Presenza animica: una ricerca

19 Lug 2026 | Consapevolezza | 0 commenti

Una lettura di circa 23 minuti
Partiamo subito da un’immagine.

I cinque sensi fisici con cui operiamo nella nostra realtà materiale sono gestiti direttamente dalla MENTE (rappresentata dal colore verde nella figura), principalmente per mezzo del sistema nervoso, mentre i sentimenti quali le passioni, le emozioni, ecc., sono sotto l’influsso dell’ANIMA (rappresentata dal colore blu nella figura) per mezzo di un campo energetico che va ad influire anch’esso nel sistema nervoso, anche se con modalità differenti.

Rimane lo SPIRITO (colore rosso nella figura), il quale è fondamentale e consente la presenza della forza vitale che, come suggerisce il termine stesso, permane fino alla nostra dipartita fisica.

Pertanto, lo Spirito è presente in ogni essere umano nel periodo che va dalla nascita alla transizione finale in questo mondo, mentre l’Anima può essere presente in toto, parzialmente oppure proprio per nulla, presentando in quest’ultima opzione un individuo “guscio vuoto” come abbiamo già discusso più volte riportando gli insegnamenti del dott. Rudolf Steiner.

Una precisazione importante

In questa trattazione, quando parliamo di Anima, Mente e Spirito dobbiamo riferirci a tre stati di “coscienza”, altrimenti cadiamo in una serie di paradossi e in affermazioni contraddittorie che generano molta più confusione che chiarezza.

I corpi sottili eterico, astrale e spirituale sono, invece, delle forme energetiche presenti che consentono la manifestazione della Vita in un corpo fisico altrimenti morto.

Avremo pertanto una coscienza animica, una mentale e una spirituale che, se ben presenti, formate e in equilibrio energetico tra loro, permettono a un essere umano di comportarsi e divenire un vero “Uomo”.

Di queste tre, la coscienza mentale subisce l’influenza della formazione infantile e giovanile ed è quella che i gruppi di potere e i media, compresa la scuola e alcuni poteri religiosi cercano di manipolare nei giovani cervelli in fase di apprendimento.

La coscienza dello spirito è presente in tutti gli esseri e può venir ampliata o meno in funzione del grado di evoluzione e intelligenza di cui è dotato il soggetto stesso.

La coscienza di anima, invece, ha una caratteristica che fa gola a molte entità prive di corpo, in quanto è una forma di energia immortale non essendo legata allo scorrere del tempo come siamo abituati a identificarlo; tuttavia, buona parte dell’umanità non la sviluppa o non può svilupparla per problematiche che vedremo più avanti.

Per approfondire questo argomento si possono consultare le pagine da 181 a 188 di Episcienza, dove abbiamo evidenziato una esposizione a vettori per queste coscienze, ove quella animica essendo priva dell’asse del tempo può pertanto essere sempre presente nei vari periodi temporali consentiti da questa dimensione.

La cosa si fa interessante se riflettiamo sul fatto che questa coscienza è presente contemporaneamente in tutte le epoche, sia passate che presenti e anche future, mentre l’individuo in cui essa è manifesta in toto ha la possibilità di percepire e conoscere, finché in vita fisica, azioni e fatti dal passato e del futuro, fatti che per la nostra limitata capacità mentale non sono ancora accaduti, ma che esistono in probabilità e accadono.

I ricordi del passato

Accettare cha la nostra attuale vita fisica sia una delle numerose esistenze che contemporaneamente stiamo vivendo a livello animico, sia nel cosiddetto “passato” e sia nel futuro avvenire, può risultare complicato osservando il corpo invecchiare fino alla cessazione della vita materiale, oltre a mettere in discussione anche la reincarnazione, dal momento che se tutte le nostre vite si svolgessero contemporaneamente e cessassero nella stessa maniera, il ritorno alla vita fisica non sarebbe possibile.

Ciò che ci aiuta nella comprensione di questa possibilità consiste nel fatto che i cosiddetti ricordi di vite passate non sono altro che dei collegamenti temporali della stessa parte animica con esistenze in corso in quel momento in “periodi temporali” per noi passati o futuri, ma in realtà sempre presenti.

