Nei nostri scritti trattiamo spesso di spiritualità per cercare di portare consapevolezza e sviluppo di coscienza negli esseri umani.
L’aumento del livello di coscienza porta come positiva conseguenza la voglia e la capacità di indagare su tutto quello che ci hanno insegnato da piccoli e, capacità fondamentale, la forza di confutare e verificare tutti quei dogmi che la paura indotta ci ha fatto credere intoccabili.
Uno degli argomenti che spesso ci rende schiavi nel modo di pensare o nei comportamenti risiede nella religione o, meglio, nei credi religiosi che celano percorsi di sottomissione e fedeltà assoluta.
Non appena la nostra coscienza inizia ad aprirsi avviene un processo irreversibile di aumento di percettività nei confronti degli altri esseri umani, ovvero scatta un meccanismo che ci permette di riconoscere se la persona che ci sta dinanzi ci parla in verità o con velature di menzogna, e lo stesso avviene anche per gli insegnamenti religiosi e per le notizie trasmesse dai media.
Ciò accade perché la parte spirituale che tiene in vita il nostro corpo fisico “non vede l’ora” di animare una mente e renderla capace di indipendenza, capace di vere esperienze di crescita che altrimenti sarebbero limitate a un ripetersi di azioni meccaniche e di sfruttamento occulto.
L’AZIONE DI LUCE E DI COSCIENZA
Il 29 settembre, in occasione di San Michele Arcangelo, promuoviamo un’Azione di Luce e di Coscienza al fine di risvegliare le Coscienze e portare la Luce necessaria per il cambiamento.
Non si tratta di un appello religioso, ma di una azione spirituale di ringraziamento rivolta a tutti gli IO che hanno un corpo fisico e rivolta alla Luce che ci mantiene in Vita.
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Per un riepilogo di come partecipare al meglio, consulta questo documento.
Indice dei contenuti
- Premessa
- Menti eccelse e irriverenti
- Un sistema umano di credenze
- La crocifissione: e se Gesù non fosse mai morto sulla croce?
- Gesù Cristo: nacque da vergine o aveva padre umano?
- Albero della Vita e Albero della Conoscenza: una narrazione differente
- E… dopo la morte fisica?
- E le apparizioni mariane?
- I sette giorni per la creazione
- La preghiera suggerita da Spinoza
- Conclusioni
Premessa
Le domande che seguono potranno sembrare offensive per chiunque non abbia ancora raggiunto un livello di consapevolezza opportuno.
Tuttavia, se ben ponderate e meditate con una mente aperta e costruttiva potranno confermare la bontà delle proprie scelte e degli insegnamenti ricevuti a suo tempo, oppure permettere uno sviluppo verso altre dimensioni senza per questo creare scompensi per chi preferisce rimanere nella situazione in cui si trova a proprio agio.
Non siamo nella condizione della cosiddetta “sindrome di Robin Hood”, siamo invece attratti dalle azioni denigratorie portate avanti dai possenti poteri religiosi e civili verso quelle persone che hanno avuto il coraggio di porsi delle questioni e fare delle ricerche approfondite su quanto di fumoso poteva celarsi in determinati insegnamenti e comportamenti.
Menti eccelse e irriverenti
Una di queste menti eccelse è quella di Baruch Spinoza, un’altra vissuta prima è quella di Giordano Bruno e in seguito quella di Rudolf Steiner.
Altre ancora sono menti di Yogi indiani, pur senza tralasciare i maestri che hanno osato mettere in discussione i credi religiosi islamici.
Abbiamo preso in considerazione il credo cattolico come base di partenza perché Baruch Spinoza, già intorno al 1650 fece un fantastico lavoro di approfondimento e fu purtroppo oggetto di scomunica ebraica, critiche, messa al bando e distruzione dei suoi lavori, che fortunatamente aveva celato in vari luoghi prevedendo già queste reazioni.
Quello che può inquietare i sinceri ricercatori di Verità si cela in questi eventi ed editti che la Chiesa cattolica ha elaborato negli anni per gestire una forma di potere e di culto e che col passare del tempo e degli insegnamenti impartiti in giovane età alle persone sono diventati una credenza di fede a cui nessuno può porre dubbio.
Possiamo testare ciò quando andiamo a proporre una visione differente e più logica a un ministro della fede o anche a una persona in preda ai timori delle punizioni divine se solamente dovesse permettersi di pensare diversamente da come gli è stato insegnato.
Un sistema umano di credenze
Giordano Bruno fu ucciso nel 1600 e Baruch Spinoza nacque nel 1632.
Il legame di questi due “illuminati” è comunque perfetto; Spinoza ebbe addirittura accesso agli scritti dell’interrogatorio di Bruno che non fecero altro che confermare la grande paura di perdita di potere che la Chiesa ha sempre temuto innanzi a menti libere e capaci di logica.
