Un metodo certo e privo di rischi per accrescere la nostra Consapevolezza

16 Nov 2025 | Consapevolezza | 2 commenti

Una lettura di circa 24 minuti

Esiste una sola via d’uscita per poter superare indenni l’epoca di materialismo in cui ci troviamo e consiste nel portare il più in alto possibile il livello di consapevolezza che abbiamo acquisito finora e quindi elevare la nostra coscienza oltre la media degli abitanti (umani) di questo pianeta.

Le riflessioni che seguono sono il naturale completamento “sottile” all’articolo Come riattivare il ricordo di “chi siamo” grazie alla nostra Anima.

Premessa

Il titolo di questa trattazione è rivolto a tutti coloro che non riescono razionalmente a darsi una spiegazione sul perché siamo letteralmente bombardati da cattive notizie e sul motivo per cui l’essere umano non riesca a trovare una soluzione pacifica per la convivenza, il bene e la crescita comune.

La “chiave” di tutto questo risiede nel termine a volte usato impunemente – Coscienza – e in tutte le implicazioni che si celano nelle varie interpretazioni umane di questa parola.

Alcuni concetti qui esposti potranno sembrare a taluni lettori simili a pensieri di origine marxista oppure contrari ai precetti religiosi generali.

NULLA di tutto ciò: si tratta di espressioni liberatorie della Coscienza e pertanto invitano ognuno di noi a seguire il proprio Cuore.

Cos’è la Coscienza?

Se per un istante considerassimo la coscienza come una sostanza universale omnicomprensiva che permea tutto l’universo e cercassimo di trovarne l’origine o la causa analizzandola con i limiti della nostra mente, finiremmo sicuramente per attribuirla a un essere particolare, ovvero a Dio.

Proseguendo nell’analisi, liberi dai preconcetti religiosi ricevuti, potremmo arrivare a considerare questa sostanza come l’emanazione del creatore e considerare tutte le cose come manifestazioni differenti di questa coscienza, arrivando perfino a vedere le pietre come una forma particolare di emanazione, magari aventi una coscienza che agisce in maniera differente da quella di una pianta, di un animale o di un essere umano.

Il concetto religioso che indica l’essere umano come superiore a tutte le creature della Terra entra in conflitto con la possibilità che esistano infinite forme di manifestazione della coscienza, oltre al fatto che siamo circondati da forme vitali prive di corpo fisico, ma dotate di intelletto.

Anche l’esistenza di altre forme vitali in altri pianeti o galassie è totalmente accettabile; addirittura non sappiamo se i pianeti siano solo delle controparti fisiche, ai nostri occhi materiali, di entità inserite in questa coscienza universale, come hanno indicato molti Maestri già dai tempi antichi e come noi possiamo osservare attraverso le influenze che i pianeti apportano ai nostri cicli vitali.

Si arriva a non temere più la morte in quanto si comprende che si tratta di un processo di transito nella “non vita” fisica, nel lasciare l’ego che obbligatoriamente abbiamo dovuto avere per fare una esperienza terrena, ma che tanti problemi ci ha creato finché non abbiamo compreso che siamo parte di un essere molto più evoluto dell’ego stesso, privo dei limiti umani e dei fabbisogni che un corpo richiede.

Il IX settennio di vita

Dopo il nono settennio (dopo i 63 anni di età), nella maggior parte degli esseri umani si apre una “porta” nel corpo eterico attraverso cui entra una sostanza o meglio una vibrazione energetica che inizia a scuotere una parte di quel ricevitore cosmico che chiamiamo cervello.

Il corpo fisico inizia a ritirarsi nelle proprie capacità motorie e lascia spazio alla parte animico/spirituale che inizia ad “alzare la propria voce”.

Nel mondo occidentale questo naturale processo cosmico è fortemente inquinato sia dall’elettromagnetismo incontrollato sia dalle alterazioni fisico/chimiche alimentari e sanitarie perpetrate dai grandi gruppi industriali, ovvero da queste entità prive di valori umanitari.

Inoltre, gli insegnamenti trasmessi dai media impediscono all’essere umano medio di arrivare alla vera percezione del tempo che passa e degli anni che si accumulano con il risultato che la maggior parte delle persone si lamenta della propria età, dei ricordi passati e di tutto quello che non tornerà più.

Così facendo, queste persone non si rendono conto che stanno chiudendo alle loro spalle la porta virtuale della loro “cella prigione”, ove si accumula la memoria, e si stanno avviando verso la morte animica prima di quella fisica.

