nell’articolo “Tempo e Illuminati: il concentratore di energia temporale“, e facente parte del dispositivo accennato, diventa un amplificatore ottimale per il respiro consapevole applicando quest’ultimo nel periodo definito.

Come abbiamo già accennato, il tempo non è lineare, non scorre come sembra a noi perché noi siamo l’entità che osserva e ci sembra che tutto scorra finché non prendiamo coscienza di essere quel tempo e, con consapevolezza, possiamo pure permetterci di concentrare in sette ore parte di quella energia che è sempre nostra e ci appartiene.

Quell’entità è il nostro IO di cui parliamo in continuazione nei nostri scritti e quando arriviamo a comprenderlo diventa “proprio”.

Tutto cambia, anche il concetto di reincarnazione può tranquillamente considerarsi una “continuazione” di esperienze in vari involucri, tutte nel medesimo momento.

4. IL TEST DELL’ALIMENTAZIONE

Sia la medicina cinese sia quella che utilizza applicazioni quantistiche insistono sul fatto che buona parte delle malattie sono di natura psicosomatica o che comunque derivino da squilibri psichici, energetici e di alimentazione non consona al nostro codice genetico.

Quest’ultima affermazione è sinteticamente traducibile con l’appartenenza a un particolare gruppo sanguigno e, pertanto, con un metabolismo e una capacità di disintegrazione e assorbimento delle sostanze nutritive ben definita per ciascun gruppo e non generalizzata come la medicina convenzionale vorrebbe farci intendere.

Molte malattie degenerative, come ad esempio vari tipi di sclerosi, si manifestano per danni mielinici la cui causa principale è dovuta all’assunzione di latte e prodotti derivati da parte di soggetti che non dovrebbero affatto assumere determinate sostanze che purtroppo vengono pubblicizzate come la panacea per una corretta crescita.

Collegato all’insorgere di una patologia c’è sempre uno squilibrio energetico, ovvero un malassorbimento di energia vitale da parte delle nostre cellule causato da qualche sostanza che fa da “scudo” alla vita, spesso ingerita involontariamente o iniettata con la forza per obbedire a leggi e parametri imposti dal sistema “democratico”.

La nostra energia vitale lavora in maniera equa su ogni individuo, quello che dobbiamo scoprire è quanta di questa energia “rimbalza” dal nostro corpo e non viene assorbita a causa di qualche ostacolo o tossina che ne blocca l’assorbimento.

Non dobbiamo trascurare nemmeno le tossine “eteriche” che continuamente e con profusione incredibile assorbiamo tramite le notizie dei media e l’oscuramento dei raggi del Sole; solamente con un buon livello di consapevolezza possiamo arginare questo genere di veleni e, purtroppo, non possiamo sapere per quanto tempo ancora potremo resistere.

Era il 1988 quando il cantautore Leonard Cohen pubblicava la magnifica canzone Everybody Knows, dove descrive la realtà e denuncia le apparenze.

Si tratta di un brano sempre attuale che puoi ascoltare nel video sottostante con i sottotitoli in italiano, così da prendere una piccola pausa da un argomento abbastanza compatto quale quello sull’energia vitale.

5. Il test dell’energia vitale di Episcienza e Biofotoni

Vediamo ora quale sia il metodo più semplice per iniziare ad analizzare il nostro livello di energia vitale.

Premettiamo che il metodo kinesiologico può fornirci un risultato pratico immediato in quanto noteremo subito il cedimento o meno di qualche muscolo indicatore.

Desideriamo comunque mostrare un metodo molto efficace, alla portata di chiunque abbia volontà cosciente e umiltà per la ricerca.

Avere uno strumento di aiuto nell’analisi del nostro stato energetico può veramente farci progredire.

La psicologia materiale e l’estrema spiritualità conducono sempre allo stesso risultato, la prima affermerà che dopo un trattamento si sta elaborando il trauma, la seconda dirà che si è in una fase di crescita ascensionale.