Possiamo trovare in quasi ogni biblioteca quanto sotto riportato e concernente l’argomento in esame:
– Nel 431 con il concilio di Efeso viene creato il culto relativo alla Madonna.
– Nel 1274 con il concilio di Lione II viene stabilita l’esistenza del Purgatorio come luogo di transizione per le anime non pure.
– Nel 1226 ad Avignone vengono decise le adorazioni eucaristiche.
– Intorno all’anno 1000 viene modificato il significato di Santo che fino ad allora corrispondeva a un cristiano (santificato).
– Nel concilio lateranense IV viene imposto il celibato ai preti.
– Tra il XII e il XIII secolo nasce il rosario.
– Nel 1184 inizia l’Inquisizione poi formalizzata da Papa Gregorio IX nel 1231.
– Nel 1095 Papa Urbano II formalizzò le indulgenze applicabili anche dietro compensi in denaro.
– Nel 1870 il Concilio Vaticano promulgò l’infallibilità del Papa anche se solamente nelle funzioni della Chiesa.
– Nel 2020-21 il Papa promosse come atto d’amore la sottomissione meccanica dei fedeli a una sperimentazione chimica mai effettuata prima dai centri di potere economici e militari.
Il breve e parziale elenco appena riportato ha il solo scopo di confermare le motivazioni della ricerca in questione dal momento che è palese che il sistema di credenze creato è di origine umana e poco ha di spirituale e di sacro, come invece veniva predicato negli insegnamenti di Gesù Cristo durante l’epoca in cui camminò su questa Terra.
Ci sono molti documenti venuti alla luce negli ultimi secoli e che frettolosamente sono stati considerati apocrifi da chi detiene il monopolio religioso da sempre.
Vedremo, però, tra poco che quanto trovato nel 1945 in Egitto a Nag Hammadi corrisponde a quanto Baruch Spinoza affermò nel corso del 1600 studiando dei documenti sui primi passi del cristianesimo o, meglio, degli insegnamenti diretti di Gesù, documenti che come succede sempre quando scomodi per qualcuno o per qualcosa vengono fatti sparire o indicati come falsi.
Nel 1945 in uno dei documenti venuti alla luce e che secoli addietro la Chiesa aveva celato definendolo “l’apocrifa di Giovanni”, Gesù appare come una guida per le coscienze umane e un liberatore dalle illusioni terrene, e non un salvatore che si sacrifica in croce.
Gesù appare come un messaggero che discende nella materia densa per farci aprire gli occhi e spiegarci che questo mondo materiale non è creato dal Dio supremo, ma da un essere imperfetto che si considera un dio e cerca di tenere intrappolate le anime nella materia e nell’oblio dell’appartenenza.
Gesù afferma “conoscete voi stessi” e non “credete in me”, come viene ancora ora insegnato.
Egli non afferma dei dogmi, ma insiste sulla conoscenza e sul risveglio della coscienza, non sull’obbedienza cieca.
Nello scritto “apocrifa” di Giovanni si afferma che la salvezza non si ottiene con rituali esterni, ma con la conoscenza interiore che è possibile in quanto ogni essere contiene una scintilla divina che le forze materiali non possono distruggere.
Ogni essere deve risvegliarsi a questa scintilla di divinità e per farlo deve arrivare alla Verità come ci viene insegnato dal Cristo.
Giovanni riporta anche un passaggio degli insegnamenti del Cristo che deve farci riflettere perché ci spiega cosa accade dopo la nostra morte: l’anima quando abbandona il corpo va incontro a entità e ostacoli che cercano di bloccarla per farla tornare nel ciclo della reincarnazione, ovvero nella prigione terrena, ma se è preparata e conosce la Verità, l’anima non si cura di loro e passa via direttamente, riconoscendo che si tratta di false illusioni.
Ecco che quando il Cristo ci dice che la Verità e la conoscenza ci renderanno liberi possiamo comprendere che si tratta di una chiave importantissima di cui le istituzioni religiose hanno sempre temuto la divulgazione, poiché avrebbe reso l’uomo libero e privo della necessità di avere intermediari tra lui e Dio.
La Chiesa cattolica aveva necessità di un Gesù simbolo del sacrificio e non di qualcuno che portasse la conoscenza, per di più gratuitamente.
Analizziamo ora alcune questioni sollevate secoli fa da insigni studiosi degni di nota.
La crocifissione: e se Gesù non fosse mai morto sulla croce?
Siamo perfettamente coscienti che stiamo toccando un argomento passibile di “scomunica” da parte del potere religioso.
D’altra parte, ci sentiamo spinti ad analizzare con dovizia di particolari questa eventuale probabilità perché il risultato sembra essere tutt’altro che offensivo.