Nascondere la “Verità” sui fatti che noi consideriamo storici e già trascorsi risulta, infatti, difficilissimo senza l’intervento delle menti umane e ciò consente una ulteriore conferma di questa teoria accostata agli insegnamenti del Cristo: “la Verità verrà gridata dai tetti.” (Luca 12:3)

Il solo pensiero che la nostra vita animica sia la stessa e sia presente da milioni di anni terrestri può condurci a non accettare quanto appena esposto. Tuttavia, rimane il fatto che questa “visione” giustifica sia l’universo e i suoi segreti, sia le cosiddette “ingiustizie” che la mente non può gestire materialmente.

Riuscire ad arrivare a un livello di consapevolezza elevato corrisponde a varcare la soglia della morte nelle modalità che abbiamo citato nell’articolo che riguarda i viaggi nel tempo con Olisté o anche altre metodologie, ovvero mantenere il bagaglio di informazioni acquisito con l’esperienza di questa vita e non cadere nell’oblio e nella distruzione di quanto appreso nel percorso esperienziale dell’esistenza terrena.

Quest’ultimo fatto accade, a nostro sentore, proprio a quegli esseri definiti dal dott. Steiner come “gusci vuoti”, ovvero esseri umani all’apparenza completi, magari con formazioni intellettuali di gran livello, ma privi di questa forma energetica che donerebbe loro consapevolezza e verità sullo stato reale delle cose.

La Mente è sempre presente in un essere umano, nel caso in cui qualche senso fisico sia deficitario come accade spesso negli individui con qualche handicap, quest’ultimi sviluppano maggiormente altri sensi assieme a volte a delle facoltà molto particolari e sviluppate, rasenti i parametri che la scienza classica considera paranormali.

Oppure, qualora ci fossero delle problematiche anatomiche o patologiche nel cervello l’individuo dovrà venir seguito per incapacità di coordinazione e/o comportamento nella società proprio perché non può sviluppare una coscienza mentale congrua per una vita sociale di base.

La ricerca sulla presenza animica

In questo contesto abbiamo dato inizio a una ricerca mirata per trovare un metodo semplice che consentisse di verificare “meccanicamente” la presenza o meno dell’Anima in un individuo, essendo questa presenza molto legata al fatto di possedere un IO proprio diversamente dalla maggioranza della popolazione che presenta un IO di gruppo.

Ecco alcune domande che ci siamo posti all’inizio della ricerca e che sicuramente sono sorte almeno una volta in un sincero ricercatore della Verità:

1. La NON presenza di Anima intesa anche come impossibilità di sviluppare una coscienza animica è definitiva in quel soggetto per tutta l’esistenza fisica?

2. L’Anima era già assente alla nascita oppure è stata l’educazione ricevuta o le conseguenze della vita ad averla fatta allontanare?

3. Di chi è la responsabilità sulla presenza o meno di Anima in un essere umano?

4. Si può vivere tranquillamente senza Anima e manifestare una vita simile a quella di un essere con Anima?

Sono domande che chiunque sia dotato di Anima o di una discreta coscienza animica considera come basilari nel percorso per l’aumento di consapevolezza e di coscienza, mentre chi conduce una esistenza in pura forma materialista non le prende minimamente in considerazione.

Proprio da quest’ultima osservazione possiamo trarre una prima considerazione sul fatto che la non presenza di Anima lascia all’individuo una particolare forma di ragionamento che porta il soggetto stesso a credere solamente a ciò che vede e tocca con i sensi fisici.

Sulle motivazioni per cui gli individui dotati di Anima sono una piccola minoranza rispetto a quelli che ne sono privi è da valutare seriamente quella che identifica la creazione di parte dell’umanità da parte di entità prive di corpo fisico (almeno in questa dimensione) al solo scopo di poter garantirsi una forma di sostentamento energetico con le vibrazioni di un certo livello emesse dagli esseri umani.

