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Come vivi la tua età anagrafica?

Come vivi il passare degli anni?

Oggi vogliamo riflettere su quanto lo scorrere naturale degli anni biologici sia stato demonizzato nella nostra epoca.
Non ti sembra sia visto come un fattore debilitante e da evitare a tutti i costi?

Dai prodotti di eterna giovinezza alle parole usate nel discorso pubblico: l’ottica materialistica ci impone di rimandare il più possibile l’incontro con il tempo che passa.

Qual è lo scopo di questo articolo?

Vogliamo dimostrare come possiamo amare la Vita cercando di restare in questo pianeta il più lungamente possibile, magari in buona salute e al tempo stesso provare certezza e desiderio per la prossima dimensione.

Veniamo educati a considerare la nascita come una porta d’entrata e la morte come una d’uscita, ma la Vita in questo pianeta potrebbe anche essere una caverna in cui entriamo col concepimento, la percorriamo fin dove concessoci e poi via, attraverso l’uscita, nuovamente tra le stelle…

Il segreto è la Libertà

C’è un segreto che viene volutamente celato all’essere umano che vuole diventare “uomo“.

Per scoprirlo necessita di un po’ formazione e di una scelta personale. Non appena quest’ultima viene attivata, essa risulta inarrestabile e consente la maturazione della Coscienza e la visione del fine della vita come una naturale conseguenza per intraprendere nuove esperienze.

Questo “segreto” si chiama Libertà e vedremo a breve perché e come dobbiamo adoperarci per attivarlo.

Per prima cosa cerchiamo di comprendere il significato del nostro “invecchiare”, dobbiamo capire cosa significhi davvero diventare anziani e vecchi, al fine di poter riconoscere dentro noi stessi la motivazione di questo processo, motivazione che cela un messaggio importante.

Quando osserviamo il mondo circostante ci rendiamo conto che tutto ciò in cui è presente la vita è soggetto a invecchiamento, compreso il cosmo stesso, di cui noi siamo una creazione.

Dobbiamo superare quindi un primo tabù, che corrisponde alla regola base per la presenza su questo pianeta: tutto ciò che nasce è destinato a morire.

A ben guardare, tale espressione non è del tutto corretta; dobbiamo intenderla in maniera più approfondita considerando che tutto si trasforma, non c’è solo la morte.
La morte è un evento necessario per consentire il proseguimento di altra vita.

Non fermiamoci solo al corpo fisico, ma integriamo una visione olistica dell’essere umano.
Inizieremo così a comprendere che invecchiare corrisponde a trasformarsi ed evolvere e, pertanto, anche il momento del varco della soglia non rappresenta che il superamento di una precedente condizione.

È proprio considerando che ogni vita non può cessare con la morte che possiamo caricarci di gioia sapendo che ogni esistenza è stata e sarà sempre diversa dalle precedenti.

Questo concetto non si oppone a certi dogmi espressi contro la reincarnazione da parte delle confessioni maggioritarie, apre, invece, una via di meditazione e di crescita spirituale permettendo a ogni “uomo” di confrontarsi con sé stesso.

Come raggiungere la Libertà?

Per partecipare al gioco della Vita vi è una necessità da rispettare, come ci raccontano i nostri progenitori in millenni di storia tramandata.

Metti da parte per un istante le tue convinzioni religiose e rifletti sul fatto che l’essere umano è composto da un elemento corporeo/fisico (il contenitore) e due elementi animico/spirituali (non visibili, ma percepibili).

La nascita avviene tramite un atto corporeo/fisico, un atto d’Amore.
La dipartita avviene tramite una “uscita” animico/spirituale; hai presente l’espressione “lasciare il proprio corpo”?

Focalizzati ora sul momento della dipartita.
Magari riporta alla mente quei momenti condivisi con dei tuoi cari, se ti è capitato e hai avuto la possibilità di assisterli negli ultimi istanti.

È fondamentale comprendere che se abbiamo coltivato la nostra libertà nel periodo tra la nascita e l’ora ultima potremo affermare di essere una entità libera che può trasmutare il corpo fisico in anima e spirito.

Cosa significa in pratica?
Poter lasciare questa dimensione perché completamente liberi in coscienza.

Nascita e morte: Amore e Libertà
Potremo spingerci ad associare la nascita e il buon vivere all’Amore, mentre la morte e il distacco dal corpo alla Libertà.

Amore e Libertà, due fattori chiave per una buona e felice Vita.

Per il pensiero scientifico nascita e morte sono visti come processi naturali e gran parte della scienza tende a voler gestire la vita credendo che la salute del corpo sia la sola necessaria per portare a termine un’esistenza.

