Il sottile legame dei contrari

10 Nov 2024 | Consapevolezza | 0 commenti

Una lettura di circa 24 minuti
Il contrario della morte è la vita?
No, è la nascita.

Vedremo più avanti come si arriva al concetto che noi non siamo questo corpo, ma lo teniamo in vita per uno scopo ben preciso.

Il legame esistente tra concetti opposti è solamente logico oppure vi è una matrice sottile energetica?

Questo quesito sembra di una banalità estrema.
La logica ci porta ad affermare che una cosa ci piace e un’altra no, una è bella ed una è brutta, fa caldo o fa freddo, e simili affermazioni.

Nella realtà che stiamo vivendo ogni stato contrario a una determinata situazione è intrinsecamente collegato alla manifestazione stessa, magari proprio mentre la stiamo analizzando.

Il valore dei contrari
Nell’approfondire, come nostro solito, la questione in accenno abbiamo riscontrato che già l’antico pensiero orientale classificava gli opposti in un rapporto polare e complementare allo stesso tempo.

Nel più antico trattato cinese di strategia militare, Ping-fa, Sun Tzu scrive:
– Il disordine deriva dal controllo.
– La vigliaccheria deriva dall’audacia.
– La debolezza deriva dalla forza.

Analizzando a fondo questi semplici parametri dobbiamo ammettere che per conoscere a fondo una situazione o un concetto dobbiamo averne in evidenza anche il valore del contrario, meglio ancora se lo abbiamo già sperimentato con i nostri sensi o con una esperienza diretta, cosicchè la correlazione diventi evidente.

Considerando in forma assoluta una situazione e il suo contrario, ovvero indipendentemente dalla struttura che stiamo analizzando, per esempio caldo/freddo, bello/brutto, bene/male, e simili, possiamo identificare due archetipi che definiscono gli opposti e che per forza di cose devono essere vincolati l’uno all’altro.

Questi due archetipi saranno validi per tutte le situazioni polari/opposte, sia materiali che sottili.

Lo Yin e lo Yang
Le prime popolazioni che probabilmente hanno studiato e formalizzato questi due archetipi sono state quelle originarie della Cina, portando in evidenza i simboli dello Yin e dello Yang.

Questo simbolo viene chiamato TAO e contiene i due elementi Yin e Yang.
Questi simboli rappresentano nel miglior modo possibile come la nostra vita dovrebbe venire intesa e “fusa” per essere in armonia con le forze dell’universo.

Yin rappresenta l’elemento femminile, ovvero la Terra, mentre Yang quello maschile, il Cielo.

Nel simbolo chiamato TAO viene evidenziata anche la ciclicità dei due elementi: quando lo Yin arriva al massimo, ecco che inizia a ritirarsi e lascia fluire lo Yang, e via di seguito in un ciclo infinito.

Il TAO rappresenta il formarsi della vita in tutte le sue forme, specialmente in questo pianeta.

Teniamo a mente, ovvero utilizziamo la “mente” nelle prossime righe di lettura per intravedere nelle due forme spiralate la rappresentazione di due flussi di energia che incontrandosi non annullano la loro forza, ma cominciano a roteare portando ancora più energia e facendo risalire verso l’alto le due forze oramai unite in una sola, come succede con i tornadi.

Visualizziamo la direzione sempre verso l’alto, verso il cielo e il cosmo in quanto la direzione potrebbe benissimo essere verso il centro della Terra, ma non potremmo avere gli effetti desiderati che andiamo a descrivere succintamente.

Possiamo utilizzare questi due archetipi per richiamare delle forze di equilibrio cosmiche, le stesse che ci mantengono in vita, molto importanti per il nostro corpo fisico e in particolar modo per la parte spirituale.

Un’esperienza pratica con l’energia del TAO

Prepariamoci a una esperienza pratica con questa energia per “aprirci” all’argomento sui contrari.