D’altro canto, Paramhansa Yogananda nel suo lavoro L’eterna ricerca dell’uomo ha scritto: “La tua vera personalità comincia a svilupparsi quando sei in grado di sentire, grazie alla profondità della tua intuizione, che non sei questo corpo solido, ma l’eterna, divina corrente di vita e coscienza che fluisce nel tuo corpo”.

Le risposte alla ricerca

Sulla base dei risultati raggiunti nelle nostre ricerche e in un contesto di lavoro sempre costruttivo per quanto concerne la crescita in Coscienza da cui crediamo l’Universo sia stato creato o, per meglio dire, “l’Universo è la Coscienza”, possiamo azzardare delle risposte alle domande più sopra elencate.

1. La NON presenza di Anima intesa anche come impossibilità di sviluppare una coscienza animica è definitiva in quel soggetto per tutta l’esistenza fisica?

La non presenza di Anima può venir colmata solamente per mezzo di un intervento non gestibile con i nostri sensi fisici, probabilmente per mezzo di una “intromissione” di qualche entità con cui siamo in contatto a livello eterico e che la mente non può riconoscere per limitatezza dei sensi, oppure tramite una morte/rinascita del nostro IO e la presa in coscienza (sembra un gioco di parole, ma non lo è) del nostro corpo astrale e del nostro IO.

In quest’ultimo caso avviene un completo cambiamento nelle modalità di comportamento e gestione della vita da parte del soggetto che passa da una forma di materialismo a una forma cosciente e spirituale che gli permette di comprendere su larga scala tutta una serie di eventi prima invisibili alla sua limitata coscienza; in sostanza avviene lo “strappo del velo“. Questo “strappo” è raramente indolore, solitamente avviene con eventi drammatici o con la cosiddetta “notte buia dell’Anima”.

2. L’Anima era già assente alla nascita oppure è stata l’educazione ricevuta o le conseguenze della vita ad averla fatta allontanare?

L’Anima o, meglio, gli elementi per far crescere la coscienza animica possono essere presenti o meno alla nascita; sicuramente, l’educazione e particolari azioni o eventi possono creare delle caratteristiche nel soggetto in esame che fanno letteralmente allontanare l’Anima dalla struttura eterica del corpo fisico.

Abbiamo avuto esempi manifesti anche con le inoculazioni forzate di ampia memoria e per quanto molte persone sorridano a tali affermazioni, molti soggetti affermano di sentirsi separati da un qualcosa che prima percepivano come parte di loro stessi.

Gli psicologi liquidano il tutto come puro disturbo nervoso; tuttavia, si tratta di quanto già affermato dal dott. Rudolf Steiner quando identificò come “gusci vuoti” le persone prive di spiritualità e Anima (intesa come presenza di valori per l’elevazione coscienziale dell’essere umano).

Anche una educazione religiosa particolarmente dogmatica e impartita nella tenera infanzia può portare a un allontanamento di Anima e all’incapacità di avere un IO PROPRIO nell’età giovanile dello sviluppo, portando il soggetto a essere un puro alimentatore di energie sottili al servizio di qualche entità a cui ha donato inconsapevolmente lo scopo della propria esistenza.

3. Di chi è la responsabilità sulla presenza o meno di Anima in un essere umano?

La responsabilità per la presenza o meno di Anima alla nascita di un essere umano non può sicuramente imputarsi ai nostri genitori, né tantomeno a un Dio creatore esterno a noi e definito infinitamente buono.

Ricercare direttamente un responsabile su una questione di tale portata è probabilmente utopico; tuttavia, si può giungere a forza di esclusioni a una risposta molto soddisfacente che a nostro parere può soddisfare un po’ tutti i ricercatori onesti.

Se crediamo che la vita sia una sola e che in base al nostro comportamento duale nel bene o nel male finiremo in paradiso o all’inferno per l’eternità non occorre assolutamente cercare un responsabile, la nostra coscienza animica è probabilmente limitata o assente e vittima del buonismo imperante, specialmente in questa epoca che confonde i lupi con i pastori.