Sono stati creati automi e viene applica l’intelligenza artificiale un po’ ovunque, presentandola come indispensabile allo sviluppo e alla evoluzione dell’essere umano.

Ma non ci rendiamo conto che l’essere umano sta involvendo, che la mancanza di spiritualità sta portando le persone a non sforzarsi di fare nulla… molti ragazzi hanno difficoltà a fare semplici calcoli matematici e sono immersi nel mondo delle app, pensando che tutto debba svolgersi in un mondo virtuale.

La scienza parla sempre e solo di forze naturali, di energie tangibili, mentre per poter assaporare la nostra libertà, dobbiamo considerare le forze cosmiche spirituali che ci hanno permesso di nascere e che ci permetteranno di ritornare nei mondi sottili.

L’uomo per definirsi tale deve aver raggiunto la Consapevolezza di essere libero, senza paura della morte, cosciente che lascerà questa dimensione perché è un suo diritto avendo completato e dato il massimo al programma che si era imposto prima di nascere.

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Il rapporto tra corpo fisico e corpo spirituale

Ogni percorso di vita su questo pianeta porta un’evoluzione verso stati di coscienza sempre più elevati e ciò avviene in quanto dobbiamo scontrarci con ostacoli fisici e sensibili.

Il nostro IO cresce a mano a mano che il corpo fisico viene degradato, in pratica nulla va perduto, tutto si trasforma e ciò vale anche nei mondi spirituali.

Come trovi ben argomentato in Episcienza, sappiamo che l’essere umano è composto da un contenitore, il corpo fisico, e da altre tre entità che ne consentono l’esistenza:
– corpo eterico
– corpo animico
– corpo spirituale.

Con il passare del tempo il corpo fisico, il nostro contenitore, invecchia e diventa sempre più fragile, mentre il corpo eterico, cioè le forze che formano il corpo fisico, diventa sempre più forte e vigoroso.

Questo fatto si manifesta in forma sensibile verso i 35 anni di età ed è inarrestabile.

Se iniziassimo a interessarci allo Spirito intorno ai 35 anni avremmo delle opportunità enormi e potremmo comprendere di avere possibilità che prima non avevamo proprio perché il corpo fisico non poteva concedercele.

Il metodo è quello di “guardarci dentro”, sviluppare pensieri forti e sani staccandoci dalla materialità pura.

Se consideriamo l’uomo come un essere spirituale in un corpo fisico, comprendiamo immediatamente che è solo il corpo fisico a invecchiare, mentre la nostra parte spirituale ringiovanisce sempre più.

Possiamo affermare che il nostro corpo eterico viene al mondo già vecchio, cede tutto al corpo fisico giovane e al giro di boa i ruoli si invertono fino a ritrovarci con un corpo eterico giovanissimo nell’istante in cui varchiamo la soglia.

Come educare a invecchiare

Il modo più immediato per accorgersi che quanto esposto prima ha valore lo troviamo nelle parole pronunciate da Rudolf Steiner in una conferenza del 1923: “Dobbiamo educare in modo che l’uomo diventi capace di invecchiare”.

Dobbiamo, inoltre, acquisire la “dignità della vecchiaia”, fattore che viene spesso negato da una visione materialistica.

Nonostante alcuni tentativi controcorrente, che si trovano perlopiù sui social, ancora troppo spesso vediamo su TV e giornali, e nelle classiche pubblicità, corpi giovani e belli.
I mestieri considerati umili o pesanti vengono nascosti e di fatto viene mostrata una società suddivisa in caste, financo in base all’età.
Uno dei più recenti esempi è stato lo spot del Parmigiano Reggiano.

Se apprendi come invecchiare nel modo corretto potrai godere di una particolare giovinezza anche da vecchio.

La prima cosa da fare è prestare attenzione al materialismo, un’anima pigra farà invecchiare precocemente il proprio contenitore e non c’è di peggio che allontanare la nostra parte animica per far spazio solo alla vita materiale.

Quando abbiamo analizzato alcune parole di Dante nella Divina Commedia abbiamo accennato alla sorte degli abitanti della città di Dite (Epicurei); questi avevano rinnegato la parte animica, la pena inflitta, seppur simbolica, illustra pienamente il ruolo e la funzione della nostra Anima.

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Alcuni esempi di invecchiamento precoce
Mantenersi giovani per tutta la durata della vita implica la Volontà Cosciente di rimanere interessati ad apprendere sempre cose nuove, a chiedersi “perché” fino ai nostri ultimi giorni.

Questa è una regola primaria per consentire alla nostra parte animico/spirituale di svolgere pienamente il proprio ruolo e garantirci un corpo eterico sempre più in forma.