Senza ripeterci sulla questione della deriva materialistica da parte di molte istituzioni religiose e sulla presentazione di dogmi che oramai le persone sulla via del risveglio non possono più accettare – anche se queste ultime sono purtroppo ancora in numero esiguo, intendiamo approfondire sulla base delle ricerche di Baruch Spinoza e di altri filosofi e ricercatori illuminati dei secoli scorsi, le basi del primo cristianesimo, per poter verificare se effettivamente siano stati travisati i veri insegnamenti del Cristo.
Come accennato, Baruch Spinoza (in italiano Benedetto Spinoza Benedetto) nacque nel 1632 e rappresenta un vero e raro uomo coraggioso che ebbe la forza di mettere in discussione gli insegnamenti ricevuti. Come già detto, fu scomunicato dalla comunità ebraica e mal visto dai cattolici, ma egli non voleva negare, quanto più verificare la veridicità dei fatti ed eliminare le falsità narrate nelle confessioni religiose già durante la sua epoca.
Spinoza si pose delle domande che tutti noi dovremmo porci non appena in grado di avere una capacità interpretativa e la volontà di cercare verità e giustizia per non essere schiavi della formazione impostaci.
Egli trovò delle tracce che gli costarono la scomunica e l’allontanamento dalla famiglia proprio mentre si faceva delle domande che per tutti erano scomode, ma che hanno una logicità sconcertante e le cui risposte mettono in chiaro la manipolazione perpetrata da qualcuno per modificare le credenze e assicurarsi il potere.
Analizzando la crocifissione di Gesù, egli notò che viene riportato il fatto che Gesù morì di venerdì, fu sepolto lo stesso giorno e resuscitò di domenica.
La crocifissione romana, però, faceva morire le persone in tre o quattro giorni in una lenta agonia e nei Vangeli si fa notare che anche le guardie si stupiscono della morte rapida di Gesù in circa 6 ore; si afferma che anche Ponzio Pilato chiamò il centurione per averne conferma.
Spinoza analizzò con attenzione i testi originali dei Vangeli e scoprì che la sostanza data a bere al Cristo nella croce non era semplice aceto, ma quello che i greci chiamavano “oxos” (oxus) ovvero una miscela particolare che anche i romani usavano per rianimare i soldati che svenivano, in pratica uno stimolante.
Secondo Spinoza, il soldato fornì lo stimolante perché aveva ricevuto ordini precisi per tenere in vita Gesù e tutto fosse previsto per recuperare il corpo di Gesù (non morto) da parte di Giuseppe di Arimatea (un ricco commerciante) a cui Pilato glielo concesse immediatamente. Il corpo venne portato nel sepolcro vuoto dove Gesù ricevette cure particolari.
Spinoza fa notare che i Vangeli non riportano cosa successe nel sepolcro, ma solo il fatto che al mattino successivo lo trovarono vuoto, con il sudario ben piegato da una parte.
Nelle successive apparizioni, Gesù viene descritto come in carne e ossa, e con le ferite fisiche ancora visibili, mentre mangia del pesce con gli apostoli.
Spinoza non riporta queste cose al puro scopo di creare disagio o difformità dalla narrazione classica, ma per aver scoperto che in quell’epoca esistevano intere comunità e popolazioni che riportavano il fatto che il Cristo era vivente e ne seguivano i suoi principi, perlomeno fino a quando la Chiesa Cattolica divenne un organo ufficiale nell’Impero Romano e impose la narrazione che tutti conosciamo.
Spinoza studiò per anni tutti i Vangeli e gli scritti che riuscì a trovare e risalì a un fatto importante, ovvero che in Kashmir, in India, esisteva una tomba da circa 1500 anni (ora 2000) di un maestro arrivato lì dall’Occidente.
Anche alcuni yogi indiani del secolo scorso hanno affermato di aver trovato scritti analoghi in alcuni monasteri tibetani.
Fuor di dubbio, per la Chiesa, un Gesù morto in croce rappresentava un simbolo, un sistema per sottomettere i fedeli, mentre un Gesù vivo che viaggia e fonda comunità basate sull’uguaglianza universale non sarebbe stato un “simbolo”, ma un esempio pericoloso perché le masse lo avrebbero seguito nei suoi insegnamenti puri e privi di politica.
Spinoza scoprì proprio questo e venne scomunicato per le sue capacità di analisi.
L’apostolo Tommaso, per esempio, andò in India e negli scritti che ci ha lasciato parla dell’incontro con il Maestro e della comunità dei “Cristiani di San Tommaso”.
Spinoza scoprì che nei monasteri Tibetani si parla proprio di questo maestro che arrivò dall’Occidente per imparare la saggezza che veniva predicata in Oriente.