Se, invece, abbiamo sviluppato la percezione che la nostra presenza terrestre debba venir utilizzata per il massimo esperienziale in quanto portatori di una particella del Creatore, il quale si esprime proprio attraverso i nostri cinque sensi permettendoci di accumulare consapevolezza giorno per giorno, allora la risposta sul responsabile del nostro stato possiamo trovarla dentro noi stessi.

Rimane da comprendere se tutto ciò sia frutto del caso, ma sappiamo che questo non accade nella nostra realtà, o ancora se la presenza della coscienza animica provenga dal percorso che l’anima immortale vive e raccoglie nei vari corpi o contenitori che “abita”. Anche quest’ultima affermazione ci porta a riflettere sull’Anima che può risiedere in alcuni contenitori e quindi, per esclusione, non in tutti, ovvero in tutti gli abitanti di questo pianeta.

Rimane da analizzare l’ipotesi di un individuo prettamente materialista nell’età adulta, ma educato ad un credo religioso nella propria infanzia.
In questo caso tutto dipende dal progresso evolutivo del soggetto, se questi ha abbandonato gli insegnamenti religiosi con lo sviluppo della propria coscienza mentale e ha raggiunto un livello di consapevolezza tale che gli consente un comportamento onesto, corretto e rispettoso nei confronti della collettività, possiamo stare certi che buona parte della coscienza animica era già presente alla nascita e si sta evolvendo in crescita nell’esperienza in corso.

In conclusione, la NON presenza di Anima e di una coscienza animica in un corpo umano è probabilmente imputabile a qualche forza o entità sottile che gestisce quell’involucro per qualche fine energetico. Ciò non sta a significare che tale soggetto sia da evitare perché non in possesso di Anima.

Con molta probabilità tutta l’evoluzione umana prosegue da millenni in questa maniera e nulla toglie al fatto che questa diversità faccia parte del sistema di crescita ed evoluzione spirituale della nostra specie, così come la differenza tra uomo e donna deve venir valorizzata e non denigrata come sta accadendo ai giorni nostri.

4. Si può vivere tranquillamente senza Anima e manifestare una vita simile a quella di un essere con Anima?

All’ultima domanda e sulla base di quanto appena esposto possiamo tranquillamente rispondere che sì, è possibile vivere e comportarsi in maniera molto simile tra due soggetti, uno con e uno senza Anima.

Di sicuro, il primo avrà un metodo differente per l’approccio alla realtà e al rispetto della vita, ma la differenza risiede nel percorso spirituale che li accompagnerà verso la morte: il soggetto dotato di coscienza animica avrà sviluppato una certa sicurezza per attraversare la soglia e riconoscere il da farsi, mentre l’altro dovrà probabilmente iniziare un percorso di completamento e recupero, oppure finirà nel dimenticatoio descrittoci da Baruch Spinoza e riportato nel nostro articolo sui “viaggi nel tempo”.

Sicuramente la durata fisica di una vita umana dovrebbe obbligatoriamente farci riflettere sullo scopo di questa avventura.

Se lo scopo fosse semplicemente la continuazione della specie avremmo conferma di essere al pari degli animali di cui ci nutriamo e quindi di avere qualcuno “sopra di noi” che ci sfrutta per qualche oscuro motivo.

Lo sviluppo di una coscienza animica conferma, invece, l’esistenza di un qualche cosa che può portarci a comprendere lo scopo di questa parte di universo e, purtroppo, anche a toccare con mano quante diverse razze vi convivano e come mai non possiamo definirci “tutti fratelli”, se non accecati da un buonismo privo di senso e dalla mancanza di una coscienza adeguata a comprendere. La nostra posizione è quella di poter diventare tutti fratelli.

Potremo affermare di essere parte o interi di “entità spirituali” se ci rendessimo conto realmente di chi tiene vivo questo corpo, altrimenti l’unica parte spirituale è la coscienza della mente e dello spirito di cui quest’ultimo permette, finché presente, la forza vitale per mantenere attivo il corpo eterico e plasmare quello fisico finché in vita.

È possibile misurare la presenza di Anima?