In realtà tutte e due queste risposte sono false: la materialità esige di protocollare tutto e lo si nota con la medicina moderna oltre che con l’imposizione della cosiddetta intelligenza artificiale; la spiritualità estrema, quella Luciferica, tenta di staccarci dal contatto con la Terra creando un danno enorme alla nostra esperienza in questa dimensione.

La giusta cura sta nella volontà di trasformazione e nel coraggio di cercare la Verità, allontanandosi dai venditori di fumo, specialmente quando vengono richieste somme di denaro continue.

Il vero insegnante spirituale deve servire per un certo periodo, trascorso il quale deve consegnare la propria conoscenza all’allievo e lasciarlo operare in autonomia, insegnargli a pescare e non portargli il pesce per farsi pagare (è un metodo che si scontra col sistema economico attuale, ma è l’unico che funziona correttamente con le energie sottili).

Il dott. Steiner affermava che nessun vero maestro spirituale lavora per rendersi indispensabile, ma per divenire superfluo, al contrario dei falsi guru che legano a loro i propri seguaci con vari metodi e promesse e nel frattempo spillano dei soldi.

Consigliamo vivamente a chi ne sente il richiamo di realizzare da sé il piccolo dispositivo che andiamo a proporre per tastare personalmente il mondo delle energie sottili.

Restiamo naturalmente a disposizione per coloro che non avessero proprio il tempo o la possibilità di costruire quanto mostreremo: sarà possibile riceverlo con il rimborso delle sole spese di spedizione e del costo del materiale (contattaci a info@biofotoni.com o scrivici su WhatsApp).

Useremo un grafico particolare montato su un dispositivo non disponibile in commercio che dovremo realizzare in varie fasi, stampando il circuito a onde di forma e successivamente incollandolo con le modalità più avanti descritte.

Per la misurazione useremo un oggetto esclusivamente d’oro che portiamo addosso, un anello o una catenina o un orecchino; se siamo pratici con l’uso del pendolo o del biotensor potremo utilizzare quelli.

Al termine della descrizione su come costruire il dispositivo indicheremo anche il principio di funzionamento.

Come costruire il dispositivo

FASE 1

Per prima cosa, stampiamo su un cartoncino da 200g formato A4 il rettangolo come da file “Foglio 1”, scaricabile cliccando sul pulsante sotto l’immagine esemplificativa.

In alternativa, disegniamo il rettangolo tenendo 1,2 cm di distanza dai bordi del cartoncino A4.

FASE 2

Incolliamo un foglio di alluminio (tipo Domopak o similare) o del nastro adesivo in alluminio (del tipo di quello che usano gli idraulici per schermare i condotti di aspirazione) all’interno dei margini del foglio, avendo l’accortezza di inserire un sottile filo di rame di colore rosso (o altro colore), lungo almeno 40 cm e già spellato a una estremità, a contatto tra l’alluminio e il foglio di carta.

FASE 3

Stampa il Foglio 2 (scarica il pdf dal pulsante qui sotto “Foglio 2”) con la matrice già disegnata e ripassa con una matita in grafite a punta grossa (oppure ripassa più volte o utilizza un carboncino) tutte le linee della matrice stessa in maniera che la “rete” risulti conduttiva.

Il foglio deve essere di formato A4 da 80 grammi o anche meno (va bene un comune foglio da fotocopiatrice).

FASE 4

Incollare il Foglio 2 (con la matrice ripassata) sul Foglio 1 (con lo strato di alluminio e il cavetto rosso), mettendo la colla sul bordo privo di simboli.

FASE 5

Su un normale foglio formato A4 da 80 grammi o meno stampiamo il Foglio 3 con il rettangolo indicativo del “polo negativo”.

In alternativa, disegniamo il rettangolo indicativo tenendo 1,2 cm dai bordi del foglio, come fatto precedentemente col Foglio 1.