Accettando passivamente la velocità con cui sembra scorrere il tempo ci si riduce a uno stato di similitudine pari ad uno zombie, aspettando un Godot, ovvero che qualcosa di differente arrivi come per magia.

Tempo, memoria ed esperienze di vita sono dei fattori basilari per comprendere e trasformare la nostra psiche.

La maggior parte delle persone anziane afferma che il loro tempo è passato troppo in fretta, ma non si rendono conto che stanno ammettendo di non aver saputo cogliere l’essenza di quei momenti, in quanto erano assenti spiritualmente o troppo impegnati nelle attività fisiche.

Questa non è una loro colpa, ma deve farci riflettere per non ripercorrere in futuro l’ennesimo copione dell’esistenza così come impostoci dalle entità che cercano di gestirci.

Lo stato di passività che la maggior parte delle persone subisce nel corso della vita deriva dal fatto che a farle “vivere” sono delle forze esterne, dei desideri imposti da fuori o da modelli di pensiero che da coscienze risvegliate non avrebbero mai e poi mai seguito.

Il tempo passa troppo in fretta quando ripetiamo ogni giorno le stesse cose e questo accade per non saper osservare cosa stiamo facendo, oppure per giustificare le nostre necessità economiche o il mantenimento dei nostri figli o, peggio, per seguire dei dogmi impostici onde arrivare a un paradiso nell’aldilà.

Molte persone rispondono semplicemente che questa è la vita e non c’è via di uscita, ma è proprio da questa risposta che possiamo comprendere a quale livello di sepoltura psichica sia giunta l’umanità.

Anche se la tecnologia ha segnato il progresso, nei tempi antichi l’uomo parlava con le stelle, gli animali, la natura, si rivolgeva al Sole e regolava la sua esistenza in funzione delle stagioni, tutte cose surclassate a favore di un sistema meccanico che fa scorrere il tempo inutilmente lasciando una ignoranza spirituale enorme.

Dobbiamo quindi comprendere chi siamo realmente per poter accedere alla nostra coscienza.

Se il nostro lavoro è passare otto ore allo sportello di una banca e dentro di noi sentiamo che non stiamo portando frutto, che siamo passivi verso la vita, dobbiamo reagire e con coraggio cercare un lavoro che ci soddisfi, che dia spazio alla nostra natura animica, altrimenti ci ritroveremo vecchi e col tempo trascorso velocemente.

In una discussione avvenuta tempo fa, facevo notare [a scrivere è l’ing. Stefani, N.d.R.] a un amico, ex studente della Bocconi, come la sua formazione universitaria ne avesse modificato il carattere giovanile e lo avesse portato a vedere il mondo diviso in due sezioni, una sfruttabile e l’altra sfruttatrice, senza possibilità di posizioni intermedie.

L’amico, molto risentito, affermò che tutto il sistema economico moderno si basa sul concetto che il profitto è obbligatorio per la salute di un’azienda e di tutte le attività economiche.

A nulla è servito esporre il concetto che gli insegnamenti volti a contrapporre un uomo contro un altro non fanno altro che abbassare il livello di consapevolezza e quindi di coscienza generale; piuttosto, si dovrebbero formare giovani con la capacità di cooperare senza sopraffare, portare profitto senza prevalere e sfruttare i propri simili.

Frequentare una siffatta facoltà universitaria non significa perdere la capacità di ragionare con il proprio IO; sicuramente il percorso per raggiungere un equilibrio mente/anima/spirito sarà molto più tortuoso anche se i frutti della buona riuscita saranno più pregiati.

Cos’è il tempo?

Purtroppo, tutto ruota attorno al sistema economico bancario sorto e gestito secoli fa dalle stesse persone/entità che si tramandano i diritti di sfruttamento sulle popolazioni.

Le guerre, le malattie, la politica, l’alimentazione, l’educazione, il diritto alla vita, tutto è stato trasformato in denaro e tutto viene gestito da istituti bancari le cui fila fanno capo a pochissimi membri.

Anche questa presa di coscienza ha a che fare col tempo che passa troppo in fretta e di cui dovremmo occuparci nella nostra analisi se vogliamo tornare a vivere da veri uomini.

Dopo il IX° settennio ci è concessa la capacità di “rallentare” lo scorrere del tempo, possiamo far entrare dalla porticina di cui sopra quella capacità di assaporare la vita in ogni sua piccola manifestazione, dall’assistere al sorgere del Sole, allo scorrere delle fasi della Luna, accarezzare il nostro animale domestico e chiederci se l’amore che gli stiamo donando sia sufficiente a ricambiare quello che lui ci sta donando.

