Come riattivare il ricordo di “chi siamo” grazie alla nostra Anima

26 Ott 2025 | Conoscenza | 2 commenti

Una lettura di circa 11 minuti

Il prof. Carl Gustav Jung si accorse che le persone di questo mondo nascono con una memoria ancestrale, purtroppo addormentata, ma risvegliabile con una particolare procedura antichissima, da lui stesso verificata e applicata.

Vediamo insieme come possiamo applicare le ricerche di Jung alla pratica.

Premessa
Ciò che abbiamo appurato si integra perfettamente con la filosofia di Baruch Spinoza e, in particolare, con quanto attiene alla vera libertà dell’essere umano che, quando raggiunta, gli fa dimenticare anche la paura della morte e gli fa vivere appieno la vita.

Jung concentrò i suoi studi su ciò che lui stesso definì “inconscio collettivo” e ne ricavò una tecnica semplice ma potente per consentire alle persone dotate di un IO proprio, quindi capaci di decidere con la propria testa, di raggiungere un livello di consapevolezza altrimenti non possibile.

Questa tecnica non è adatta agli individui che preferiscono “dormire” e continuare con una vita basata sulla materialità, a quelle persone che non si pongono mai dei “perché” oppure insistono nel dare del complottista a chiunque osi differire dal pensiero e dalle informazioni diffuse dai media.

La tecnica consente l’accesso diretto alla nostra identità spirituale come la definiamo solitamente nei nostri articoli e che, come spesso rimarchiamo, deve essere un valore importante da riscoprire e da avere sempre presente per la riuscita in questa incarnazione.

Questa identità spirituale ci porterà alla nostra coscienza, ovvero alla parte che sopravviverà dopo il distacco dal corpo fisico e che contiene tutte le istruzioni per poter evolvere in una vita piena e aggradante.

Jung scoprì e confermò grazie a dei testi antichissimi che la venuta in questo mondo comporta l’oblio della nostra vera natura spirituale (siamo una particella di Dio) e contemporaneamente dei nostri poteri latenti.

Possiamo aggiungere che le Entità che stanno gestendo questo pianeta fanno di tutto per tenere gli individui in uno stato di ignoranza e sottomissione per i motivi di cui abbiamo già discusso, in particolare quando abbiamo analizzato le tipologie di esseri umani, soprattutto quella definita come “ilici”.

Questa tecnica veniva praticata già dai mistici Sufi e dai Maestri Vedici, e Jung chiamava “inconscio collettivo” quello che già veniva denominato archivi akashici, ovvero il deposito “virtuale” di tutte le informazioni delle varie anime o coscienze esistenti in questo universo.

Il rischio nell’utilizzare questa tecnica risiede nel fatto che porta dei cambiamenti radicali nel nostro comportamento e nel modo di pensare non appena saremo in grado di abbandonare tutti i condizionamenti ricevuti, specialmente quelli ricevuti nella nostra infanzia.

Proprio questi condizionamenti sono quelli che ci bloccano nell’importante sviluppo della coscienza dell’età giovanile e ci trattengono in un circolo di reincarnazioni indefinito al momento della nostra dipartita.

Ci basti riflettere sul fatto che ancora oggi viene insegnato in una importante confessione religiosa (che è più uno stile di vita) che il maschio “degno” avrà diritto a un paradiso con diverse “uri” o fanciulle vergini, mentre alle donne verrà concesso solo un maschio e sempre lo stesso.

Il collegamento tra un aldilà spirituale e un paradiso sensuale con ancora i sensi fisici è qualcosa che un essere umano dotato di consapevolezza non può accettare e, purtroppo, ciò la dice lunga su come agisce il livello di indottrinamento e di blocco delle capacità psichiche in un essere umano nei primi anni di vita o, peggio, nell’età matura.

La tecnica di Jung

Torniamo ora alla tecnica vera e propria e cerchiamo di capire di cosa si tratta.

Il sistema si può riassumere in varie fasi, tutte molto semplici e di facile applicazione.

Fase 1
La prima fase consiste nel verificare qualsiasi informazione o imposizione ci arrivi dall’esterno chiedendoci sempre perché e per quale motivo ci costringono a determinati comportamenti.

Per esempio, dobbiamo mettere in discussione anche la maggior parte degli obblighi che i media continuano a ribadire sulla base di informazioni indirizzate da lobby o gruppi di potere.

Se ci hanno condizionato a credere che siamo incapaci verso qualche funzione o attività a cui puntavamo, dobbiamo con coraggio iniziare a rimuovere detti condizionamenti e agire proprio nella direzione desiderata.