I comportamenti di molte delle persone che ci circondano sono esempi evidenti dei danni creati da un eccessivo materialismo. Si sta verificando sempre più anche tra i giovani.

Alcuni ragazzini di 10-12 anni, pur esprimendosi come giovani adulti, hanno perso espressività, la loro voce è spenta e priva di entusiasmo. Ti è mai capitato di notarlo? Magari hai dei nipoti, dei vicini o magari ti capita di vederlo nei tuoi figli…

Come ci raccontano i giornali e i dati ufficiali (un esempio qui), i consumi di alcool e sostanze stupefacenti tra i giovanissimi è in aumento.

Succede anche perché la realtà materiale non può fornire ciò che la parte animico/spirituale avrebbe consentito se avessero avuto una educazione corretta e consona allo sviluppo interiore.

Puntare tutto sulla parte esterna, sull’apparire più bravi, sul prevalere sugli altri, sulla conquista a scapito del prossimo fa parte della cultura materialistica.

Molte università, in particolare quelle a indirizzo economico e politico, formano i giovani inquadrandoli in questi parametri e i risultati sono sotto gli occhi di tutti: esseri umani (non uomini) che calpestano i propri simili.

Un altro fattore che sta danneggiando molti giovani, nella prospettiva di un corretto invecchiare, si cela nella visione prolungata, e quasi esasperata, di filmati: le immagini meccaniche che ci scorrono davanti agli occhi sottraggono le esperienze immaginative che la psiche del ragazzo dovrebbe sviluppare per una corretta formazione e crescita.

Quando osserviamo un film o un filmato abbiamo l’impressione di partecipare noi stessi alle scene e di comprendere il contenuto dei messaggi. Questo causa spesso una autosufficienza informativa e non stimola la Volontà Cosciente a ricercare, per mezzo del pensiero, la crescita interiore e i valori propri a noi consoni.

L’importanza dei gesti

Un ulteriore esempio ci giunge sempre dalle riflessioni di Rudolf Steiner.

Steiner afferma che i bambini che hanno imparato da piccoli a pregare e a congiungere le mani hanno la possibilità di benedire quando saranno nella loro vecchiaia e la loro benedizione avrà un significato diverso da quella di una persona di mezza età.

Prova a rifletterci: possiamo associare questo fatto al nostro corpo eterico che si ringiovanisce e rinvigorisce sempre più e se associato a un essere con buone qualità spirituali corrisponde a una fonte di energia rigenerante che ci invade.

Le mani congiunte in preghiera durante la gioventù diventano mani benedicenti in vecchiaia.

Tutto, infatti, cambia quando “studiamo” per mezzo del linguaggio dello Spirito l’evoluzione dell’essere umano dalla nascita sino alla sua dipartita.

Gli scienziati che cercano di replicare la vita umana per mezzo di sistemi meccanici e chimici non considerano affatto cosa accade al neonato a livello sottile, proprio nei primi istanti dalla nascita.

Quando il bambino viene alla luce possiede un cervello molto indifferenziato che si formerà successivamente con il passare del tempo.

Questa formazione avviene da un lato sotto l’influenza delle forze cosmiche e dall’altro sulla base delle informazioni ricevute e assimilate dai propri simili e/o dai genitori.

Per i primi sette anni il bambino è molto soggetto all’azione cosmica, azione che nei successivi sette anni, fino a circa il quattordicesimo, comincia a scemare fino alla preparazione per l’attività sessuale.

Nello schema seguente trovi una sintesi dei periodi “specchio” della vita.

Corrispondenze dei settenni nel corso della vita:

0-7 / 56-63 > dai 56 anni ai 63 anni si possono comprendere gli eventi dell’infanzia
7-14 / 49-56 > dai 49 ai 56 anni si possono comprendere gli eventi prima della maturità sessuale
14-21 / 42-49 > dai 42 ai 49 anni si possono comprendere gli eventi dopo la maturità sessuale
21-28 / 35/42 > dai 35 ai 42 anni si possono comprendere gli eventi dopo la maggiore età (IO)

28-35 > in questo periodo le esperienze vissute si comprendono immediatamente (equilibrio tra comprendere e pensare)

Dai 63 anni in poi l’uomo deve essere “saggio” e quindi deve attingere allo Spirito poiché ha maturato la capacità per “comprendere” molte cose.
Purtroppo, non avviene per tutti, ma solo per quegli esseri che si impegnano ad applicare la Volontà Cosciente.

Dopo i 63 anni circa, iniziano gli “anni regalati” in quanto non più soggetti al rigore delle leggi planetarie.