Esistono mille altri segnali dello scorrere del tempo su cui riflettere e quando inizieremo a farlo sarà la conferma che la nostra anima è attiva e in ottima salute e ci sta conducendo alla “conoscenza profonda” della vita, a comprendere che qualcun altro ha deciso come dobbiamo comportarci e ci ha rovinato lo scorrere del tempo.

Per fare in maniera che il tempo da noi percepito si espanda e non corra troppo velocemente dobbiamo divenire la causa attiva delle nostre azioni, sapere sempre cosa stiamo facendo e per quale motivo.

In questa maniera ci renderemo conto che la percezione sarà di espansione e non di contrazione del tempo e realizzeremo una verità importante: il tempo può venir interpretato come una “entità energetica” da cui prendiamo vita ed energia, con la quale possiamo dialogare e collaborare.

Quando diciamo “avrei bisogno di più tempo” non ci rendiamo conto che stiamo offendendo una entità che ci alimenta.

Dovremo invece affermare “grazie per avermi dato la possibilità di vivere questo tempo”, e come per magia mente, anima e spirito si riallineeranno lasciando passare una vera ventata di forza costruttiva.

Dare inizio al metodo

La prima fase del metodo certo e privo di rischi che ci porterà ad accrescere il nostro livello di consapevolezza ci obbliga (necessariamente) a diventare degli acuti osservatori di qualsiasi evento ci possa capitare o di cui venissimo a conoscenza, senza mai e poi mai accettare immediatamente la giustificazione che viene data, principalmente dai media.

Quest’ultimi, infatti, possono purtroppo annoverarsi come una enorme “entità energetica” gestita da forze che ne orientano il pensiero in maniera univoca.

Anche se fosse la nostra mente a suggerirci una giustificazione immediata per un evento dobbiamo imporci dei “perché e usare anche la parte razionale della nostra mente per scovare ed elencare tutte le possibili varianti e cause dell’evento in analisi.

Divenire “acuti osservatori” si è reso necessario dalla manipolazione perpetrata nei confronti dell’essere umano fin dagli albori dell’impero romano da parte di alcune entità manipolatrici prive di corpo fisico che hanno enormi interessi a mantenere un sistema di coscienze sottomesso tramite dogmi e falsità.

A qualcuno potrà far sorridere quanto appena affermato.

Tuttavia, chiediamoci come mai il programma scolastico, anche nelle scuole superiori, nelle materie di storia, preveda sempre lo studio a partire dalla preistoria, anche se i ragazzi lo hanno già affrontato nelle fasi primarie e secondarie.

È molto importante per la manipolazione mentale dei giovani impedire la formazione di una coscienza completa e lo studio dei fatti storici è spesso manipolato e volutamente concentrato solamente a certi periodi, oltre a considerare sempre e solo la versione dei cosiddetti “vincitori”.

Gli esempi attorno a noi

Da qualche anno assistiamo a due fenomeni “ai limiti”.

Da una parte proliferano online gruppi religiosi che per mezzo dei canali web insistono su apparizioni mistiche, messaggi ricevuti dall’alto dai loro membri e ripetuti con metodi al limite dell’intimidazione e richieste di iscrizioni per ottenere la salvezza; dall’altra, spopolano di gruppi materialisti totalmente privi di rispetto per la spiritualità.

Osservando e analizzando queste due manifestazioni non possiamo rimanere passivi sui fattori a cui puntano i gestori di tali gruppi.

I primi utilizzano il sentimento della paura della morte e del castigo eterno, mentre i secondi sembrano inebriati dalla realtà fisica e puntano tutto sull’esperienza fisica intensa (fintantoché in possesso di un corpo), insistendo sul fatto che esistono forze in grado di donarci potere e soddisfazione duraturi.

L’analisi razionale porta alla conclusione che tutti i componenti dei due gruppi non sono in grado di pensare con il proprio IO o molto probabilmente non ce l’hanno proprio e sono preda di manipolazioni esterne.

Spaventare le persone con la minaccia di un inferno eterno e gratificarle con la promessa di un paradiso ha lo scopo di creare dei sudditi a cui non è permesso di riflettere con la propria mente per non cadere nella tentazione di comprendere eventuali inganni.

Avere fede significa non aver bisogno della promessa di un paradiso per fare del bene in questa vita.