Questo maestro veniva chiamato Issa, come risulta dagli scritti e dalle date riportate.
Questo allievo arrivò all’età di 14 anni e sta scritto che aveva capacità eccezionali in molte materie, anche nel guarire le persone.
Rimase in Oriente fino a 29 anni e poi tornò in occidente predicando come riportato dai Vangeli, che, infatti, non narrano mai della vita di Gesù dai 12 anni fino ai 29.
Spinoza suggerisce che un uomo come Gesù sapeva anche come procurare una morte apparente, oltre al fatto che era circondato da persone molto potenti e con grandi possibilità politiche a quell’epoca.
Per questo motivo, suggerisce il fatto che Gesù sapeva che per proseguire la sua missione la cosa migliore era tornare in Oriente e continuare la sua predicazione, poiché stava cercando di realizzare una rivoluzione di coscienza e non di fondare una religione.
Continuò a operare guarendo persone e diffondendo i suoi insegnamenti sull’Amore incondizionato e sulla divinità interiore di ogni essere umano (Spinoza fu scomunicato anche per questo concetto).
La tomba sopra menzionata esiste davvero, anche se non possiamo certificare che contenga le spoglie di Gesù.
Spinoza comprese che se Gesù non morì per i nostri peccati, ecco che non c’era bisogno di un sacrificio come raccontatoci, ma di comprensione e compassione.
Un Gesù vivo ci insegna che la spiritualità non significa scappare dalla vita, ma abbracciarla completamente.
Le Chiese in generale hanno basato tutto sulla paura della morte per avere il massimo del potere.
Probabilmente la storia vera è stata cambiata e sepolta dietro i dogmi, ma anche se può sembrare sacrilego per alcuni quanto scoperto da Spinoza, ovvero che Gesù preferì vivere per continuare la sua missione di spiritualizzare l’umanità e confermare che il regno dei cieli è uno stato di coscienza e non un luogo fisico, è importante per farci riflettere e percepire le nostre sensazioni: cosa sentiamo all’interno del nostro cuore dopo aver letto queste righe?
Se qualcosa di quanto esposto ci ha turbato e non ferito, probabilmente siamo in grado di mettere in discussione gli ordini impartiti da qualche autorità e d’ora in poi cercheremo sempre la verità anche sulle notizie che ogni giorno vengono sfornate dai media.
Gesù Cristo: nacque da vergine o aveva padre umano?
La Chiesa ha proibito le opere di Spinoza per più di tre secoli e bruciato pubblicamente i suoi scritti per timore che le sue deduzioni facessero cadere un castello di supposizioni che non hanno fondamento storico, se non solo per imposizione e decisioni deliberate in convegni e consigli di potere.
Spinoza, semplicemente leggendo la Bibbia e consultando manoscritti dell’epoca in maggior parte ora celati o distrutti, ha dedotto che già dai Vangeli canonici le genealogie di Gesù non coincidono tra loro, ma stranamente terminano tutte con un padre di nome Giuseppe, anche se la Chiesa parla di Immacolata Concezione.
Nei Vangeli Gesù viene quasi sempre nominato come “figlio di Giuseppe”, anche se, come afferma Spinoza, in un testo Talmud babilonese si parla di un soldato romano Tiberio Giulio Abdes Pantera, un centurione (arciere) d’istanza in Palestina che durante l’occupazione militare ebbe con una giovane ebrea un figlio a cui diedero il nome Jesus.
Potrebbe trattarsi di una possibilità che comunque a nostro parere è ininfluente per l’operato del Cristo.
Nei Vangeli di Matteo e Luca, inoltre, non viene mai citata la gravidanza di una vergine; nemmeno Paolo menziona tale fatto e ciò crea qualche dubbio sulla narrazione imposta come veritiera.
Un Gesù con origini umane, anziché divine come narratoci, a nostro parere non cambierebbe nulla sui preziosi insegnamenti che ci ha trasmesso, anzi li avvalorerebbe ancora di più, confermando la possibilità per gli esseri umani di sollevarsi dal giogo della dominazione mentale e di comprendere la parte divina che è in noi.
Un Gesù nato da donna (di nome Maria) avrebbe avuto sicuramente dei fratelli come di solito era normale nelle famiglie ebree e come riportato negli scritti celati e nei Vangeli stessi nella versione in lingua originale.
Sembra proprio che ebbe sei tra fratelli e sorelle, che si sposò con una donna di nome Maria (come la madre) come era consuetudine in quelle comunità (in alcuni Vangeli non hanno cancellato il fatto che Gesù baciava Maria) e Maria (Maddalena) era – guarda caso – sempre presente accanto a Gesù, sia alla crocifissione che al sepolcro, alla scoperta della resurrezione del corpo, e anche alla prima successiva apparizione di Gesù.
