Gli argomenti da trattare non mancano di sicuro, ma talvolta è complicato scegliere e ci chiediamo se è il caso esporre alcune sperimentazioni che potrebbero inquietare o turbare qualche lettore, solo da poco avvicinatosi e “apertosi” agli argomenti di nostra consuetudine.
Un’ardua scelta?
Dionisio, per punizione, lo mandò a lavorare nelle cave di pietra di sua proprietà.
Trascorso un certo periodo il tiranno, sentendone la mancanza, anche a causa della bravura di Filosseno, lo mandò a chiamare per fargli ascoltare i suoi poemi.
Filosseno ascoltò per un pochino, poi in silenzio si diresse verso la porta di uscita del locale e alla richiesta di Dionisio su dove stesse andando rispose sereno: ritorno alle cave di pietra.
Siamo altresì coscienti che trattando argomenti riguardanti spesso l’invisibile dobbiamo decuplicare gli sforzi per dimostrare che non si tratta di fantasie o visioni, ma di qualcosa che è soggettivamente sperimentabile.
E dopo l’Intuizione?
In occasione dell’Azione di Luce per San Michele Arcangelo ci siamo focalizzati sull’argomento “Intuizione”.
Dopo il 29 settembre, possiamo ora completare la trattazione di alcuni concetti che normalmente si presentano ostici per il relatore.
Ricevuto il dono dell’Intuizione possiamo analizzare cosa si intende sottilmente con i termini “fede, speranza e carità“.
Come afferma Paramhansa Yogananda “… la fede viene dopo la speranza …” perché è proprio la speranza a essere il risultato della ragione umana ben sviluppata.
Sperare in qualcosa di bello e costruttivo fa parte di una mente sana e con fede nella vita e nelle proprie capacità.
Per esempio, coltivando con fervore la speranza di elevarci spiritualmente per scopi costruttivi, tipo la ricerca di Dio, aiutare il prossimo e noi stessi, conoscere i mondi sottili… ci semplificherà moltissimo l’accettazione all’invecchiamento del corpo fisico, accetteremo che ci sarà un ultimo respiro anche per noi e sicuramente arriveremo a sviluppare delle capacità sottili non indifferenti al pari dell’intuizione di cui abbiamo già scritto.
La Speranza è identificabile metaforicamente come la Luce che guida la nostra Anima, incarnazione dopo incarnazione.
Una persona che non nutre speranza è una persona “spenta” e lo possiamo notare anche fisicamente, fissandola profondamente negli occhi.
In un essere senza parte animica non c’è lo specchio dell’anima e abbiamo potuto verificarlo, per esempio, anche nel precedente Ministro della Salute, completamente privo di speranza (il cognome era proprio quello: gioco della sorte o, meglio, un segnale occulto molto forte per chi riesce a percepirlo) nelle capacità del sistema immunitario umano, ma ciecamente votato a qualsiasi prodotto sintetico mai testato a lungo termine.Se avessimo avuto un ministro dotato delle qualità di Intuizione e di Speranza, avrebbe senza dubbio agito all’opposto di quello che è stato fatto; purtroppo il potere ottenebra le menti e rende schiavi gli uomini alla materialità.
Speranza, Fede e Carità
La Speranza nasce dalla consapevolezza intuitiva dell’Anima e questa consapevolezza possiamo definirla Fede ed è presente in stato latente in tutte le parti animiche.
Quindi, anche la Fede deve essere “intuitiva” per essere vera Fede e portarci alla percezione di tutte le realtà e di tutte le cose.
Avere Fede non ha nulla a che vedere con il “credere”, in quanto ciò a cui noi crediamo può risultare falso oppure non veritiero per altri soggetti.
Molti dogmi nascono da credenze errate e questo trascina spesso le confessioni religiose in oscuri cunicoli da cui non usciranno più.
Dobbiamo sempre mettere alla prova le nostre credenze e cercare la verità in tutte le maniere possibili.
Prima di pubblicare un articolo o trattare degli argomenti applichiamo proprio questi parametri, sperimentando più e più volte ogni singola ricerca.
Quando un soggetto si rifiuta di credere a priori senza mai cercare la verità, diventa un soggetto distruttivo.
Credere costruttivamente è l’atteggiamento corretto del vero ricercatore di verità.
