Dopo le varie trattazioni sulla suddivisione dell’umanità, è tempo di approfondire un concetto che viene spesso considerato puramente esoterico e che riguarda proprio il numero 12 in rapporto all’essere umano che dovrà divenire “uomo”.
Premessa
– 3000 a.C. | India: Krishna, nato da una vergine, perseguitato da un re malvagio, muore e poi risorge.
– 3000 a.C. | Egitto: Horus, nasce da una vergine, viene perseguitato appena nato, ha 12 discepoli, muore e poi risorge.
– 1200 a.C. | Frigia (Anatolia): Attis, nasce da una vergine, muore il 25 marzo e dopo tre giorni risorge.
– 600 a.C. | Persia: Mitra, nasce il 25 dicembre da una vergine, nella vita ha diversi seguaci, narrano di miracoli, muore e risorge dopo tre giorni.
– 500 a.C. | Grecia: Dionisio, nasce da una madre mortale e un padre divino, fece dei miracoli (es. trasformò l’acqua in vino), morì e tornò in vita.
Molti dei testi riportati nella Bibbia, che viene considerata un libro sacro redatto verso il 1000-1500 a.C., sono stati ritrovati anche in manoscritti e papiri risalenti al 3.500 a.C. circa. Ciò fa dubitare anche i più autorevoli esperti su come possa essere stato manipolato il libro in questione, in particolar modo per quanto riguarda la sua traduzione e interpretazione.
Ci riferiamo qui solo al Nuovo Testamento perché il contenuto è pur sempre un valore importante ai fini della nostra crescita interiore per giungere a un IO proprio al di là di qualsiasi confessione religiosa si voglia praticare.
La simbologia del numero 12
Gli apostoli di Gesù erano 12, le ore della giornata sono suddivise in due sezioni di 12 unità, come i mesi dell’anno; sono 12 i cavalieri della Tavola Rotonda, le fatiche di Ercole, gli dei dell’Olimpo e 12 sono anche le tribù di Israele (indicate come discendenti dai dodici figli di Giacobbe).
Su quest’ultimo punto, si potrebbe cadere facilmente nella trappola del “popolo eletto”: non vi è logica in questo e non è da considerarsi per non finire nella materialità che sta distruggendo molti popoli nella nostra epoca.
Paramhansa Yogananda ci ha lasciato questo pensiero su cui meditare:
“L’umiltà nasce dalla consapevolezza che Dio è l’artefice, non tu. Quando comprenderai questa verità come potrai essere orgoglioso di qualsiasi risultato raggiunto? Pensa costantemente che qualunque lavoro tu stia svolgendo è il Signore a compierlo per mezzo tuo.”
Anche se non siamo credenti, non possiamo ignorare il contenuto sottile di tale affermazione.
Yogananda ci suggerisce di riflettere sul fatto che l’essere umano è solamente un “operatore” o meglio un attore di uno sceneggiato con una durata stabilita, ma con una possibilità aggiuntiva, ovvero quella di diventare regista oltre che attore, e di conoscere indirettamente anche il produttore (Dio).
Veniamo subito al punto: ogni essere umano contiene 12 predisposizioni e 12 modi di essere con i quali deve fare i conti nel corso dello svolgimento della propria esistenza.
Ecco perché il 12 è integrato nell’umanità.
Questa quantità rispecchia in toto il detto “così in alto così in basso” perché l’essere umano è gestito in questa parte di universo da dodici “Entità” di cui noi possiamo vedere la controparte fisica nei vari pianeti di questo sistema solare.
Le 12 predisposizioni nell’essere umano
Lo facciamo perché, a nostro parere, in queste dodici persone si celano i principi che vanno a formare un uomo completo e molto probabilmente uno degli scopi dei Vangeli è anche quello di aiutarci a conoscere cosa si cela nella nostra anima.
Possiamo quindi affermare che all’interno della nostra parte animica c’è un dodicesimo delle caratteristiche di ogni apostolo che sommate fanno l’unità di partenza.
Quel ripetersi, nelle scritture antiche, di esseri nati da una vergine con seguito di dodici discepoli e con una rinascita dopo la morte rappresenta un insegnamento che solamente chi non vuol comprendere non riceverà mai.
In un precedente articolo abbiamo già trattato della personalità di gruppo degli apostoli, come viene anche evidenziato nell’Ultima Cena di Leonardo.
• ANDREA è il fratello di Pietro, si dimostra in preda alla timidezza e cerca di stare all’ombra di quest’ultimo lavorando sempre in secondo piano.