Il bacio può anche venir inteso come forma per il passaggio di informazioni; nel linguaggio esoterico si usa spesso il termine sofia o sophia per indicare la conoscenza e con una interpretazione letterale viene spesso scambiato per un nome di donna.
Nei primi anni del cristianesimo esistevano numerosi gruppi che professavano gli insegnamenti di Cristo e molti erano gestiti da donne che ben si adattavano per la trasmissione della conoscenza.
Una breve precisazione: il dott. Rudolf Steiner ci ha consegnato una importante lezione riportata nel volume n. 106 dell’Opera Omnia, concernente una conferenza tenuta il 10 settembre 1908 (stessa data in cui stiamo scrivendo ora, ma nel 2025).
Rudolf Steiner ci spiega la formazione degli esseri umani facendoci notare, al termine di una trattazione sull’Essere Tetramorfo, che sono risultate due tipologie di esseri: nella prima c’era la prevalenza del corpo fisico, di quello astrale e dell’IO rispetto al corpo eterico, mentre nella seconda tipologia erano i corpi eterico, astrale e IO a prevalere sul corpo fisico.
Dalla prima tipologia discendono gli esseri di sesso maschile, mentre dalla seconda quelli di sesso femminile.
Quello che vediamo ancora ora è una predominanza del corpo fisico negli uomini e di quello eterico nelle donne, con l’accortezza che nei maschi corrisponde un corpo eterico femminile e nelle donne un corpo eterico maschile (equilibrio), mentre il corpo astrale rimane sempre dello stesso genere del corpo fisico, con buona pace delle moderne e strampalate ideologie gender.
Per dimostrare che il celibato era superiore al matrimonio vennero modificati molti scritti, venne introdotta la verginità della madre di Gesù e tolti gli eventuali fratelli, venne enfatizzata la superiorità del maschio a discapito delle donne e molte altre limitazioni che tutti ben conosciamo.
Un pochino più complessa sembra la verità sul padre di Gesù.
Giuseppe viene sempre indicato come un falegname povero.
Tuttavia, dalle traduzioni del testo originale sembra si trattasse di un architetto dell’epoca, dedito a progettazioni e costruzioni di manufatti importanti, costretto a viaggiare molto e con una cultura elevata.
Il figlio Gesù era stato quindi educato in maniera esemplare e ciò che fa dubitare è il fatto che il padre Giuseppe scompare dalla narrazione dei Vangeli a partire dall’età di dodici anni del figlio.
La famiglia di Gesù era probabilmente benestante e ciò ha permesso a questo loro figlio di poter viaggiare e crescere in conoscenza.
Molti dei principi insegnati dal Cristo hanno una base comune con gli insegnamenti di Siddharta Gautama (Buddha), vissuto qualche secolo prima di Cristo e la cui filosofia è alla base delle più importanti religioni del mondo.
Albero della Vita e Albero della Conoscenza: una narrazione differente
Nei testi sacri si parla di “Paradiso Terrestre” e viene narrata la storia di Adamo ed Eva come progenitori dell’umanità da parte del Creatore.
Una ricerca veramente interessante condotta e divulgata da Baruch Spinoza nelle sue opere – facilmente reperibili e tradotte anche in italiano, concerne un testo ebraico riguardante la vera natura del concetto di “albero della conoscenza del bene e del male”, testo che venne celato in quanto non conforme agli insegnamenti ebraici decisi dalle autorità dell’epoca.
Questo manoscritto riportava con dovizia di particolari la conferma che nell’essere umano è celata una parte divina “addormentata” composta della stessa sostanza del Creatore, dello stesso essere infinito.
Mangiare dell’albero della conoscenza consiste nell’attivare questa “conoscenza” e, pertanto, rendere inutili le istituzioni religiose e far comprendere che la descrizione del serpente tentatore come giunta a noi nelle traduzioni moderne non è per nulla corretta.
Si tratta, invece, dell’energia vitale chiamata anche kundalini che, una volta ridestata, sale lungo la colonna vertebrale e permette di “aprire gli occhi”.
In ebraico antico, infatti, il termine che indica un serpente ha anche il significato di “colui che risveglia” o “illuminatore”.
Il “mangiare dall’albero” non porta alla morte, bensì al risveglio alla nostra natura divina.
Quindi Dio avrebbe proibito di mangiare dall’albero solamente come “coscienza riflessa”, ovvero, non esistendo separazione tra umano e divino è lo stesso “uomo” che teme la vera conoscenza e impartisce tale ordine.
Quando Eva e Adamo “assaggiano” il frutto della conoscenza si accorgono di essere nudi, ma non nei vestiti, bensì nella conoscenza.