Riportiamo su un cartoncino bianco con dimensioni pari a 3 x 3 cm il più possibile esatte, il simbolo del TAO avendo l’accortezza di identificare il lato emettitore del cartoncino su cui disegnarlo.

Ricorda che è importante disegnare il simbolo di proprio pugno, con una matita in grafite o con una penna con inchiostro di china (nero), il tutto mentre ci concentriamo sull’evento e sulle motivazioni del nostro gesto.

Ne abbiamo discusso altre volte, per esempio qui.

Per disegnare il TAO è sufficiente riportare lo schema qui sotto ben riproducibile con una matita.

TAO da riprodurre di proprio pugno all’interno del cartoncino 3×3 cm.
Se per esempio siamo in ansia per un esame scolastico, oppure non riusciamo a dialogare con il nostro partner o con un nostro figlio, possiamo agire come segue:

– Creiamo un cartoncino con le modalità appena suggerite e disegniamo l’archetipo del TAO.

Le dimensioni del TAO non hanno importanza, devono essere in ogni caso contenute nel cartoncino, essendo un archetipo, esso ha funzioni di ologramma e contiene il tutto anche se in dimensioni ridottissime.

Creazione del cartoncino delle dimensioni 3×3 cm.
Cartoncino 3×3 cm al cui interno è stato disegnato il simbolo del TAO.
– Valorizziamo il tutto posizionando il palmo della nostra mano emittente, di solito la destra, per almeno 7 minuti sopra il cartoncino col palmo rivolto verso il basso, come da foto.

I sette minuti sono indispensabili anche se sembrano una eternità!

Dobbiamo comprendere che stiamo “lavorando” con parametri cosmici molto legati anche all’astrologia sacra.

– Nel tempo di valorizzazione focalizziamo come meglio possiamo il flusso di energia equilibrante che esce dalla nostra mano e pervade l’archetipo del TAO.

Valorizzazione con l’emissione dal chakra della nostra mano.
Questa azione richiama una ottima energia vivificante sia su noi stessi che sulla persona a cui teniamo particolarmente in quel contesto, in pratica uniamo una bella azione a un auto-trattamento.

Se siamo in possesso di EPICARD, OLISTÈ o NAMASTÈ possiamo posizionare l’archetipo così creato come suggerito nelle foto seguenti.

L’unica accortezza è quella di rimanere accanto a EPICARD o di tenerla in mano durante l’azione per consentire la massima resa, mentre per OLISTÈ e NAMASTÈ non è necessario rimanere nelle vicinanze.

Anche in questo caso il consiglio è di lasciare l’archetipo posizionato al massimo per 7 minuti in quanto ci è interdetto di perturbare l’energia vitale oltre determinati cicli naturali senza cadere nella magia: dobbiamo lavorare solo con le Forze di Luce.

A conferma riportiamo più avanti, nel prossimo punto, i risultati di un caso pratico sull’utilizzo di questo archetipo.

Per il momento occorre approfondire l’argomento dei contrari per consentire una più profonda percezione.

L’archetipo del TAO ed Epicard.
L’archetipo del TAO e Olisté in modalità “Biofotoni”.
L’archetipo del TAO e Namasté.

I contrari e la reincarnazione

Affrontiamo quindi l’argomento dei contrari.

L’occasione è perfetta anche per affrontare il tema della reincarnazione, dal momento che viene spontaneo chiedersi se il contrario di reincarnarsi corrisponda a “vivere” in un possibile aldilà fino a tornare a una “nuova” esistenza in altra forma, magari sempre fisica.

Il tema della reincarnazione è molto spinoso per il fatto che si vanno a intaccare dogmi, pregiudizi, credi religiosi o semplicemente si tocca un argomento avvolto dal mistero o dalla paura della morte.