Nella nostra insistenza per cercare un sistema di rilevazione della presenza o meno in un essere umano di Anima o perlomeno di una buona base di coscienza animica, abbiamo utilizzato come dato di partenza quello basato sulla misurazione di numerosi parametri energetici presenti in una persona animica per confrontarli con altre che manifestamente non lo erano, sia per comportamento che per ragionamento.

Proprio quest’ultima tipologia ci ha permesso di appurare che la maggior parte degli esseri umani sono privi proprio di quanto stiamo trattando e ci ha permesso di stilare il parametro di partenza per la ricerca.

Questo progetto era rivolto a “stimolare” quei soggetti che, pur essendo alla ricerca della Verità, non hanno la loro Anima completamente centrata o presente.

I risultati più promettenti si sono avuti stimolando il sistema nervoso con dei suoni (fononi, vibrazione, verbo) in formato binaurale tramite delle cuffie che trasmettevano due frequenze differenti per cadauno emisfero cerebrale e raccogliendo gli effetti all’altezza del cuore mediante un sensore/trasduttore.

Il nostro intento era quello di fare in maniera che le due frequenze creassero un battimento tra loro e la risultante andasse a stimolare il sistema nervoso se, e solo se, Anima fosse presente in quel soggetto.

Le frequenze utilizzate non erano udibili in quanto rientravano nello spettro dei sub-suoni anche per non interferire con il senso dell’udito della persona in esame e falsare il risultato aspettato.

I risultati sono stati soddisfacenti anche se il valore della frequenza risultante non era uguale per tutti per avere lo stimolo nel trasduttore e questo fatto ci ha portato a riflettere ancora una volta su quanto differenti tra loro siano le parti sottili degli esseri umani e quanto sia importante mantenere questa diversità per la salvezza e la crescita armoniosa.

Pensiamo solo per ipotesi se tutti avessimo la medesima “frequenza” di risonanza animica: sarebbe sufficiente uno scienziato pazzo per soggiogare il mondo. La realtà purtroppo è che abbiamo già un gruppo di scienziati pazzi al lavoro ed è importante non aiutarli a fare ulteriori danni!

Un altro sistema molto interessante, ma anche molto delicato consistette nella procedura seguente: succedeva che facendo ascoltare una frequenza particolare corrispondente al colore blu (ovvero all’anima, come riportato in tutte le antiche scritture giunteci), e facendo osservare una immagine raffigurante la forma di uno ZED, se l’Anima era presente e centrata avveniva un immediato stimolo nervoso rilevabile meccanicamente tramite uno strumento misuratore di impulsi elettrici.

Se, al contrario, l’Anima non fosse stata presente del tutto non sarebbe stato generato nessuno stimolo e se, invece, era presente parzialmente lo strumento manifestava una leggera deviazione.

Il rilievo era molto delicato e difficile perché nella nostra epoca gli stimoli sensoriali e l’inquinamento frequenziale sono talmente elevati che è facilissimo cadere in errore e ritenere uno stimolo elettrico come risposta a un certo parametro, mentre può trattarsi di tutt’altra cosa.

È importante ricordare che la nostra ricerca non era mirata alla differenziazione delle persone per denigrarle; al contrario, lo scopo era quello di stimolare lo sviluppo spirituale e il miglioramento coscienziale dell’umanità.

Un altro metodo che abbiamo applicato, in quanto arrivatoci per deduzione, è stato quello di rilevare le vibrazioni emesse dal chakra della mano destra (abbiamo testato solo destrimani) tramite un sistema di induttori disposti con gli assi a 120° tra loro come da foto sotto riportata.

Disposizione degli induttori negli assi a 120° – particolare di una fase della creazione.

Particolare della “mascherina” applicata sopra e sotto i circuiti del del dispositivo creato.

Perché è possibile misurare Anima?

Qualsiasi grandezza energetica che si manifesti nella nostra dimensione ha la tendenza all’equilibrio come ben evidenziato in tutte le leggi della termodinamica.