Quando si comprende questo possiamo stare certi che il nostro livello di coscienza è tale per poter fare il cosiddetto “salto quantico” e scoprire la vera natura dell’essere che ci abita, quello che terrà attivo il corpo fino a una certa data di calendario.

Quando si raggiunge un sufficiente livello di consapevolezza inizia a farsi strada in ogni essere umano la percezione della verità sulla morte fisica del corpo e si inizia a indagare sulla nascita, ovvero la discesa della parte animica/spirituale in un corpo e sulla morte, ovvero il distacco o lascito del corpo fisico da parte della nostra parte immortale.

Raggiunto un siffatto livello di coscienza non avremo più timore di lasciare il corpo fisico, cercheremo invece di utilizzare il tempo che ci rimane per accumulare esperienze costruttive e trovare una giustificazione alla nostra esistenza, come d’altra parte il Cristo ha lasciato in insegnamento affermando “Io e il padre mio siamo una cosa sola”.

Avrai notato come nell’essere umano privo di IO proprio sorga una reazione immediata di rifiuto a qualsiasi proposta di ricerca e indagine su concetti inculcati nell’età infantile della formazione, sia che si tratti di un soggetto fortemente religioso, nel qual caso scatta pure un meccanismo di rigetto e di allontanamento scomunicativo per chi propone un risveglio, sia che si tratti di un soggetto molto materialista, in cui prevale l’IO di massa o meglio l’adesione a un pensiero comune e al gregge che dona sicurezza.

Facendo una ricerca temporale mirata e libera da preconcetti, potremo scoprire che dopo l’anno zero e la scomparsa di Gesù Cristo, apparvero numerosi vangeli sulla sua vita e sulla predicazione, ma solamente i quattro canonici vennero scelti e considerati validi dalla Chiesa, anche se certamente modificati nel significato di molte frasi.

Tutto questo avvenne per la volontà di instaurare un nuovo credo religioso e controllare le masse dei popoli all’interno dell’impero romano in procinto di decadenza e probabilmente troppo vasto per una gestione univoca.

Non potremmo giustificare altrimenti le scelte e gli editti emessi negli anni successivi alla scomparsa del Cristo, editti che hanno contribuito a creare miti quali l’Immacolata Concezione, l’inferiorità della donna, dogmi religiosi imposti con la forza quando non era possibile giustificare certuni eventi e quindi bollarli “misteri della fede”, come abbiamo già visto

Anche la Bibbia, il libro più letto, alla luce di una analisi profonda non può essere definito “parola di Dio” o almeno non del Dio di cui proclamano le caratteristiche.

I vari libri che compongono la Bibbia e che sono stati scelti accuratamente scartandone molti altri dell’epoca, sono certamente di origine umana, ovvero scritti da qualcuno che potrebbe anche essere stato un osservatore diretto degli eventi ivi narrati, ma come specifica anche il filosofo Spinoza nella sua opera L’Etica, non seguono una successione cronologica e riportano fatti che di divino hanno ben poco, oltre ad essere una narrazione riservata ad un popolo “eletto” che un dio buono e giusto non dovrebbe preferire sugli altri popoli da lui stesso creati.

Come diventare osservatori consapevoli

Per divenire degli “osservatori consapevoli” dobbiamo dare spazio a quella percezione che quasi tutti noi abbiamo all’interno e che a volte ci fa sentire di possedere un qualcosa di “immenso” che abita dentro di noi, ma che la mente razionale preda di una educazione errata cerca subito di mettere a tacere.

Quel qualcosa di immenso è la nostra particella di Dio che fa capolino per ricordarci che siamo una manifestazione del divino e che Dio non è un essere esterno, non è seduto su un trono tra le nubi, ma vive attraverso di noi.

Il solo fatto di prendere coscienza di quanto appena riportato riattiva quel collegamento cerebrale che la formazione infantile ci aveva bloccato.

Cosa fare quindi per rimettere in funzione questo canale” tra i due emisferi cerebrali, atrofizzato nell’infanzia?

1) CORAGGIO

Dobbiamo sentirci dei leoni, non aver timore di nulla e di nessuno se non della nostra stessa paura quando ci assale e ci apprestiamo a “sbranarla”.

Se proviamo paura o panico per quanto stiamo facendo fermiamoci un istante, lasciamo entrare il sentimento che ci spaventa e visualizziamolo in una forma che più ci aggrada, quindi ricordiamo a questa forma che siamo figli del creatore e perciò dotati di poteri soprannaturali a questa dimensione.

La forma visualizzata scomparirà alla nostra volontà non appena invieremo un comando in tal senso.