Nelle varie testimonianze raccolte da soggetti che hanno vissuto esperienze di premorte si nota che le immagini o i luoghi raccontati si assomigliano tutti, anche se di poco, ma ogni soggetto riporta di avere “visto” quello in cui credeva al momento del trapasso temporaneo e quasi sempre legato al credo religioso, oppure a qualcosa che ha contribuito alla sua formazione infantile, anche se fino a poco tempo prima e nella vita da adulto era completamente ateo.

Quando affermiamo che siamo noi i creatori della nostra realtà intendiamo anche questo, ciò significa che dobbiamo prepararci in Coscienza finché siamo in un corpo dotato di mente per poter gestirci anche quando lo lasceremo.

L’errore fondamentale che impedisce di comprendere l’affermazione “siamo noi i creatori della nostra realtà” risiede nel mancato completamento della frase.

Infatti, la maggior parte delle persone intende che sia la parte fisica a creare la realtà, dobbiamo invece intendere la parte animica, quella spirituale e la nostra mente: sono questi corpi sottili che creano la nostra realtà e che non moriranno assieme al corpo.

Il corpo fisico è in effetti solo un contenitore tenuto in vita da questi corpi sottili.

È interessante quanto raccolto dalle testimonianze nelle sedute di ipnosi regressiva pubblicate un po’ in tutto il mondo da vari medici, oltre a quelle ben documentate effettuate dal prof. Corrado Malanga, ove si evince il rischio dell’uomo di dover continuare nel ciclo delle morti e delle rinascite in un corpo fisico per fungere come ricarica energetica a entità prive di corpo, probabilmente le stesse che stanno utilizzando modalità occulte per la manipolazione delle menti umane.

Si fa strada la teoria che al momento della morte fisica e quindi al distacco dal corpo materiale dei nostri corpi sottili si vedano sempre delle luci e dei “soggetti” corrispondenti alle nostre credenze che cercano di portarci verso di loro, potrebbe effettivamente essere la conferma che alcune entità senza corpo cerchino di accaparrarsi la parte animica facendola poi incarnare per avere ancora energia disponibile.

Viene consigliato pertanto di arrivare alla soglia della morte con un elevato grado di consapevolezza per non finire nelle mani di qualche “sfruttatore” presente in tutte le dimensioni di questo universo.

È una teoria, ma sempre più la Verità sta uscendo alla luce, specialmente sulla manipolazione delle menti e lo sfruttamento dell’umanità.

Il principio dei contrari di cui parliamo si deve applicare anche per le “qualità” concernenti le entità prive di corpo fisico.

Quindi, esistendo entità portate a succhiare l’energia degli esseri umani devono esistere anche quelle che lo aiutano nello sviluppo.
Pertanto, credere in entità buone e meno buone potrebbe essere la mossa corretta per comprendere ove orientarsi.

La società attuale, come già accennato precedentemente, cerca di allontanare la “mente” dalla possibilità di analizzare il concetto appena sopra esposto e questo è uno dei motivi per cui il credo religioso cattolico sta perdendo terreno e i fedeli si stanno allontanando sempre di più.

Occorre anche sottolineare che le possibili colpe stanno negli alti prelati che dovrebbero fare il massimo per eliminare i dogmi e mostrare alla luce del Sole la Verità, evitare certi comportamenti ipocriti e aiutare realmente la popolazione a raggiungere una maturità spirituale libera e pura finché in vita.

La medesima Coscienza vita dopo vita

Ed è proprio di vita in vita che ci ritroviamo la stessa Coscienza, questo giustifica anche la legge del karma.

Infatti, è proprio la Coscienza a seguirci nelle varie incarnazioni, se così si può dire, e la legge dei contrari si manifesta integralmente.

Ogni vita vissuta porta a maturazione uno stato di Coscienza che solo in teoria dovrebbe essere migliore di come lo abbiamo ricevuto; a volte lasciamo il corpo fisico con un livello di coscienza addirittura inferiore pur avendo fatto molte esperienze.