Quando ci sono varie grandezze ad agire contemporaneamente, possiamo rappresentarle e rilevarle suddividendone la componente portante su una scala a 360° o meglio su π nella quantità che ci interessa.

Nel nostro caso 360°/3=120°, ed ecco che troviamo un perfetto triangolo equilatero con tre vettori al proprio interno e una risultante al centro.

L’apparecchio creato funziona in base a questo principio e rileva la presenza o meno di una determinata “vibrazione” emessa dal chakra principale della nostra mano senza alcun contatto fisico.

Quando la coscienza animica è ben presente la risultante dei tre vettori è minima e tendente a zero con la presenza di alcuni picchi frequenziali particolari.

Quando manca questa coscienza la risultante dei vettori è sfasata e fornisce un valore piuttosto elevato.

Sembra proprio che la presenza di Anima e quindi di una buona coscienza animica tenga il sistema nervoso in un ottimo equilibrio dinamico.

Quello che andiamo a rilevare col dispositivo è un segnale puro o meglio un valore efficace proprio per fornire un risultato immediato: c‘è o non c’è / SI o NO / positivo o negativo in senso assoluto.

Il chakra della mano, specialmente in soggetti animici, emette alcune vibrazioni piuttosto intense che è possibile rilevare e visualizzare sullo schermo di un oscilloscopio.

Si tratta in sostanza di variazioni di campo elettromagnetico che non sono da confondere con le normali emissioni elettriche ed elettromagnetiche rilevabili tramite un elettroencefalogramma, ma di emissioni di campo che si rilevano senza alcun contatto fisico tra la cute e lo strumento misuratore/rivelatore così da non introdurre errori per falsi contatti.

La lieve vibrazione evidenziata dall’oscilloscopio.

Il soggetto animico ha una emissione continua di fondo che un non animico non presenta; inoltre, con la forza di volontà il primo riesce a rinforzare l’emissione e far aumentare i picchi di segnale visualizzati.

Abbiamo, tuttavia, deciso di non mettere a disposizione questo dispositivo in quanto si andrebbe a urtare la sensibilità di moltissime persone e si darebbe la possibilità ai soliti imbonitori di creare un sistema di ricavi e di ricatti economici che devono venir combattuti se desideriamo veramente una ampia crescita coscienziale.

L’unico utilizzo potrebbe avvenire a completamento di un corredo di test a fini diagnostici senza mai rivelare al soggetto in esame il risultato ottenuto per non urtarne la sensibilità e perché si tratterebbe di qualcosa di assolutamente inutile per lo sviluppo delle coscienze, anzi potrebbe inficiarne proprio la crescita.

Una foto del dispositivo realizzato come prototipo, si possono notare i tre avvolgimenti disposti a 120° sotto un normale vetro di una cornice onde evitare contati o interferenze con l’emissione del chakra della mano. Nella sommità un indicatore di potenziale che fornisce una prima indicazione assoluta sulla rilevazione.

Un video esplicativo

Nel breve video qui sotto possiamo notare i valori rilevati dallo strumento e in particolare:

La prima lettura è stata effettuata a titolo esemplificativo e ha fornito i seguenti valori:
“Fisico/Eterico” = 3,4
“Spirito” = 1,4
“Anima” = 0,8
“Midollo allungato” = 0,6.

La seconda lettura è stata effettuata bloccando il respiro al momento della lettura:
“Fisico/Eterico” = 1,1
“Spirito” = 0,7
“Anima” = 0,1
“Midollo allungato” = 0,2.

L’apparecchio rileva la risultante tra il nostro stato energetico e un parametro medio che abbiamo identificato presente o meno analizzando un certo numero di soggetti.

Pertanto, l’indicazione assoluta dello strumentino per la visualizzazione ci fornisce il valore che più si discosta in quel momento dal parametro medio impostato/rilevato nei test.

Il valore per “Fisico/Eterico” non risulterà quasi mai a zero in quanto la lettura deve effettuarsi nello stato di veglia e la mente cercherà sempre di “gestire” i movimenti.