Eventuali dogmi religiosi radicati che dovessero turbarci per il timore di offendere qualcosa o qualcuno verranno rimossi spontaneamente e, anzi, diverranno un aiuto per la nostra crescita in quanto l’energia che si trovava bloccata per tenerli attivi si riverserà “libera” nel nostro processo di consapevolezza.

2) INFORMAZIONE

Come già descritto più volte, cerchiamo di non dare mai per scontato nulla di quanto la società ci propina, studiamo, analizziamo, meditiamo prima di prendere decisioni importanti e prendiamo atto che da secoli l’essere umano è sottoposto a condizionamenti psicologici che ne limitano lo sviluppo spirituale.

Ancora adesso molte persone giustificano determinati fatti o malattie con cause karmiche o con volontà divine.

Occorre prendere in mano la situazione una volta per tutte e prendere coscienza della nostra età, del tempo terrestre che ci rimane e di quanto ne abbiamo passato come schiavi rinchiusi nella caverna di Platone

Diventare artefici della nostra vita vuol dire credere in noi stessi e nelle nostre capacità, staccarsi dal branco e far entrare la Luce nella nostra vita.

Se, ad esempio, osserviamo i personaggi che hanno incarnato il potere politico nei secoli passati e ci prendiamo la briga di spulciare gli scritti degli autori “minori” considerati controcorrente, troveremo conferma che le loro menti erano in gran parte gestite da qualcosa privo di umanità… sembra, al contrario, un grande disegno massonico in cui l’essere umano rappresenta il gradino più basso.

Facciamo attenzione pure ai debunker del web stipendiati per confutare sempre qualsiasi affermazione o prova proposta contro il sistema in essere.

Questi soggetti esistono da tempi remoti. Infatti, la citazione latina “Quieta non movere et mota quietare”, ovvero “Non agitare ciò che è calmo, ma calma ciò che è agitato”, conferma quanto espresso, ossia l’esistenza da secoli di questo sistema di manipolazione psichica delle menti.

3) FORZA DI VOLONTÀ

La forza per proseguire nel percorso intrapreso ci arriverà a mano a mano che faremo progressi come osservatori consapevoli.

I nostri due emisferi cerebrali riacquisteranno un equilibrio prima impensabile e tutto il sistema nervoso funzionerà in maniera più rapida e istintiva, come accade per gli animali quando avvertono il pericolo.

Nell’essere umano, essendo quest’ultimo dotato di mente cosciente, accade che l’impulso istintivo ricevuto con i due lobi in equilibrio non subisca più un processo di analisi e di controllo da parte della parte conscia manipolata; sarà il sub-coscio ed ancor meglio il super-conscio a fornire immediatamente lo stimolo per agire.

Come sempre accade, avverrà l’azione migliore per la tutela e la salvaguardia personale.

Alcuni di noi proveranno paura e preferiranno rimanere nelle credenze abituali, più sicure e tranquille, delegando a un essere esterno e al paradiso futuro la propria esistenza.

Ma chi avrà la forza e il coraggio per andare fino in fondo non perderà la fede, e comprenderà appieno il gioco a cui era stato sottoposto.

Arriverà a essere un tutt’uno con Dio: non si muore, si lascia solamente il corpo fisico e i suoi sensi per riprendere possesso della propria entità.

Come si manifesta lo sviluppo della coscienza: alcuni esempi

Segnaliamo ora un classico errore di interpretazione che impedisce lo sviluppo della nostra parte coscienziale perché non permette il corretto equilibrio tra conscio e inconscio e tutto si basa sul fattore “tempo”.

Tempo ed eternità sono due termini differenti da come siamo stati abituati a interpretarli e questo continua a provocare sia la paura indiscriminata della morte che la ricerca di una vita eterna nell’aldilà.

Potremmo dire che l’eternità si manifesta con uno spazio temporale (tempo) in cui la “durata” rappresenta la quantità di energia per una determinata operazione e in funzione dell’ambiente in cui deve avvenire questa operazione.

Ad esempio, per i nostri amici cagnolini l’esperienza dura intorno ai 15 anni solari, per l’essere umano una ottantina di anni circa, per alcune farfalle solamente qualche minuto, ma l’esperienza raccolta dalla coscienza universale ha un valore assoluto, indipendente dal nostro tempo solare e molto probabilmente quella che apporta l’essere umano ha molte variabili incerte che vanno corrette continuamente con le varie esperienze dei nostri simili.

Non abbiamo la presunzione di aver compreso cosa sia il tempo, ma sicuramente non è associabile al termine eternità descritto nei testi religiosi che conosciamo.