Giordano Bruno ci ha insegnato che il divino si manifesta nella natura attraverso l’armonia dei contrari, guardandoci intorno troveremo tutte le risposte ai quesiti che ci assillano.

L’alternanza del giorno e della notte, i cicli lunari, le stagioni e il comportamento della natura ci indicano come dobbiamo conformare il nostro comportamento e cercare di seguire la ciclicità dei processi che la Natura stessa ha messo in atto.

Adattarsi ai cicli della Natura consente al nostro involucro fisico di rigenerarsi naturalmente perché esso è composto dagli elementi chimici di Madre Terra che restituiremo quando lo riconsegneremo ad essa dopo l’utilizzo che ne avranno fatto i corpi animico e spirituale.

Eraclito (filosofo greco nato nel 535 a.C.) scrisse “La stessa cosa sono il vivo e il morto, il desto e il dormiente, il giovane e il vecchio: questi mutando trapassano in quelli e quelli ritornano a questi”.

In pratica, egli constata che l’essere umano non può cambiare le leggi universali della vita ed è pertanto meglio assecondare l’esistenza.

Potremmo aggiungere: meglio cercare di comprendere finché siamo in vita e possediamo una mente propria, come tutelarci da questo sistema ciclico o almeno decidere di propria volontà se continuare o meno nella ruota delle possibili reincarnazioni.

Esistono conferme di soggetti che non si sono più reincarnati?

Viene da chiedersi: esistono conferme di soggetti che non si sono più reincarnati?

Con i mezzi che conosciamo o che utilizziamo non ci sono prove tangibili che un essere umano defunto non si sia più reincarnato per sua volontà.

D’altra parte, esistono invece innumerevoli casi di persone che ricordano perfettamente una o più vite passate perché la loro coscienza passa di vita in vita e ci sono prove di soggetti che sono riusciti a “vedere” una loro vita futura, o meglio la loro parte animica ha mostrato i dettagli di una vita futura.

Tutto ruota sulla parte animica della persona.

La parte animica, come descritto nel libro EPISCIENZA, rappresentata in forma vettoriale, non possiede l’asse del tempo; pertanto, è onnipresente in ogni possibile corpo che abbiamo usato e in quelli che andremo eventualmente a utilizzare.

Tale affermazione obbliga ad accettare la teoria di un universo “non locale” e anche il fatto che la vita fisica/materiale accada nello stesso posto ove i nostri corpi sottili tornano dopo la morte.

In pratica, tutto avviene nello stesso luogo e nello stesso momento, come ci è stato confermato per esperienza diretta anche da alcuni utilizzatori del dispositivo OLISTÈ che si sono incamminati in un “viaggio nel tempo”.

Ricordiamo che OLISTÈ, utilizzato per questa funzione, funge da amplificatore di alcune vibrazioni che i nostri corpi sottili emettono e che tramite il chakra del palmo della mano possono venire raccolte, amplificate e reintrodotte nel nostro sistema corporeo.

Se ci troviamo in uno stato di tranquillità emotiva con la mente rilassata, per la nostra parte animica diviene spontaneo “mostrarci” il contesto esterno (ambiente) dove abita nello stesso momento.

Ben sapendo che la parte animica non “conosce” il termine tempo sta a noi con l’escamotage dell’osservazione occulta e mirata comprendere il periodo temporale mostratoci.

Il test alla cieca che consigliamo sempre per chi non crede a questa possibilità è quello di cercare un nome o una denominazione di riferimento di un luogo mentre avviene la visualizzazione e successivamente di andare fisicamente a trovare i riferimenti.

Questo è un ottimo sistema per fugare i dubbi di aver fantasticato, oppure ricordato un film similare o delle nozioni di scuola.

Facendo queste ricerche scopriremo che il momento in cui è avvenuta la morte fisica di quel determinato corpo/contenitore non è mai visibile, ad esempio si arriva a “vedere” il contesto di una condanna a morte, a “rivivere” un momento tragico da innocenti, ma poi tutto scompare e ci si ritrova da un’altra parte.