Il valore per lo “Spirito” difficilmente supera le due unità, se non in casi particolari; quando tende a zero significa che è ben presente.

Il valore di “Anima” può, come da oggetto di questa trattazione, fornire degli elementi interessanti per la conferma o meno della sua presenza o almeno di una coscienza animica importante o in via di formazione; un valore prossimo allo zero è senz’altro ben accettabile.

Il valore del “Midollo allungato” o “bocca di Dio”, come soleva definirlo Paramhansa Yogananda, è stato inserito a puro titolo di confronto, quando l’energia vitale fluisce libera (anche in quel breve momento della lettura con il respiro fermo) il valore è pari quasi a zero.

Nel video vengono utilizzati il pollice e l’indice/medio a mo’ di mudra, come si trova in diversi dipinti rinascimentali, perché andiamo a utilizzare i chakra corrispondenti e abbiamo il chakra centrale della mano sempre presente sui sensori del dispositivo.

Un gesto (mudra) che troviamo in molti dipinti e opere concernenti il Cristo.

Rimane un nostro sentore, attualmente non dimostrabile, che anche nei soggetti non animici possa avvenire una trasformazione a favore dello sviluppo coscienziale e della discesa nel corpo fisico di questa parte sottile, magari portando il soggetto a uno stato di “coscienza presente” come descritto da Baruch Spinoza e come già abbiamo discusso nell’articolo sui “viaggi nel tempo“.

Elementi che confermano la presenza di Anima in un soggetto

La presenza dell’Anima in un soggetto si manifesta nei comportamenti e nella psiche dello stesso poiché agisce sul suo sistema nervoso permettendone al contempo la rivelazione della presenza.

Il soggetto con presenza di Anima è fondamentalmente anticonformista con tendenze anarchiche, anche se riesce a controllarle perfettamente in società; è un individuo fondamentalmente comprensivo verso il prossimo, buono, ma non buonista.

Il buon livello di consapevolezza sviluppata gli permette di comprendere molte più cose di un non animico e, fattore fondamentale, la sua aura emette una energia con una radiazione piacevole con cui le altre persone in sintonia traggono piacere e ricarica.

Altri fattori verificati e inconfutabili per capire se un soggetto possiede o meno Anima sono:

Occhi che si muovono durante le conversazioni e mai fissi (a palla) come un robot, diversamente da quanto accade nei non animici aventi il sistema nervoso gestito solamente dalla mente.

Voce molto stridula al limite di una normale sopportazione, oppure modalità di esposizione dei concetti prevalentemente in espressioni meccaniche e con un ritmo costante. Abbiamo esempi di questa forma di espressione nei politici e in molti professori che nei lori discorsi creano degli effetti soporiferi nei presenti. Un essere animico utilizza tutte le sue ottave vocali in una conversazione o una esposizione.

Mancanza di curiosità nelle azioni di tutti i giorni e osservanza incondizionata di qualsiasi imposizione, ordine o scelta vengano imposti dal sistema. Questi soggetti hanno eletto il loro gruppo di appartenenza al pari di un dio, il sistema politico come qualcosa di intoccabile, la religione come uno stile di vita a cui nessuno dovrebbe ribellarsi; in effetti, sono i soggetti ideali per chi detiene il potere. Gli esseri animici manifestano principi di anarchia e libertà in quanto Anima è eterna e non ha nessuna necessità di sottomettersi alle regole, specialmente quando le ritiene assurde e mal producenti.

Sembra proprio che per lo sviluppo della Coscienza Globale sia necessaria una umanità con individui utilizzati come vettori a ostacolo.

Quante volte abbiamo sentito dire che dopo un evento grave molte persone coinvolte hanno modificato il loro atteggiamento?
Sembra proprio che il pianeta Terra sia una scuola, a volte molto dolorosa, probabilmente si viene per crescere e imparare.

Lo stimolo principale a completare questa ricerca sull’Anima ci è giunto osservando con distacco il comportamento dei nostri simili e la loro prigionia verso un sistema che li sta svuotando giorno dopo giorno.