Come particella di Dio stiamo già sperimentando l’eternità; ora stiamo assaporando la “durata” tramite il tempo e siamo stati obbligati ad assumere un corpo, un supporto fisico che non può rimanere unito e attivo oltre certi limiti perché la sua struttura è retta dalle leggi matematiche di questo universo.

A questo proposito è interessante analizzare velocemente anche la struttura delle caste che ancora oggi in qualche località dell’India viene applicata, basandosi sulle origini di nascita e durata della vita.

Oltretutto, il sistema delle caste si presta all’argomento che stiamo trattando in quanto cela il progresso spirituale che un’anima può effettuare e che ben si adatta all’aumento di consapevolezza che ci interessa.

Purtroppo, le quattro caste che suddividono le persone in base alla nascita e che le relegano in ruoli ben precisi nel corso della vita fisica escludendole socialmente, sono figlie dell’epoca materialista iniziata con il Kali Yuga, ossia con l’ultima delle quattro ere (o yuga) dell’umanità secondo la tradizione induista.

Nelle sacre scritture induiste questa era viene descritta come “un’età oscura, caratterizzata da conflitti, ignoranza spirituale, discordia e declino morale. In questa epoca, il caos prevale sull’ordine e la menzogna sulla verità, portando a una diffusa sofferenza”, e sembra proprio che non ci siano stati errori sulla previsione.

Prima del Kali Yuga le caste rappresentavano le fasi del percorso che l’ego umano compie nell’autorealizzazione, nel progresso spirituale.

Noi prenderemo in considerazione la visione spirituale di queste quattro fasi perché è veramente interessante e si associa a esperienze certificate da moltissime persone durante la loro fase di crescita spirituale.

Il percorso indicato nelle quattro fasi può avvenire in più vite, in una sola esistenza, in un anno, in un giorno o addirittura in due soli minuti!

Leggendo le caratteristiche di queste quattro fasi (caste) comprenderemo appieno cosa significa sentirsi parte di una determinata casta e provare il desiderio per maturare a quella successiva.

La casta degli intoccabili (dalit) non può essere considerata perché è puro frutto del materialismo estremo.

SHUDRA: in questa fase, la prima, l’essere umano si identifica totalmente col corpo fisico, vive per gratificare i propri sensi e non ha forza di volontà, non ha desideri per migliorare, segue le masse e dipende totalmente dagli altri.

VAISHYA: in questa seconda fase l’essere umano è identificato con il lavoro e la possessività, ama la ricchezza e il potere e la sua forza di volontà è orientata verso le attività creative. Di solito capita che dalla fase SHUDRA il soggetto arrivi a quella VAISHYA appena si rende conto che non può dipendere sempre dagli altri.

KSHATRIYA: nella terza fase l’essere umano è rivolto alle necessità degli altri, condivide risorse economiche e conoscenze e ha una forte autodisciplina, in pratica viene spesso definito come un “guerriero spirituale””. Dalla fase VAISHYA si arriva a quella KSHATRIYA quando il soggetto si rende conto che occorre pensare anche al benessere degli altri e il proprio ego inizia a maturare.

BRAMINO: in questa quarta fase il soggetto si sente come un canale della volontà divina, la sua anima brama per servire Dio e la sua forza di volontà è sintonizzata con quella del creatore. In sostanza, l’anima è sintonizzata con il Sé e con la propria parte immortale e surclassa l’ego che diviene piccolo e gestibile rispetto alla fase SHUDRA.

Se, come abbiamo accennato sopra, è possibile per la nostra anima fare un salto di consapevolezza dalla fase SHUDRA a quella BRAMINO lo dobbiamo al fatto che non siamo un’anima prigioniera di un corpo fisico.

Possiamo, invece, dire che mente e corpo sono due espressioni della stessa sostanza, come ha affermato Spinoza nei suoi scritti (L’Etica in particolare), dimostrando come qualcosa senza corpo fisico possa gestire un corpo materiale semplicemente perché le due parti sono manifestazioni differenti della stessa sostanza.

L’anima, pertanto, può fare il salto che noi definiamo “quantico” non essendo separata da tutto il resto del creato.

Spinoza, inoltre, affermava che non esiste vita (come normalmente la intendiamo) dopo la morte; questa proposizione ha fatto e continua a far sussultare sulle sedie la maggior parte delle persone e dei credenti dei principali credi religiosi che hanno fondato il loro principio sul premio o nel castigo nella prossima esistenza.