Tutto ciò è fantastico in quanto rappresenta la conferma dell’immortalità dell’Anima e del fatto che noi SIAMO Anima e utilizziamo un corpo fisico per le nostre esperienze, sarebbe bello poter dire “per giocare” in questa dimensione, ma sappiamo che non sempre ciò è possibile senza prima aver trovato la chiave per farlo.

Il tunnel di luce e il passaggio dimensionale

Anche il “tunnel di luce” che molte persone raccontano di aver intravisto nello stato di premorte trova una spiegazione che potremmo definire “animica”: potrebbe trattarsi proprio del passaggio dimensionale dei nostri corpi sottili nel momento del distacco dal corpo fisico.

Il canale di cui tutti accennano sembra proprio comporre il sistema di passaggio delle forze animiche da uno stato di “vibrazione densa” a uno più sottile, come accade con lo stato onda/particella dei fotoni.

A tal proposito è interessante riportare il concetto che Giordano Bruno formulò per la trasmigrazione delle anime da un corpo all’altro, ovvero nel passaggio continuo tra vita e morte a conferma dell’infinità dell’universo.

Potremmo dire, come formulato da Giordano Bruno, che l’immortalità dell’anima avviene tramite la trasmigrazione tra i corpi, e in effetti è un concetto molto bello che ci riconduce al fatto che il movimento è vita e la stasi è morte, in pratica un’altra conferma della legge dei contrari di cui stiamo discutendo.

Tutto nell’Universo è in movimento proprio per consentire la Vita e se crediamo in un Dio non possiamo bloccarci in ottusità o dogmi irremovibili, cerchiamo sempre la Verità e il fatto di vedere Dio in un fiore o in un animale non può che rallegrarci sul fatto che stiamo evolvendo nella nostra parte animica.

Un caso trattato con l’archetipo del TAO

Un caso che riportiamo volentieri come esempio riguarda un bambino di sette anni veramente iperattivo a cui il medico aveva consigliato degli psicofarmaci da assumere per qualche settimana.

Il bambino aveva seguito il protocollo vaccinale imposto per legge compreso l’esavalente.

L’irrequietezza si era manifestata all’improvviso in concomitanza con l’entrata nella fase di crescita, quando i nostri corpi sottili iniziano a manifestarsi per provvedere alla formazione completa dell’essere umano.

Nel soggetto c’era una preponderanza di energia Yang dovuta probabilmente a una gestazione difficile causata da una serie di violenze psicologiche subite dalla madre.

La mamma si era presa cura in maniera esemplare del figlio, ma con molta probabilità ne aveva influenzato anche la parte eterico/mentale a cause delle angherie subite e il conseguente desiderio di rivalsa per la sottomissione impostale.

La madre stessa iniziò a “proiettare” il simbolo del TAO come archetipo per Yin e Yang per cinque minuti al giorno intenzionalmente verso il figlio mentre questi si trovava a scuola.

Dopo una settimana i risultati furono evidenti.

L’energia formativa del bambino fluiva ora in maniera equilibrata e non più scompensata nel corpo eterico e in quello astrale, rendendo il comportamento sociale molto attento e cordiale con le altre persone.

L’importanza della diversità delle cose

Assumere consapevolezza dell’importanza della diversità delle cose e del valore intrinseco dei contrari assume un valore occulto enorme che sta alla base della comprensione dei misteri della Vita su questo pianeta.

Chi afferma che la dualità di genere sessuale serva solamente alla prosecuzione della specie manifesta apertamente una mente preda del materialismo.

L’elemento maschile cerca la propria controparte femminile per raggiungere un equilibrio energetico e psichico, la modalità contempla pure l’energia sessuale, molto intensa specialmente nell’età puberale per aiutare l’essere umano nell’esperienza di crescita.