FASE 6

Incolliamo, come fatto per la Fase 2, un foglio di alluminio o del nastro adesivo in alluminio all’interno dei margini del Foglio 3, avendo l’accortezza di inserire un sottile filo di rame di colore nero (o di un colore diverso da quello utilizzato nella Fase 2) con lunghezza di almeno 40 cm circa, già spellato a una estremità, a contatto tra l’alluminio e il foglio di carta.

FASE 7

Incolliamo il Foglio 3 (con alluminio e il cavetto del polo negativo) sui Fogli 1 e 2 già incollati precedentemente, mettendo la colla sul bordo privo di simboli.

FASE 8

Stampiamo su un cartoncino formato A4 da 200 grammi il file “Circuito principale” e incolliamo sul retro del foglio, all’altezza del regolo di misurazione, una fascia di alluminio che copra circa l’area corrispondente con dimensioni 5×19 cm circa, come da foto qui sotto.

FASE 9

Incolliamo il circuito così realizzato sui tre fogli già pronti, mettendo la colla solo sui bordi, come già fatto in precedenza.

Col filo di colore nero (corrispondente al polo negativo) avvolgiamo sette spire in senso orario (da sinistra verso destra) su una punta di cristallo ialino anche mono terminata, e incolliamo il solenoide così ottenuto sul rettangolo con la scritta “Cristallo con solenoide”, come vedi nella foto qui sotto.

FASE 10

Colleghiamo una normale pila da 9 Volt (tipo quelle per le radio transistor di una volta) ai due fili che abbiamo preparato.

Noi abbiamo utilizzato anche un connettore già preparato; è comunque possibile posare il filo rosso (positivo) a contatto del polo + della pila e fermarlo con del nastro isolante da elettricisti e il filo nero (negativo) a contatto col polo – della pila fissandolo bene con lo stesso nastro.

Ora abbiamo il dispositivo per misurare la nostra energia vitale completo e pronto per l’utilizzo.

La pila può essere lasciata sempre collegata; si scaricherà nell’arco di un anno circa.

Come funziona il dispositivo?

Vediamo ora qual è il principio di funzionamento del dispositivo affinché siano chiari anche i parametri utilizzati con i quali si va ad agire nella ricerca sulle energie sottili: la conoscenza del metodo consente al nostro inconscio un dialogo diretto con il nostro corpo.

In sostanza, ciò che hai realizzato è un circuito risonante per l’energia sottile.

I due fogli di alluminio con l’interposto foglio su cui è stata disegnata la griglia matrice conduttiva rappresentano le due armature di un condensatore, una collegata al polo positivo della pila e l’altra al polo negativo.

Su quest’ultimo filo è stato inserito un solenoide di sette spire (il numero deve essere quello, non una di meno) avvolte su un cristallo di quarzo ialino che ha una particolare funzione proprio con le energie sottili e l’energia esaedrica.

Il circuito principale posato e incollato al di sopra del condensatore è immerso nel campo elettrico generato dal sistema, un campo elettrico costante finché non interagiamo con le nostre mani, e sufficientemente intenso essendo alimentato da una pila con potenziale di 9 Volt.

Le sette spire sono associate a quanto già esposto in Episcienza e riportato brevemente nell’immagine qui sotto.

Per approfondire questi concetti ti consigliamo la lettura del manuale Episcienza (la citazione è tratta da pagina 145 del manuale).

Questa parte si collega a tutta la trattazione fin qui tenuta, compreso il concentratore di energia temporale, il circuito sul “tempo”, presentato nel precedente articolo.

La striscia conduttiva che abbiamo incollato sul retro del regolo di misurazione è indispensabile per fare da “specchio” all’energia che fuoriesce dalle nostre dita che tengono un oggetto in oro, e consente lo stimolo ai micro-muscoli del nostro corpo e del sistema nervoso collegato non appena si realizza l’equilibrio tra il livello di energia da misurare e quello realmente presente.