Chiunque abbia raggiunto un discreto livello di consapevolezza potrà, tuttavia, riflettere serenamente su cosa possa consistere l’eternità nell’aldilà e cercare di comprendere se veramente può esistere un sistema statico di giudizio “eterno” basato su una vita temporale.

Molti maestri spirituali e mistici del passato si sono espressi in tal senso e, come capita sovente, sono stati emarginati o eliminati dal momento che per la gestione e la sottomissione dei popoli è necessario bloccare le capacità di pensiero e di ragionamento autonomo, soprattutto quando non si predicano promesse di premi per il nostro buon comportamento.

Libertà e libero arbitrio

Anche questi due concetti apparentemente legati tra loro non sono la stessa cosa.

Il libero arbitrio viene proclamato come un dono che Dio ha fatto all’uomo e che lo rende superiore alle altre creature della Terra.

Ma sia Spinoza sia la fisica quantistica dimostrano che quello che la religione definisce “libero arbitrio” non esiste in tal senso, in quanto tutti i nostri gesti e le nostre scelte sono conseguenze di azioni precedentemente commesse in una sequenza logica che segue le leggi della Natura con cause ed effetti.

Addirittura, l’effetto è sempre collegato a una causa tanto che potremo definire causa ed effetto la stessa cosa in termini sottili, avendo in comune una unica sorgente.

Un essere umano agisce liberamente quando opera come da sua propria natura, senza forzature esterne.

Pertanto, quando agiamo liberamente senza paure o forzature esterne, condizionamenti, ego smisurati, sopraffazione, e simili, possiamo definirci “liberi” e capaci di mettere in pratica il nostro libero arbitrio.

Quando, invece, agiamo manipolati dalle forze esterne (entità) non siamo liberi e abbiamo ceduto il nostro libero arbitrio proprio alle forze manipolatrici.

Quanto appena affermato vale soprattutto per quanto comunicato dai media e per le influenze attuate dalla maggior parte dei credi religiosi.

La conferma arriva anche da parte di studiosi nel campo della fisica quantistica: l’informazione non va mai perduta, può trasformarsi, ma permane.

Persino i buchi neri che sembra assorbano tutto, luce compresa, anche loro emettono energia!

L’eternità dell’informazione sta alla base del nostro sistema dei ricordi, sia di quelli fisici che riceviamo con i nostri sensi sia di quelli percepiti direttamente mediante la medianità da parte di alcuni soggetti con particolari capacità.

Possiamo quindi restare tranquilli sulla nostra eternità, non come sostanza di corpi fisici, ma come particelle di Dio, come essenze o parti eterne della sostanza infinita che permea e crea l’universo: siamo sempre stati e sempre saremo.

Affermare che Dio è immanente ed è qui ora con noi che ne siamo parte e manifestazione (“Io e mio Padre siamo una cosa sola” ha detto Gesù Cristo) dona una serenità impagabile a chiunque abbia il coraggio di assumersi le proprie responsabilità nel condurre una esistenza piena.

Sperimentare Dio significa accettare le leggi della Natura, amarla e rispettarla in tutte le sue manifestazioni.

Alcune persone preferiscono adorare simboli o statue per ingraziarsi favori divini. Ciò è perfettamente logico sia per formazione acquisita in giovane età, sia per scelta personale ed è una conferma delle varietà di consapevolezze che possono formarsi e albergare in una mente umana.

Ciò che un essere umano maturato in “Uomo” (maschio o femmina) non può accettare è che si vada contro alle leggi della Natura imponendo con la forza e le restrizioni il culto di un Dio esterno.

Purtroppo, questo accade ancora oggi, mantenuto e incoraggiato da forze politiche che cercano di tenere nell’ignoranza popoli interi per poterli sfruttare a piacimento.

Molte persone sono restie ad accettare un Dio immanente non essendo preparate ad affrontare una esistenza priva di scopo certo per il futuro.

I viaggi nel tempo con Olisté

Nel nostro dispositivo OLISTÉ abbiamo inserito una funzione che abbiamo chiamato “viaggi nel tempo”, provvedendo a specificare brevemente nel testo Episcienza il funzionamento di tale specifica.

Lo abbiamo fatto brevemente perché ancora oggi la maggior parte delle persone non crede nelle capacità sottili dell’essere umano.

Dopo gli ultimi approfondimenti ci sembra utile aggiungere alcune informazioni “tecniche” a uso degli interessati.