L’educazione dei ragazzi al rispetto di tutte le forme viventi, specialmente al manifestarsi proprio della forza sessuale che contiene una componente istintiva a volte molto irruente, deve essere uno dei pilastri formativi all’interno delle famiglie e delle scuole.

Maschile e femminile sono due archetipi che ben si integrano col simbolo del TAO perché anche l’essere umano in stato di equilibrio ha un corpo fisico manifestamente di un sesso e il corpo eterico energetico del sesso opposto.

A volte l’omosessualità si manifesta quando i due corpi di cui sopra appartengono allo stesso sesso e viene pertanto a mancare il necessario equilibrio.

Non si tratta certo di una colpa o di una malattia, manca un CONTRARIO e potremmo meditare su questo fatto.
Se il soggetto lo desidera può approfondire la propria situazione energetica e decidere come meglio crede.

Avere uno squilibrio energetico, magari a favore del lobo destro del cervello, porta ad avere una creatività artistica molto sviluppata, oppure una genialità molto acuta.

Il progresso del genere umano è avvenuto anche grazie a questi squilibri energetici che se ben gestiti dalle parti mentale e animica divengono benedizioni costruttive per tutto il genere umano.

La deriva gender degli ultimi anni non è purtroppo accettabile in un contesto di crescita spirituale essendo gestita da entità che tendono alla manipolazione delle menti disegnando ipocritamente un futuro di eguaglianza sociale.

I contrari nella gestione del mondo
In un recente articolo, dal titolo “È possibile comprendere chi sta gestendo gli eventi del mondo?”, abbiamo in qualche maniera anticipato alcuni concetti sui contrari accennando al significato di alcuni cognomi di personaggi dediti al potere e vistosamente gestiti da entità particolari “contrarie” alla Luce che fanno comportare il soggetto proprio al contrario del significato comune del suo cognome, oltre all’aspetto fisico di alcuni loro volti.

A questo riguardo, avendo già citato la figura di Giordano Bruno, crediamo sia importante riportare il contenuto di una parte della parabola Circe-materia tratta dal Cantus Circaeus.

In questo scritto Circe effettua un incantesimo che consente di mostrare i veri uomini e quelli che definisce “animali” permettendo di rivelare la presenza nei corpi di molti esseri umani di un’anima “bestiale”.

Noi parliamo spesso di gusci vuoti per segnalare che molti esseri umani non hanno un IO proprio o un’anima ben presente, ma già all’epoca di Giordano Bruno si faceva notare che molti uomini all’apparenza di rango elevato celavano delle anime somiglianti agli animali.

Lo stesso discorso vale per i lineamenti del volto.

Osservando il volto, un bravo ricercatore riesce a identificare gli avi di quella persona.

Erasmo da Rotterdam nell’opera “I Sileni di Alcibiade” – siamo nel 1515 circa – parla di esseri umani che all’apparenza sono uomini, spesso pure insigni, ma al cui interno si può trovare un orso, un leone oppure anche un asino, e pur avendo un aspetto umano questi hanno un comportamento peggiore di quello delle bestie.

Lieh Tzu, un taoista, si spinge ancora più in profondità affermando che se un corpo umano può ospitare un cuore di animale, allo stesso modo un corpo di animale può contenere un cuore d’uomo.

Nei nostri scritti abbiamo più volte affermato che il muscolo cardiaco è in realtà un organo “vortice” e che il sangue stesso ne permette il funzionamento “sottile”; pertanto, non è da scartare l’ipotesi che nel sangue di un animale si celi una controparte spirituale in risonanza con quella umana.

E nella nostra epoca?

Nella nostra epoca questi ultimi concetti sembrano frutto di fantasie, purtroppo se ci soffermiamo a meditare sui volti che vediamo in televisione o anche solo su alcune figure che incontriamo per strada o nei mezzi pubblici inizieremo a intravedere dei lineamenti animaleschi.