• GIACOMO (il maggiore in età) possiede una personalità irruente e forte con un carattere sanguigno ed è anche il primo discepolo martirizzato secondo i racconti pervenutici.
• GIOVANNI, fratello di Giacomo, è molto giovane e sembra inesperto, rappresenta la forza e l’irruenza giovanile ed è probabile che porti lo stesso nome dell’autore del vangelo omonimo, ovvero di Lazzaro dopo la resurrezione e l’illuminazione ricevuta direttamente dal Cristo.
• MATTEO è una persona che rappresenta la capacità di conversione, nel suo passato si cela una attività di esattore oltre a discrete ricchezze personali; tuttavia, senza timore decide di affrontare l’incertezza anteponendola alla sicurezza maturata e dimostra pertanto di avere una spiccata volontà di crescita spirituale.
• TOMMASO, chiamato anche Didimo avendo un fratello gemello, è un tipo testardo e molto razionale, non crede se non vede.
• BARTOLOMEO è un “cuore puro” e, pur se assetato di conoscenza, possiede una cultura tradizionale dovuta alla sua famiglia. Si dimostra un tipo orgoglioso e non tanto morale, ma è disciplinato e ha un buon carattere. Purtroppo, subisce un martirio atroce venendo spellato vivo, ma ha mostrato la vera fede e un coraggio impareggiabili.
• SIMONE (il cananeo) ha un temperamento forte, rissoso e indomabile, un guerriero in lotta anche contro i romani invasori. Il Cristo lo trasformerà in un operatore di pace senza obbligarlo, ma solo convincendolo.
• FILIPPO non ha origini ebraiche e non segue quella tradizione, ha radici pagane e laiche; Cristo sembra averlo con sé così da mostrare che i suoi insegnamenti si adattano anche alle altre culture.
• GIUDA ISCARIOTA rappresenta un cananeo (idolatra) in lotta assieme agli zeloti per liberare la Palestina dal dominio romano. La figura di Giuda è parecchio controversa e distante dall’ebraismo, potrebbe anche inserirsi in un materialista convinto dell’epoca attuale.
• GIACOMO (il minore in età) rappresenta il classico conservatore, osservante delle leggi di Mosè. Si tratta di una personalità testarda e facile alle polemiche, restio a qualsiasi novità anche a causa della sua formazione culturale.• TADDEO (Giuda Taddeo figlio di Giacomo) si dimostra pratico e attivo anche se quando rimane fermo manifesta insofferenza e quando agisce sembra farlo in silenzio, ma con molte capacità.
Nell’essere umano sono contenute dodici personalità, compresa quella di Giuda Iscariota. O, meglio, potremmo dire che un dodicesimo di noi è pronto a tradire se viene sollecitato in determinati momenti della propria vita.
Oppure, potremmo agire come Pietro che per salvare la propria pelle nega la Verità, ma al terzo impulso il velo che gli celava la mente si strappa ed egli comprende da che parte stare.
Tornare o venire?
L’importanza di evolvere e arrivare ad avere un IO proprio ci condurrà a comprendere queste dodici personalità che abitano dentro di noi e a fare in modo di poterle gestire direttamente e non tramite la mente razionale che può lasciarsi coinvolgere dalla materialità e portarci a vivere con una o più di queste dodici personalità predominanti sulle altre.
Questo è lo stato, infatti, che vediamo nella nostra era e che corrisponde al rapporto 80/100 di stupidità dei componenti di questa umanità.
Ma cosa ci guadagniamo nello sforzarci in un percorso di consapevolezza spirituale rispetto a goderci la vita in forma puramente materiale, visto che dovremo lasciare tutto in qualsiasi caso su questo pianeta?
Ci viene in aiuto anche in questo caso Giovanni col suo Vangelo quando riporta “Nessuno viene al Padre se non per mezzo di Me”, facendo riferire questa frase al Cristo qualche giorno prima della crocifissione mentre sta dialogando con i Dodici per istruirli sul loro percorso, che alla fine è il percorso indicato per ognuno di noi.
Questa frase ci svela che esistono due modi per morire quando si varca la porta della morte, ovvero possiamo tornare al Padre senza aver raccolto gli insegnamenti del Cristo e quindi privi di consapevolezza e dell’IO proprio, oppure possiamo venire al Padre colmi di consapevolezza e con il proprio IO ben presente e attivo.
Quando si “torna” al Padre ci smaterializziamo nella coscienza universale e torniamo da dove siamo venuti, senza una identità propria.
Ci dissolviamo come capita a tutta la materia di questo pianeta e alla maggioranza dei suoi abitanti.