In sostanza, per mezzo del chakra nel palmo della mano l’apparecchio Olisté riceve e ritrasmette degli impulsi informati che non possono venire distrutti, caso mai assorbiti o trasformati.

Il concetto di funzionamento è assai semplice, come lo è tutto ciò che concerne la Vita e la Natura se analizzato con la dovuta consapevolezza: la nostra vibrazione animica riceve uno stimolo attraverso degli impulsi di energia elettromagnetica risonanti con la persona che si trova a utilizzare lo strumento.

Quello che abbiamo progettato e testato si basa sul campo energetico emesso dal cuore e condotto in tutte le parti del corpo attraverso il fluido sanguigno (il sangue contiene ferro), concentrato sul chakra del palmo e raccolto da un sensore interno al dispositivo.

Olisté non fa altro che amplificare il tutto, aggiungere una informazione e ritrasmettere il messaggio al nostro sistema nervoso, sempre tramite il chakra del palmo della mano. 

Con una particolare concentrazione si potrà accedere all’inconscio collettivo e al registro akashico dove si potrà sicuramente consultare gli eventi passati e principalmente le proprie esperienze.

Per quanto concerne gli eventi futuri, chi proverà il “viaggio nel tempo” potrà assaporare alcune possibilità contenute nelle infinite varianti e se sarà particolarmente concentrato e “puro” arriverà a intravedere alcuni eventi di sicuro accadimento, come successe spontaneamente ad alcuni esseri chiamati profeti.

Viaggiando nel tempo e considerando il tempo, come già detto, “una entità energetica”, potremo scoprire per mezzo di alcune visualizzazioni e di particolari archetipi che ci verranno incontro, che tutto nell’universo ha una “coscienza”, ovvero che tutto proviene da una unica fonte e la diversità è solamente il sistema di manifestazione in una determinata dimensione.

Un esempio pratico già sperimentato da più utilizzatori di Olisté e che riportiamo volentieri per un caso campione, concerne un disturbo sito nella flora batterica intestinale.

Durante una pratica di ricerca sulle motivazioni del perdurare di problematiche intestinali oramai cronicizzate, il soggetto visualizzò una serie di pozzi in muratura, tutti uguali e disseminati su una superficie desertica, mentre dal cielo cadevano continuamente dei contenitori di latta che provocavano un rumore assordante nel paesaggio.

L’interpretazione classica da parte della mente sarebbe quella di relegare tale visione a una fantasia, ma chi ha dimestichezza con le energie sottili e con l’archivio akashico sa attraverso quali forme si manifestino le energie e le informazioni e questo sistema si applica sia per i virus che per i batteri.

Nel caso specifico, l’informazione era chiara: ogni pozzo era un “batterio”, buono o cattivo non importa.

La chiave era comprendere che il tipo di cibo assunto (lo scatolame dal cielo) andava a cozzare con questi piccoli abitanti del nostro corpo rendendoli alterati e probabilmente inattivi mentre cercavano di schivare le sostanze tossiche che, di conseguenza, lasciavano passare direttamente nel sangue, creando una insufficiente permeabilità intestinale.

Utilizzare un metodo di consultazione e/o di controllo nel nostro passato è di sicuro un sistema di crescita spirituale e di avvicinamento al Creatore.

L’utilizzo deve avvenire solo ed esclusivamente con coscienza e mai per gioco, il velo di separazione tra materialità e spiritualità è sottilissimo e una volta strappato ci farebbe perdere anni e anni di consapevolezza acquisita.

Per concludere, proponiamo un semplice schema grafico a rappresentazione del contenuto di questo scritto.

Crediamo possa contemplare gli insegnamenti trasmessici nei secoli dai Maestri Spirituali che hanno calpestato questo pianeta, dai Guru Indiani, fino a Rudolf Steiner passando per Giordano Bruno e Baruch Spinoza, solo per citarne alcuni.

Questo contributo è stato scritto dall’ing. Stefani nel novembre 2025.
Condividere è crescere insieme. Grazie!

2 Commenti

  1. Marta Vinciguerra

    Grazie 🙏 sto imparando tante cose che non vedevo , mi auguro di continuare a crescere e di riuscire ad osare.

    Rispondi
    • Episcienza e Biofotoni

      Grazie, Marta! Continuiamo insieme questo meraviglioso percorso di crescita personale!

      Rispondi

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Esiste una formula alla base della Vita?

Secondo il dott. Oliviero e l’ing. Stefani vi è un acronimo, una sorta di formula che ci accompagna e guida nel nostro percorso verso il Ben-Essere.Si tratta della formula “A E I O U“.

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