Non dobbiamo permetterci il giudizio, ma possiamo comprendere che la saggezza del mito e degli antichi non era frutto di invenzioni astruse, ma del fatto che l’essere umano presente su questo pianeta era anticamente dotato di capacità spirituali molto più elevate che adesso.

Chi di noi si prende cura di un animale avrà sicuramente notato quanto a volte quest’ultimo manifesti dei comportamenti “umani” in ottemperanza alla legge dell’UNO, mentre osservando le violenze inferte al popolo Palestinese da un gruppo di potere ci si rende conto che quest’ultimo non ha nulla di umano: un essere umano non può commettere certe atrocità, all’interno di questi esseri ci sono entità “non umane” come successo all’epoca del Nazismo (mai cessata) e nella maggior parte degli eventi sanguinosi degli ultimi secoli, periodo dell’Inquisizione compreso.

Pertanto, dobbiamo prestare molta attenzione per divenire degli esperti nell’identificazione dei contrari in tutti i momenti della nostra Vita terrena, ne va del nostro sviluppo spirituale e della possibilità di evitare infiniti ritorni in qualche corpo fisico, se lo desideriamo.

Qual è il percorso dell’anima?

Ci auguriamo non sia effettivamente così, ma nella tradizione ermetica che descrive con precisione il percorso di trasformazione delle anime e la loro gradualità, sia in evoluzione che in involuzione, viene esposto che partendo dagli animali striscianti, l’anima passa a quelli acquatici, a quelli terrestri e infine ai volatili.

Quindi, l’anima passerebbe nel corpo umano e successivamente divenendo immortale diverrebbe demone e terminerebbe a far parte del coro degli dèi.

Tutto ciò è contrario agli insegnamenti religiosi del cattolicesimo, l’essere umano normalmente si trova in uno stato di smarrimento non ricordando l’eventuale vita precedente e non sapendo cosa succederà in quella futura.

Per questo, in base agli insegnamenti ricevuti nell’età infantile preferisce aderire alle credenze impartite dimenticandosi che il corpo è solamente un vettore della propria Anima, quando presente, composta dalle stesse sostanze chimico/fisiche della Terra, e che dovrà restituirle prima o poi.

Gli antichi saggi orientali che già conoscevano i segreti della chimica e dei mondi spirituali paragonavano l’uomo a una fascina di ramoscelli che il Creatore metteva assieme alla nascita e disperdeva alla morte quando la fiamma della fascina stessa passava su un’altra, senza mai spegnersi.

Facciamo un test?

Ti proponiamo un piccolo test sui contrari, a mo’ di ricerca, e ti invitiamo a riportare le tue impressioni e i tuoi pareri pratici in risposta nei commenti qui sotto o a info@biofotoni.com.

L’argomento dei “contrari” ben si presta per le verifiche pratiche sul campo dal momento che i nostri sensi fisici rispondono immediatamente quando chiediamo se qualcosa ci piace oppure no.

Prendiamo in analisi un elemento base di questo pianeta, ovvero il fuoco, e un suo effetto, ossia il calore.

Quando l’essere umano si riscalda vicino a un caminetto o una stufa alimentata da una fonte naturale come la legna, il corpo umano ha una reazione diretta di piacere che lo avvolge stimolando tutti i cinque sensi:

– Il tatto percepisce qualcosa che lo colpisce, specialmente avvicinando le mani alla fonte di calore.
– L’udito percepisce il crepitio del legno e il turbinio della fiamma.
– L’olfatto percepisce un certo aroma che solo la reazione chimica ossigeno/carbonio con un elemento cresciuto in natura può produrre.
– Il gusto, che sembra rimanere inattivo, aziona alcuni succhi gastrici e di solito ci viene appetito.
– La vista mette in azione alcuni stimoli atavici, la pineale ci stimola alla tranquillità e tutto il sistema nervoso ne gioisce.

il calore naturale del fuoco a legna.
Le diverse fonti di calore

Al contrario, quando ci avviciniamo a una fonte di calore artificiale come, per esempio, una stufetta elettrica a resistenze, il tatto percepisce immediatamente la sensazione di calore, il corpo sente il beneficio specialmente se l’ambiente è freddo, ma gli altri sensi rimangono bloccati.