Quando si “viene” al Padre si diventa una parte separata della Natura, ci individualizziamo e non siamo più soggetti alle leggi naturali di questo mondo.
Varcare la soglia finale in possesso del proprio IO significa anche non aver sprecato una opportunità unica e poter far parte della creazione futura.
Come fare per “venire al Padre”?
Una prova della limitatezza imposta al genere umano affinché possa portare a termine l’esperienza duale in questa dimensione riguarda la struttura dei nostri sensi fisici, oltre al fatto che proprio la durata della vita sembra sia stata programmata per mezzo del DNA probabilmente all’atto della creazione, come è d’altra parte scritto anche nelle antiche scritture.
Rimane il dilemma di chi abbia realizzato questa creazione.
Le ipotesi sono diverse, ma sicuramente lo scopriremo con la continua ricerca nei laboratori spirituali.
Per il senso della vista accade che lo spettro visivo concesso all’essere umano medio si attui come segue: la luce naturale riflessa (i fotoni) dall’oggetto in osservazione che viene a colpire la nostra retina è completa di tutte le frequenze vibratorie, ma il nostro cervello ne filtra solo una parte.
Qui si apre un capitolo molto importante sull’occulto perché è il corpo astrale (l’Anima) che concede la possibilità di riconoscere o meno determinate gamme luminose e questo per poter proteggere gli esseri umani che non sono “pronti” alla visione del restante panorama normalmente invisibile.
Scorgere tutto quanto si cela alla vista fisica può far veramente impazzire l’osservatore e bloccare l’esperienza di vita per cui siamo giunti in questa dimensione e in questo pianeta.
Il fatto che abbiamo un involucro denso per sperimentare fisicamente ed emotivamente non toglie la certezza che vi sia qualcosa di molto più evoluto e completo a gestire proprio questo involucro che noi ci ostiniamo a considerare “io”.
Quando avremo raggiunto un livello di consapevolezza che ci può condurre sulla strada per “venire” al Padre la nostra parte animica aprirà lo spettro visivo e potremo osservare tutte le creature e le entità prive di corpo fisico che coabitano con noi.
La stessa cosa accade per gli odori, la parte astrale (l’Anima e quindi anche il sistema nervoso) consente di riconoscere solamente una parte delle vibrazioni che colpiscono il nostro sistema olfattivo, ma non è detto che con un buon percorso meditativo e spirituale tale barriera venga a decadere.
In ogni istante sono presenti moltissime “fragranze” che noi esseri umani non percepiamo; tuttavia, non appena accade qualcosa di particolarmente intenso potremo ricordare di aver percepito un profumo particolare (ad esempio un profumo particolarmente legato a un Santo che come essere spirituale è sempre presente in mezzo a noi, ma che non possiamo vedere per le ragioni appena esposte).
Sperando non capiti più, vogliamo raccontare un episodio concernente un grave incidente automobilistico in cui chi sta scrivendo (l’ing. Stefani, N.d.R.) era presente.
Nel momento in cui lo scontro ha portato alla morte di uno dei conducenti è immediatamente piombato un silenzio incredibile attorno alla zona, tutto era ovattato e solo dopo una trentina di secondi i rumori hanno ripreso ad essere udibili.
Sembra strano, ma anche per il nostro senso dell’udito vale la regola appena descritta.
Per questa ragione durante la meditazione si consiglia il silenzio oppure di “rientrare nel nostro castello interiore”, proprio per permettere al nostro corpo astrale di ampliare i nostri sensi sottili fino a rispecchiarli in quelli fisici.
Per approfondire il significato del numero 12
Abbiamo già nominato e analizzato altri esempi in cui il numero 12 è ben presente.
Abbiamo, per esempio, trattato il tema dell’astrologia sacra e analizzato il legame tra lo Zodiaco e la nostra salute, ovvero il nostro corpo e la nostra storia.
Puoi recuperare gli articoli dedicati sul blog:
– Astrologia sacra: collegamenti con la nostra salute e gli eventi di “una” vita
– Astrologia sacra: un metodo di visualizzazione
– Infiammazione e astrologia sacra: cosa hanno in comune?
– Spunti estivi di approfondimento sottile legati al tempo che scorre
– Il Mistero del Golgota










Buongiorno e grazie per condividere tali pensieri,benché attuale questo numero 12 molti indizi portano a pensare che la cosiddetta chiesa abbia manipolato molto il passato e che ci siano altre possibilità dí numeri diversi dati da altre civiltà.
A prescindere non mi fido della chiesa troppe manipolazioni….
Vi auguro una meravigliosa giornata