Come effettuare una misurazione

Con il dispositivo pronto all’uso e la pila collegata, orientiamo il lato superiore del foglio verso il Nord o il Nord Est magnetico così da facilitarci la lettura.

Prendiamo tra le dita l’oggetto che abbiamo deciso di utilizzare per l’indicazione, ovvero un anello d’oro, un orecchino, una collanina, un pendolino o comunque qualcosa che possa oscillare liberamente e indicarci delle risposte classiche come SI, NO.

L’indicazione avverrà sul quadrante del regolo indicatore e preferibilmente sulla scala graduata in unità Bovis, tenendo presente che un buon livello di energia è normalmente classificato al sopra delle 6500 unità.

Per la lettura si può utilizzare il dito medio o l’indice della mano sinistra portandolo a contatto con la parte da misurare e facendo scorrere il sistema sopra la scala fino a che si fermerà indicando il valore cercato.

Qui sotto trovi un video di esempio sulle modalità di utilizzo del dispositivo di misurazione dell’energia vitale.

Il dispositivo richiama sempre energia vitale e ciò è dimostrabile anche attraverso il breve video riportato qui sotto dove si può notare che la rotazione nel Rotorgon campione avviene anche senza rivestimento esterno dello stesso ricevendo il flusso emesso dai fogli che abbiamo preparato per la costruzione del nostro dispositivo di controllo.

La pila serve per il campo elettrico che andrà a fare da punto di riferimento per le nostre letture.

L’operatore potrà agire su se stesso facendo tutte le misurazioni che ritiene necessarie, mentre se vorrà agire per qualcun altro dovrà obbligatoriamente posare un testimone biologico del soggetto da esaminare.

Non è sufficiente una foto o uno scritto come solitamente in uso con le pratiche radioniche; con questo dispositivo occorre il codice genetico del soggetto e pertanto si consiglia sempre di porre un cartoncino con dimensioni 3×3 cm con un campione di saliva nel rettangolo con la dicitura “Testimone”.

La casella “Rimedio” può essere utilizzata per inserire una particolare sostanza curativa o una vibrazione benefica al fine di aiutare o stimolare lo stato di un soggetto o di sé stessi.

Ricordiamo che la sostanza può essere lasciata per un periodo indefinito; tuttavia, è consigliato monitorare sempre gli effetti e lo stato prima e dopo l’applicazione del trattamento.

Utilizzare il quadrante temporale e il dispositivo nello stesso lasso di tempo di 7 ore porterà indiscutibilmente a delle percezioni ben manifeste a chiunque ne faccia un uso consapevole.

Ricorda che l’orientamento del circuito deve essere verso Nord o Nord-Est per ottenere il massimo delle prestazioni.

Alcune osservazioni

Il principio di funzionamento su cui si basa il dispositivo esposto ricade in quello delle onde di forma opportunamente amplificate in direzione del nostro sistema nervoso e dei chakra ad esso collegati.

La nostra mano e le nostre dita nel mentre poggiano le parti della figura vanno a creare una “perturbazione” nel campo elettrico (statico) che abbiamo creato tra i fogli di carta e le armature in alluminio. Questo campo elettrico è obbligato a seguire la matrice conduttiva che abbiamo inserito e che in sostanza potremmo paragonare al sistema touch dello schermo di un tablet.

Il nostro cervello riceve tutte queste variazioni di campo elettrico e in base alla nostra personale consapevolezza e volontà cosciente ci porta a interagire con la parte inconscia sia nostra che collettiva, ovvero il campo morfico ben descritto dal biologo Rupert Sheldrake.

Operando in questo campo andiamo ad agire con le informazioni della nostra specie e di tutte le altre, sulla base della nostra preparazione e sensibilità alle energie sottili.

I vantaggi di familiarizzare con dispositivi di controllo e armonizzazione energetica quali quello proposto ci conduce ad applicare quei concetti che anche Nikola Tesla ipotizzò e sviluppò quando affermava che tramite i campi vibrazionali sottili si può curare e ripristinare il nostro DNA arrivando a curare patologie fisiche altrimenti complesse per la medicina classica.