Se abbiamo sempre avuto questa indole di “bastian contrario” è molto probabile che la nostra anima sia già pronta per il grande salto; se, invece, continuiamo a credere a tutto quello che ci viene narrato e diamo fiducia alle ipocrisie evidenti il lavoro che ci aspetta è molto più arduo e a rischio di riuscita.

Fase 2

La seconda fase comprende uno sforzo ulteriore per la disidentificazione verso ciò cui ci hanno abituato a credere.

Dobbiamo comprendere che non siamo questo corpo, non siamo il nome che ci hanno imposto, ma siamo qualcosa di molto più grande e importante.

Non appena liberiamo la mente dalle credenze in cui siamo cresciuti, la nostra Anima accede alla Coscienza e ne riceve informazioni altrimenti inaccessibili.

In questo periodo ci sentiremo dei ribelli, ma è un ottimo segnale di sblocco.

Fase 3

Nella terza fase dobbiamo fondere la nostra coscienza con quella universale.

È necessario prepararci per bene e applicarci solamente dopo aver messo in pratica le prime due fasi.

Si tratta di trovare uno spazio silenzioso e tranquillo, quindi, chiudendo gli occhi, inizieremo a identificarci dapprima con la stanza o il luogo in cui ci troviamo inglobandoli virtualmente in noi stessi, proseguiremo con la casa, poi con l’intero paese o città, quindi col pianeta, con la galassia e l’universo tutto.

Scopriremo che siamo un’onda dello stesso oceano, ovvero una particella di Dio, immortali.

Se ben applicata, la terza fase ci consentirà da subito una elevazione del livello di consapevolezza e ce ne accorgeremo poiché i ricordi affioreranno con precisione fino alle nostre precedenti esperienze di vita, le quali appariranno come immagini e/o simboli archetipali.

Prenderemo coscienza che siamo i compartecipi della creazione e che la nostra esistenza non è casuale, ma ben determinata.

Il retro della medaglia dopo una terza fase ben applicata risiede nel fatto che non saremo più gli stessi non potendo più accettare il sistema materialistico in auge.

Sia le relazioni umane che quelle lavorative diverranno ben ricercate e ponderate e non potremo accettare i compromessi, arrivando anche a modificare il nostro stile di vita.

Ricorderemo immediatamente che “chi detiene il potere ha necessità che le persone provino tristezza”.

La controparte, molto positiva, consiste nel fatto che scorreremo naturalmente con il “flusso della vita”, le coincidenze o, meglio, le sincronicità saranno all’ordine del giorno e questo non per magia, ma per semplice riallineamento animico.

Ciò significa che siamo rientrati nella nostra missione divina e verremo guidati proprio dal nostro Sé Superiore che si comporta come un magnete nell’attirare le soluzioni corrette e respingere le azioni contrarie alla nostra missione/scopo.

Succede che quanto credevamo impossibile per la nostra struttura o carattere si presenta in una situazione temporanea di blocco che velocemente cesserà. Se, per esempio, credevamo di non essere portati per la geometria o la matematica scopriremo di avere una chiarezza naturale verso tutte le forme geometriche e verso la Natura e i suoi misteri.

Appare chiaro che non ci sarà questa apertura nei primi giorni di applicazione della tecnica; tuttavia, nell’arco compreso tra qualche settimana e qualche mese al massimo accadrà il cambiamento e potremo viverlo passo per passo.

La mente, o meglio il nostro ego, cercherà di porre resistenza e di opporsi a qualsiasi cambiamento.

Tutto sta in noi: dobbiamo avere la Volontà Cosciente per portare a termine l’impegno iniziato.

Avremo giornate fantastiche in cui ci sentiremo quasi “divini” e altre in cui ci sembrerà di essere ricaduti nella materialità; ricordiamoci che sono due stati necessari per la corretta azione e maturazione del nuovo stato di vita.

Fase 4

La quarta fase comprende una serie di domande che si presenteranno e a cui dobbiamo necessariamente dare una risposta “cosciente” per confermare che siamo nella retta via.

In particolare, ci arriveranno dubbi e paure su quanto stiamo facendo e su come possiamo applicare al meglio le nostre intuizioni.

Le risposte non saranno di origine divina, dobbiamo essere capaci di trovarle con la nostra anima/mente/coscienza unificata.

Fase 5

La quinta fase sarà anche la conferma di essere nella via corretta.