Scoprire di essere parte della creazione divina porta ad assumersi delle responsabilità non indifferenti e a comprendere che non possiamo più incolpare nessun altro per ciò che ci accade.
Nel manoscritto si citavano anche che Caino e Abele: non erano dei fratelli fisici, ma solamente due aspetti della coscienza.
Caino simboleggia l’aspetto risvegliato, mentre Abele quello ancora sottomesso e preda dei sacrifici a Dio.
L’uccisione di Abele da parte di Caino ha come significato il salto evolutivo di coscienza di quest’ultimo che dimostra di aver compreso una verità importante.
Adamo ed Eva dopo aver mangiato del frutto proibito compresero che il Dio in cui credevano pensava attraverso di loro, che loro due erano espressione dell’unica sostanza esistente in Natura e che la figura del Dio con cui dialogavano era creata sempre da loro stessi.
Il Dio della Genesi era dunque una costruzione mentale per gestire e tenere sotto controllo le persone che non erano ancora risvegliate.
In sostanza, viene confermato che non vi è differenza tra osservatore e osservato, come viene dimostrato dall’interferenza che si viene a creare con l’esperimento della “doppia fenditura”, quando l’osservatore influenza l’evento e l’osservato, confermando quindi un legame sottile in tutte le cose.
E… dopo la morte fisica?
In quasi tutte le principali Confessioni si insiste in un paradiso oppure in un inferno calcolati nell’aldilà in funzione del nostro comportamento sulla Terra.
Alcuni insegnamenti arrivano a paragonare il piacere fisico a quello che si proverà dall’altra parte; tuttavia, la probabilità che tutto ciò sia frutto di qualche mente “chiusa” e dedita a creare una forma di dominio sull’umanità rimane elevatissima.
Il pensiero e la filosofia di Spinoza possono turbare le coscienze, ma meritano una attenzione particolare.
Se arriviamo a comprendere che siamo una “particella di Dio“ comprenderemo pure che non c’è alcuna separazione con Lui e al momento del passaggio da questa forma vitale a quella priva di corpo fisico non avremo bisogno di trovare parenti e amici ad accoglierci per indicarci la via da seguire.
Questo perché, se il nostro livello di coscienza sarà elevato, nulla ci turberà, la morte non ci farà più paura sapendo a priori che si tratta solamente di un cambio di stato.
Nel vangelo di Giovanni considerato apocrifo, egli descrive ciò che accade dopo la morte spiegando come l’anima che lascia il corpo fisico va incontro a “guardie e cancelli” che cercano di bloccarla per farla mettere nel ciclo della reincarnazione e quindi nella prigione terrena.
L’anima, che però è a conoscenza di questo fatto e della Verità, passerà attraverso tutte queste illusioni in quanto la conoscenza acquisita in Terra si dimostrerà la chiave per aprire tutte le serrature.
Le istituzioni religiose non parlano mai di questo fatto, probabilmente per timore che l’uomo diventi realmente libero e privo del bisogno di intermediari.
Il problema si pone quando, finché in vita, non raggiungiamo uno stato sufficientemente elevato di consapevolezza e allora possiamo diventare preda di entità energetiche che “facendo il loro lavoro” cercano di re-orientarci verso la fisicità e il ritorno in un corpo.
La frase che Giordano Bruno disse ai suoi accusatori, ovvero che loro avevano più paura di Lui che sapeva di andare incontro alla morte, è una conferma della Beatitudine a cui conduce la consapevolezza di essere parte del Creatore, stessa sostanza e quindi immortale.
Distaccarsi dal materialismo che sta prevalendo nella nostra società non è di certo una impresa semplice.
Tuttavia, come osiamo ripetere spesso nei nostri scritti, occorre sviluppare la “Volontà Cosciente” per arrivare a criticare costruttivamente tutte le notizie che i media ci propinano ogni giorno e scoprire le menzogne e i secondi fini che puntualmente vi si celano.
Chi nutrisse dei dubbi sul fatto che buona parte dell’umanità è preda di entità distruttive (non hanno un IO proprio) si ponga la domanda su come possano i governanti di un popolo che si autodefinisce “eletto” dal proprio Dio, seminare sangue e distruzione fino al genocidio di altri popoli.
È altresì terribile osservare come le altre nazioni non osino intervenire materialmente, confermando pertanto l’appartenenza allo stesso gruppo di potere.
Anche le richieste di riarmo travestite da minacce e ipocrisie confermano lo stato di malvagità e di cattiveria imperante ancora in questo secolo; anzi, sembra proprio la prosecuzione di un disegno malvagio mai terminato.
E le apparizione mariane?