Non affrontiamo nel blog e nel sito argomenti medici o di cura, ma invitiamo chi ne sentirà il richiamo a testare le proprie capacità di autoguarigione e di controllo dei valori corporei per mezzo del dispositivo proposto.

Di seguito una piccola e parziale tabellina sui punti da “consultare” per ottenere dei valori corrispondenti a determinate grandezze che possono aiutarci in piccole autodiagnosi o solamente per impratichirci con le energie sottili.

Normalmente si usano le dita della mano sinistra per agire nel campo elettrico e la mano destra per la misurazione sul quadrante; per i mancini è sufficiente invertire le posizioni.

Questo contributo è stato scritto dall’ing. Stefani nel marzo 2026.
Condividere è crescere insieme. Grazie!

6 Commenti

  1. Giancarlo Dal Zotto

    Buongiorno.
    Al punto 4 si parla di gruppi sanguigni legati al nostro metabolismo.
    Può darmi gentilmente della bibliografia per poter approfondire?
    Grazie ancora per la sua opera di divulgazione.

    Rispondi
    • Episcienza e Biofotoni

      Grazie per la sua domanda, Giancarlo! Di seguito il libro cui ha fatto riferimento l’ing. Stefani sull’argomento citato: “La vera dieta dei gruppo sanguigni” di Peter J. D’amdamo con Catherine Whitney (ed. Sperling & Kupfer).D’Adamo è il ricercatore che nel 1996 ha pubblicato il primo lavoro al riguardo, basandosi anche sulle ricerche del padre. In Italia, l’argomento sulla dieta dei gruppi sanguigni è stato approfondito dal dott. Mozzi. Si tratta di principi che la medicina convenzionale fatica ad accettare, ma a livello quantistico sono basilari e le testimonianze dei pazienti sono in continuo aumento, anche nel caso di patologie gravi. Rimaniamo a disposizione!

      Rispondi
  2. Giancarlo Dal Zotto

    Grazie mille.
    Avrei un’altra domanda,
    Nel video l’ing. Stefani usa un pendolo carlini, dicendo che è disponibile nel Vs sito.
    Ho cercato ma non trovo. Può gentilmente indicarmi? Che prezzo può avere all’incirca?
    Grazie ancora.

    Rispondi
    • Episcienza e Biofotoni

      Per quanto riguarda la disponibilità sul nostro sito, l’ing. Stefani si riferisce al regolo, già utilizzato in precedenti sperimentazioni, e alla possibilità di richiedere il dispositivo già realizzato. Per quanto riguarda il pendolo “De Carlini”, si tratta di un grave appeso a un filo. Potrebbe andar bene tutto, ma per chi è alle prime armi si consiglia un oggetto in ottone o rame con una catenella. Per utilizzare il dispositivo presentato nell’articolo per il test di vitalità, occorre, invece, utilizzare un oggetto con placcatura in oro per avere un numero di orbitali atomici definito. Per questo motivo, in questo caso, va benissimo una catenina in oro, per esempio. Per chi è più esperto e abituato a tali sperimentazioni, si potrebbero usare anche solo le mani: sono gli stimoli ai micromuscoli della mano che fanno muovere il pendolo. Se desidera approfondire ulteriormente l’argomento, non esiti a scriverci e la metteremo in contatto diretto con l’ing. Stefani. Rimaniamo a disposizione!

      Rispondi
  3. Giancarlo Dal Zotto

    Perfetto. Ho compreso. Sto realizzando il dispositivo in loco e penso, a questo punto, che utilizzerò una catenina in oro come consigliato.
    Sono estremamente curioso degli esiti.
    Grazie e buona giornata.
    Giancarlo

    Rispondi
    • Episcienza e Biofotoni

      Ci tenga informati, Giancarlo! La catenina in oro andrà benissimo per la sperimentazione. In caso di dubbi, siamo qui!

      Rispondi

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