Quando andiamo in pizzeria succede la stessa cosa, ma con la pizza: se la pizza è stata cotta in un forno a legna con il fuoco a vista sull’impasto, tutti i nostri sensi, a partire da quello del gusto, ne gioiscono.

Diversamente, quando il prodotto è stato preparato con un forno elettrico o peggio a induzione, il sapore degli ingredienti non può essere lo stesso, il gusto ce lo indicherà immediatamente e il sistema nervoso nel giro di qualche decina di minuti ci avvertirà che qualcosa non ci è favorevole.

In questo contesto tutto è causato dalle molecole d’acqua contenute nei prodotti che essendo dello stesso tipo di quelle che compongono il nostro corpo, sono state “svilite” della loro energia vitale, della carica elettrica ionizzante e non sono più in uno stato coerente.

Il tutto si manifesta con una non corretta assimilazione degli alimenti, difficoltà digestive e, a lungo andare, manifestazioni di intolleranze verso alcuni componenti.

Il calore artificiale di una stufetta elettrica.

Il mainstream insiste sempre più sull’utilizzo di energia elettrica, radiofrequenze, induttori e altro per la preparazione dei cibi.

Ma non si considera che l’aumento considerevole delle malattie degenerative e nervose si è avuto proprio con la diffusione delle radio onde e dei metodi artificiali di riscaldamento e preparazione dei cibi, oltre che alla manipolazione genetica degli stessi.

Il fuoco naturale per combustione di componenti vegetali non ha contrari negativi!

Anzi, quell’energia che ne deriva è una diretta espressione del calore solare che si trasferisce ai cibi e ne migliora la digeribilità e gli effetti sul nostro corpo.

Al contrario, il “fuoco/calore” ottenuto con l’energia elettrica da qualsiasi fonte essa provenga, rimane privo delle vibrazioni vivificanti di cui sopra.

Ciò non ci impedisce naturalmente di utilizzare l’energia elettrica nella preparazione dei cibi, deve però indurci a “ricaricare” le pietanze, per quanto possibile, con la vitalità che il fuoco artificiale (calore elettrico) non può avere e trasmettere.

Il fuoco da gas naturali della Terra o da idrocarburi aromatici rimane una via di mezzo a livello vibrazionale per la preparazione dei cibi.

Non ci dilunghiamo ulteriormente su questo argomento, il consiglio è sempre quello di sperimentare in prima persona.

Una riflessione conclusiva

Aggiungiamo, infine, una riflessione sulla tendenza attuale all’eliminazione di molti vocaboli da parte delle entità che stanno cercando di gestire le menti dell’umanità.

Termini come razza, maschile, femminile, nero, bianco, marito, moglie, e simili, vengono demonizzati e proibiti a livello politico proprio per imporre un controllo della parte mentale ed eliminare i “contrari” che sono fondamentali per lo sviluppo animico del corpo astrale dell’uomo.

Come ci ricorda uno dei principi base del nostro progetto, Episcienza e Biofotoni:

“Mai forzare qualcuno a seguire le proprie idee e convinzioni, è sufficiente informarlo proponendole, in quanto la crescita avviene dall’interno verso l’esterno”.

D’altra parte, la farfalla nel bozzolo non deve venire forzata a uscire, ne morirebbe; il seme deve germogliare spontaneamente per crescere sano, e forzare il risveglio spirituale in qualcuno che non è pronto ne creerebbe un folle insoddisfatto.

Questo contributo è stato scritto dall’ing. Stefani nel novembre 2024.
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