Le apparizioni della Beata Vergine Maria sono state segnalate in diverse parti del mondo e molti fedeli accorrono in quei luoghi per rendere omaggio, cercare conforto, chiedere grazie o solamente per curiosare o perché considerano un pellegrinaggio di fede recarsi lì.
Queste apparizioni avvengono, però, solamente ad alcune persone, quasi sempre donne, a cui viene chiesto di ripresentarsi in giornate stabilite portando più fedeli possibile, al fine di rivelare informazioni importanti per l’umanità.
Col massimo rispetto per chiunque senta attrazione o percepisca questi luoghi come qualcosa che li rende più sereni e fiduciosi nel proprio credo – ed è buona cosa a nostro parere in quanto ognuno deve sentirsi libero di praticare il proprio culto nel migliore dei modi – è interessante analizzare alcuni particolari che risultano perlomeno sospetti.
Vediamone alcuni:
– Dai racconti delle veggenti (coloro che hanno visto la Madonna) risulta che l’immagine corrisponde di norma all’etnia del luogo.
– Solamente la veggente riconosce l’apparizione, di norma le persone accorse non vedono nulla.
– A volte viene riportato che avvengono strane manifestazioni durante le apparizioni o quando molta folla è presente, per esempio il Sole che si mette a roteare in cielo, alcuni presenti riportano delle ustioni oppure svengono, gli animali e gli uccelli smettono di fare rumore/cinguettare.
– Alcune persone segnalano guarigioni improvvise o cambiamenti di stato nella loro esistenza.
Senza considerare l’immediato fiorire del commercio “religioso” nei luoghi delle apparizioni, alcuni ricercatori hanno suggerito che determinati fenomeni sarebbero conseguenza di alcuni esseri ed entità che in questa maniera tengono molte persone in uno stato di dominio che non consente loro di decidere con la propria coscienza.
Molti dei fenomeni che accadono alla folla presente possono replicarsi anche in “cattività” con determinate tecniche manipolatorie di carattere psichico, mentre la Chiesa Cattolica non è mai riuscita a fotografare con apparecchi convenzionali una di queste apparizioni proprio perché, come accennato poco fa, le apparizioni avvengono solo a determinati soggetti.
La persona che intraprende un percorso spirituale di ricerca e rivolge la propria attenzione verso il proprio cuore sentendo di essere parte del creato e del creatore difficilmente cede a dei dogmi e si comporta come qualcun altro impone di fare; magari prega, ma lo fa rivolgendo l’attenzione al Tutto e senza suppliche, ringrazia di essere presente in questo preciso momento e di poter manifestare Dio nel migliore dei modi.
I sette giorni per la creazione
Tutti noi, leggendo nella Bibbia come Dio avrebbe creato l’universo, potremmo, almeno una volta, essere stati sfiorati dal pensiero che probabilmente si tratti di un racconto incomprensibile per una mente razionale.
Baruch Spinosa captò, invece, il vero significato di quei sette giorni di creazione, significato che nulla ha a che vedere con una creazione fisica materiale, ma come egli stesso ha decodificato, si tratta delle indicazioni per il viaggio della coscienza umana, e tutto ciò ci può aiutare in determinate condizioni o situazione della nostra vita.
Le religioni classiche predicano che Dio è trascendente, ovvero separato dalla creazione, ma se prendiamo coraggio e percepiamo che invece Dio è immanente e parte Egli stesso della creazione, ecco che tutto assume un altro aspetto.
Riportiamo di seguito una lettura differente e stimolante sui primi passi della creazione (Genesi 1,1-2,4).
1) Nella Bibbia sta scritto che Dio il primo giorno creò la luce, separandola dalle tenebre (giorno e notte).
A livello emotivo corrisponde al risveglio della Coscienza sui nostri stati interiori, quando iniziamo a “vedere” tutte le nostre limitazioni interne, le rabbie e i desideri che ci assillano e ne prendiamo coscienza, ne diventiamo consapevoli.
2) Il secondo giorno Dio separò le acque.
Quando iniziamo a riconoscere e separare le emozioni che sorgono dalla nostra vera natura e quelle che sorgono dalla nostra ignoranza; spesso, infatti, fraintendiamo le cose e gli eventi oltre alla realtà.
3) Il terzo giorno Dio separò la terra dal mare.
Quando arriviamo a definire una solida base stabile (terra) nelle nostre reazioni per comprendere le emozioni e riusciamo a rimanere centrati anche in caso di forti eventi emozionali.
4) Il quarto giorno Dio creò le fonti di luce nel firmamento (il Sole, la Luna e le stelle).
Corrisponde allo sviluppo della capacità di usare la nostra ragione per guidare e illuminare le nostre emozioni, per incanalarle e utilizzarle costruttivamente.
5) Il quinto giorno Dio creò gli esseri viventi, animali, pesci e uccelli.