Avviene tutto spontaneamente e consiste nel fatto che l’individuo agisce e si manifesta per come è realmente, privo di maschere e titoli, senza timore alcuno per quello che fa, ben sapendo che non lederà nessuno, ma che si sta comportando con Verità e Amore.

Normalmente, accade dopo il IX° settennio, ovvero dopo i 63 anni quando le persone con un IO proprio si liberano dalle restrizioni e parlano apertamente, fanno ricerche inusuali e mettono in discussione i dogmi, gli insegnamenti e le restrizioni della massa.

Ciò accade proprio perché la parte animica si svincola con forza dal peso del corpo, essendo la prima eternamente giovane e forte e, il secondo, in fase di invecchiamento e di perdita di vigore.

Alcune persone giustificano questo cambiamento di atteggiamento col fatto che con l’avanzare dell’età non vi sia più nulla da perdere, ma non è così, quella è una visione materialistica.

La Verità è che stiamo tornando noi stessi per mettere a disposizione le nostre esperienze al resto del mondo, diventiamo dei trasmettitori di saggezza e dei lumi che fendono l’oscurità.

Se arriviamo alla quinta fase e ci comportiamo come appena descritto, significa che abbiamo lasciato il ruolo di eterni studenti e stiamo iniziando quello dei veri maestri: dove andremo porteremo un po’ di Luce.

Come ha affermato il Maestro Paramhansa Yogananda: “Una sola luna può dissolvere l’oscurità dei cieli. Così una sola anima che abbia imparato a conoscere Dio, un’anima colma di vera devozione, e dedita alla ricerca profonda e sincera, potrà dissolvere l’oscurità spirituale degli altri dovunque vada.” (in L’eterna ricerca dell’uomo)

Fase 6

Dopo la quinta fase, notato il cambiamento avvenuto in noi stessi e la nostra sincerità e spontaneità, si presenta una fase transitoria che possiamo interpretare come una vera e propria sesta fase.

È qui che si comprende di essere prossimi allo stato di “maestri” o anche di avatar o, se ci aggrada di più, lo stato di quegli individui che i nostri nonni e bisnonni chiamavano “esseri medicina”, come riporta questo simpatico, ma veritiero breve video.

Fase 7

L’ultima fase del percorso consiste in una prova di umiltà e di Amore in cui ci troveremo coinvolti inconsapevolmente.

Sarà la conferma della riuscita del nostro percorso dopo aver conseguito un ottimo livello di consapevolezza e aver compreso la nostra origine divina nel ritorno al mondo.

In sostanza, noteremo di essere diventati un ponte tra la coscienza umana (che è finita) e quella universale (che è infinita) rendendoci conto che la nostra esistenza terrena è ora ancora più importante e completamente cosciente da parte nostra.

Dopo questa fase si è completamente LIBERI, non si ama più per carenza di affetto, ma perché siamo ebbri d’Amore.

Gesù ha detto “La VERITÀ vi renderà LIBERI” e il nostro compito più grande è quello di trovare la VERITÀ, non quello di essere docili pecore e ubbidienti servi di un potere che vuole annullare le identità di ciascuno e la capacità di pensare con il proprio IO.

Questo è tutto il percorso e il risultato che si raggiunge con questa tecnica sembra molto semplice da portare a termine.

Tuttavia, non si tratta di una passeggiata perché non si ritorna più indietro.

Si tratta di un viaggio di conoscenza per chiunque abbia il coraggio di lasciare la riva e approdare dall’altra parte.

Questa tecnica ci condurrà a scoprire chi siamo realmente.

Andrà applicata quando saremo pronti e certi che la materialità in cui siamo immersi non ci può soddisfare, oppure quando, con il trascorrere degli anni, troveremo in dono quel briciolo di saggezza sufficiente a far maturare il desiderio di VIVERE a 360° e comprendere perché gli scienziati hanno erroneamente o forse volutamente definito “DNA spazzatura” il 95% dei nostri geni.

Questo contributo è stato scritto dall’ing. Stefani nell’ottobre 2025.
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2 Commenti

  1. alessandro

    E’ tutta la vita che cerco me stesso. Questo metodo mi è arrivato non per caso ma per sincronicità e ve ne sono grato. Proverò ad applicarlo perchè non vedo altra via se non quella e unica di ricordare e ritrovare se stessi. Grazie.

    Rispondi
    • Episcienza e Biofotoni

      Grazie, Alessandro! Ha proprio ragione, dobbiamo provarci perché è l’unica via. Un caro saluto

      Rispondi

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