Negli ultimi quattro anni abbiamo assistito all’azione delle forze (entità) del male che hanno soppresso con la forza dell’informazione fallace e della evidente ipocrisia qualsiasi tentativo di speranza, cercando di instaurare una fede cieca materialista, i cui risultati sono ora agli occhi del mondo e mancano ancora gli esisti a lungo termine.
Quanto accaduto è stato l’esempio più eclatante di una fede distruttiva da cui l’essere umano deve prestare la massima attenzione possibile e allontanarsene immediatamente.
L’importanza dei dubbi e delle domande
Avere dei dubbi su una fede imposta con il potere, la violenza o l’inganno e farne ricerca di verità è molto costruttivo e indice di presenza animica.
Se, ad esempio, volessimo saperne di più sulla presenza nel nostro pianeta di esseri “extraterrestri” oppure “alieni” al genere umano dovremmo iniziare a ricercare in bibliografia il maggior numero di informazioni possibili, prestando attenzione alle false notizie che generalmente vengono riportate dai giornali e a quelle veritiere che invece vengono soppresse.
La nostra intuizione gioca un ruolo fondamentale in una ricerca siffatta e se sviluppata correttamente ci indicherebbe, nel caso in esempio, di fare delle ricerche nei testi vedici e nel mito in generale per trovare informazioni importanti.
Il nostro inconscio non può mentire perché fa parte di un inconscio cosmico sorto prima del subconscio e della mente.
Andremmo a informarci sulle cosiddette “abduction” e sulle regressioni ipnotiche al riguardo, faremmo una capatina approfondendo lo studio e le origini delle varie religioni per farci una idea del Dio adorato e di tutti i veti e i dogmi imposti, quindi potremmo arrivare alla conclusione che siamo esseri spirituali e comprendere perché l’esistenza fisica dura “solamente” un certo numero di anni terrestri (ne abbiamo già parlato nella matematica cosmica), incolpare qualche stirpe aliena al pianeta Terra per averci creato, oppure credere in un Dio universale che opera attraverso di noi o pensare di essere parte di un popolo eletto ed avere un Dio personale.
In ogni caso, una vera e profonda ricerca spirituale conduce sempre a un unico risultato, compreso lo sviluppo dei sensi sottili.
Alieni o meno, non appena avremo sviluppato intuizione e percezione non esisterà più alcun timore di affrontare la Vita terrestre e avremo guadagnato dei bonus per la parte di Vita successiva a quella ora in corso.
La ricerca per una condivisione costruttiva
Ci rimane da commentare la Carità.
Diventiamo caritatevoli dopo aver sviluppato intuizione, speranza e fede, quando desideriamo offrire aiuto alle altre anime in difficoltà, sofferenti e desiderose di elevarsi.
Il rischio più grave per chi sviluppa le qualità sopra menzionate è quello di diventare egoista e chiudersi nel proprio ego affermando “sono riuscito nell’intento e mi compiaccio”.
L’egoismo blocca l’Anima in una prigione virtuale e la fa soffrire vanificando gli sforzi effettuati fino a quel punto.
Condividere le proprie esperienze in forma costruttiva e aiutare in maniera disinteressata il prossimo ci eleva spiritualmente.
Tuttavia, dobbiamo prestare attenzione nel non voler insistere a dare “le perle ai porci” perché il nostro seppur buon fine andrebbe a rivelare la mancanza di intuizione e celerebbe l’egoismo di voler informare il prossimo senza chiederne prima il consenso o, peggio, rivelando di non essere ancora completamente maturi per questa missione; in pratica, di non aver ancora compreso il rispetto verso Dio e gli altri.
Paramhansa Yogananda
La Sacra di San Michele: alcune foto
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Grazie ing Stefani di questo testo bellissimo ….pensare che mi riprendono quando uso la parola speranza quando esprimo i miei desideri grazie di tutto
Grazie, Cristina! Continui a “gridare” la Speranza!
E’ sempre edificante e rasserenante leggere le testimonianze del dottor Stefani.
In un momento così buio in cui l’informazione ufficiale è impegnata ad abbassare
le nostre frequenze maggiormente sono auspicabili messaggi come il suo.
Grazie!
Grazie per seguirci, Nicoletta!