Corrisponde allo sviluppo di emozioni e capacità creative e vive, capacità di agire con compassione e amore vero verso tutta la creazione e non con rabbia.
6) Il sesto giorno Dio creò l’essere umano.
Corrisponde allo sviluppo della capacità di assumerci completa responsabilità per i nostri stati emotivi, comprendendo che non siamo vittime delle nostre emozioni, ma creatori.
7) Il settimo giorno Dio si riposa.
Si riferisce allo stato di pace emotiva profonda quando percepiamo che tutto è manifestazione divina, noi compresi.
Questa lettura è molto interessante perché, come suggerito da Spinoza, può tornare utile per una diagnosi del nostro stato interiore semplicemente analizzando lo stato delle emozioni.
Se, per esempio, proviamo una particolare emozione, ma non riusciamo a comprenderne l’origine e la stessa ci crea turbamento, probabilmente non abbiamo ancora iniziato il percorso e non siamo neppure al primo giorno.
In questo caso dobbiamo diventare consapevoli del nostro stato e portare “luce” dentro di noi per poi proseguire “giorno dopo giorno” fino ad arrivare al settimo che possiamo considerare come il raggiungimento dell’illuminazione.
La preghiera suggerita da Spinoza
Spinoza propone di sostituire la preghiera classica con la meditazione razionale e con l’Amore intellettuale per Dio in sostituzione della supplica.
Si tratta di una forma di preghiera che non cambia la realtà (Dio), ma aiuta a comprenderla e trasformare chi la contempla.
In sostanza, non c’è più necessità di avere un intermediario tra noi e Dio, quando si comprende esattamente di essere un tutt’uno non si può più ferire nessuno.
Il carattere per quanto burbero si addolcirà e la smania di sopraffazione sul prossimo cesserà.
Immaginiamoci per un momento che i politici e i potenti della Terra arrivino a questo; purtroppo è pura fantasia perché nella maggioranza dei loro corpi non alberga un IO, ma qualcosa che ama il potere e l’oscurità, l’ipocrisia e la cattiveria.
Secondo Spinoza, quando comprendiamo e agiamo con bontà significa che è il divino stesso che sta agendo per mezzo nostro e lì si può testare una beatitudine particolare.
Arrivando a comprendere di essere liberi, come auspicato da Spinoza, perché siamo un tutt’uno con Dio, ci fa comprendere di non avere più necessità di essere salvati, cadrebbero tutte le istituzioni religiose e le forme di potere, anche quello politico.
Questo spiega perché c’è una efferata battaglia contro gli insegnamenti filosofici di Spinoza e, purtroppo, molti esseri umani, essendo del tipo “iliaco”, si oppongono a qualsiasi proposta o sforzo per una visione differente e completa; è loro natura sottostare a una decisione unica e denigrare e insultare chiunque cerchi la Verità.
Qualche persona suggerisce che il sistema “Terra” sia strutturato appositamente così, con la maggioranza di gusci vuoti o “mucche da mungere” e uno sparuto gruppo di esseri umani costantemente alla ricerca della conoscenza.
Speriamo che la verità sia differente, ma i dubbi persistono a tutt’oggi.
Conclusioni
Ci dispiace se abbiamo urtato qualche mente sensibile con degli argomenti che in duemila anni sono stati sempre ostracizzati, la narrazione ufficiale potrebbe essere quella corretta e le nostre ipotesi e ricerche potrebbero essere azzardate.
Tuttavia, riteniamo siano arrivati i tempi di forzare il risveglio collettivo, almeno per chi ne sente la necessità ed è stanco di passare una vita da “mangiatoia”.
Anche se siamo oberati di lavoro e abbiamo assunto infiniti compiti lavorativi, di famiglia, economici… dedichiamo qualche minuto al giorno all’analisi riflessiva sullo stato in cui ci troviamo, su quello che facciamo e sulla durata della vita fisica.
Se avremo il coraggio, spingiamoci oltre cercando risposte dentro noi stessi per quanto concerne l’aldilà, come hanno fatto gli illuminati citati in questo articolo, e se il nostro IO è presente ci ritroveremo con delle certezze insuperabili che ci cambieranno l’esistenza per sempre.
Un’ultima segnalazione importante.
Abbiamo già parlato degli archetipi e abbiamo volutamente omesso di rimarcare il fatto che dove creiamo un archetipo, lì si presenteranno degli Spiriti (energie, entità, forme pensiero) dello stesso tipo e volontà di cui abbiamo chiesto l’intenzione.
Pertanto, con l’Azione di Luce di San Michele Arcangelo del prossimo 29 settembre teniamo ben presente il rispetto da portare al nostro archetipo “vivente”.
Buona Azione!



















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