Ed è proprio la “libertà” che viene sottratta agli esseri umani per bloccare il possibile sviluppo animico: “La libertà è la facoltà di agire seguendo la guida dell’anima, e non gli impulsi dei desideri e delle abitudini. Ubbidire all’ego conduce alla schiavitù; ubbidire all’anima conduce alla liberazione.” (Paramhansa Yogananda – Il Maestro disse)

Crediamo fermamente che esista una possibilità di portare una buona parte di “gusci vuoti” a prendere consapevolezza della loro immensa capacità spirituale e, come sempre, cercheremo di donare il massimo dei nostri sforzi per la diffusione di informazioni, sperimentazioni certificate a doppio cieco, contributi dei lettori, supporti di professionisti medici che operano in scienza e coscienza e di tutti coloro che avvertono nel loro “altare” interiore l’ardere di quella fiammella di conoscenza e curiosità alimentata perennemente dalla forza dell’Anima.

In quest’epoca dominata dall’Intelligenza Artificiale con risposte spesso manipolate a favore di qualcosa o di qualcuno se non se ne fa un uso costruttivo, addentrarsi in ricerche scomode al pensiero comune o alla tendenza del momento può causare sconforto sia nei ricercatori che in quelle persone in bilico tra la scelta della comodità proposta quotidianamente dall’alto o il lavoro per ottenere un aumento di consapevolezza.

La crescita coscienziale non si ottiene in automatico o con un semplice corso new age, occorre una forte volontà di cambiamento fino a giungere all’applicazione costante della “Volontà Cosciente.

Come costruire una coscienza animica?

Come si fa per “aprire la porta” all’entrata dell’Anima e quindi alla costruzione di una coscienza animica?

Occorre fare in modo che la Mente e la relativa coscienza mentale maturata o inculcata “cadano” letteralmente, ovvero non dobbiamo dimenticare nulla della coscienza mentale maturata, ma non dobbiamo più lasciarci guidare da quest’ultima.

I primi effetti di aver lasciato cadere la mente potremo riconoscerli, ad esempio, da quel senso di disagio che proveremo nel veder sradicare gli alberi per far posto ad altre cose, manufatti od oggetti.

Ciò accade perché la forza vitale che tiene assieme e alimenta il corpo eterico è la stessa che mantiene in vita il regno vegetale; non appena ci liberiamo dai concetti che ci hanno inculcato da piccoli sulla superiorità dell’uomo su tutto il resto del creato, ecco che la parte animica ci comunica la sua presenza dove altrimenti la Mente cercherebbe di offuscarla.

Contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, quando facciamo cadere la Mente rientriamo in possesso anche del nostro corpo e ci liberiamo istantaneamente anche di tutte le errate tecniche spirituali che sicuramente qualcuno ha cercato di trasmetterci, pensando che mirando all’aldilà e cercando di sminuire i sensi fisici ci saremmo meritati il paradiso.

Come sempre, la Verità è anche equilibrio e curare e rispettare il proprio corpo è già un ottimo segnale per far avanzare la coscienza animica.

Quanto appena affermato vale anche per tutte le altre creature del regno animale e ce ne accorgeremo perché il nostro comportamento cambierà.

Viene insegnato che gli animali non hanno una coscienza propria; tuttavia, possiamo notare che la loro sensibilità e alcuni sensi ben sviluppati li portano a riconoscere i partner umani animici e a fidarsi maggiormente rispetto ad altri.

Concludiamo con un’altra frase del Maestro Paramhansa Yogananda tratta da una delle lezioni che scrisse di suo pugno e che inviava agli studenti iscritti tramite la sua fondazione Self-Realization Fellowship:

“Ogni minuto è eternità, perché l’eternità si può conoscere in quel minuto. Ogni giorno, come ogni minuto e ogni ora, è una finestra spalancata sull’eternità. La vita è breve, eppure è senza fine. L’anima è eterna, ma nella breve stagione della vita, devi cercare di raccogliere, quanto più ti è possibile, i frutti dell’immortalità.”

Questo contributo è stato scritto dall’ing. Stefani nel luglio 2026.

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