Steiner afferma: “Da giovane l’uomo pensa, da vecchio comprende.”

I segreti si svelano solo allo sguardo retrospettivo, per questa ragione occorre imparare a invecchiare per poter scoprire tutti i nostri segreti sull’esistenza condotta e prepararsi al futuro.

Lo schema sopra riportato ci permette di comprendere in maniera rapidissima le due fasi specchio della Vita, il “giro di boa” intorno ai 35 anni, i settenni chiave che corrispondono alle fasi esistenziali e sono collegati alle sfere planetarie, non come si intende attualmente con gli oroscopi, ma in forma sottile (e dimostrabile per chi voglia approfondire lo studio dei mondi sottili).

Nei tempi antichi era naturale considerare sagge le persone invecchiate in quanto l’esperienza di vita era sempre accompagnata da una corrispondente formazione spirituale, anche nei casi di individui costretti a compiti molto duri e materiali.

Nella nostra epoca, purtroppo, la carenza di formazione spirituale e la materialità assoluta impediscono alla maggioranza delle persone che invecchiano di maturare e sviluppare una forma di saggezza, poiché il sistema di controllo ha spesso delegato alle macchine quella capacità di analisi ed evoluzione che spetterebbe all’essere umano.

Capita di imbattersi in persone anziane, ma anche in persone non ancora avanti con l’età, ridotte a veri zombie perché non hanno alcuna vivacità spirituale.

Rudolf Steiner le chiama “mummie”: hanno perso l’elasticità mentale e sono piombati nella “routine di pensiero” come degli “automi intellettuali”.

Gli Egizi mummificavano i loro morti, per gli esseri contemporanei non è più necessario, vanno in giro da “vivi” già come mummie!

Osserva la maggior parte delle trasmissioni televisive: non noti questo fenomeno? Dobbiamo evitare con forza di finire in pasto a un tanto infimo destino.

Perché è fondamentale procedere con lo sviluppo spirituale?

In Episcienza è ben evidenziato il fatto che lo Spirito è eterno ed eternamente giovane.

Pertanto, mentre il nostro corpo fisico invecchia abbiamo la possibilità di assaporare l’eterna giovinezza!

Di seguito alcune informazioni importanti e di riepilogo per una maggiore comprensione:

– Il corpo fisico è l’unico percepibile con i sensi “fisici”.
– Il corpo eterico è il portatore dei processi vitali.
– Il corpo astrale è il portatore dei processi animici.
– Lo Spirito è il portatore dell’IO.

Gli ultimi tre corpi non sono percepibili ai nostri occhi, ma producono degli effetti sensibili.

Qualche esempio

Di solito, con la vecchiaia, la nostra scrittura diventa tremolante e non più ferma come da giovani, ma in prossimità della dipartita o in caso di stati patologici, riprendiamo la scrittura giovanile, non più tremolante.

Questo fatto può sembrare strano.

Rudolf Steiner ci ha dato una spiegazione magnifica: noi non scriviamo con il corpo fisico, ma con l’IO e utilizziamo il corpo fisico solo come strumento dell’IO stesso.

L’IO non invecchia e rimane tale e quale sin dal momento della nostra nascita.

Prima della nostra dipartita il corpo eterico si “allenta” ed ecco che la nostra mano può riprendere la scrittura sicura non essendo più gravata dal “peso” fisico degli anni, perché il corpo eterico “staccato” acquista maggiori forze.

Qualcosa di simile accade con il corpo astrale.

Questo corpo contiene tutto quello che abbiamo fatto, che ci ricordiamo o che abbiamo dimenticato nella nostra piccola mente.

Qualche giorno o qualche momento prima della nostra dipartita, anche il corpo astrale si “allenta” e comincia a staccarsi dal corpo fisico.

In questo frangente accade che la persona inizi a ricordare cose o fatti dimenticati, può parlare anche linguaggi imparati da giovane e poi mai più usati.
Sovente capita che persone anziane comincino anche a “vedere” persone già defunte, oppure a raccontare di sogni o dialoghi con conoscenti o parenti.

Tutti questi fatti vanno sempre rispettati e presi in considerazione con la massima cura in quanto sono conferme dell’iniziato dialogo tra le dimensioni.

Poniamoci dei “perché” innanzi ai fatti dell’esistenza e insistiamo fino a ottenere una risposta soddisfacente.

Perché dobbiamo morire?

Conosci già la risposta, no?

È importante, però, sottolineare che l’essere umano non può scegliere la data della propria dipartita fisica da questo mondo (a meno che lo faccia di proposito); può scegliere, tuttavia, se morire spiritualmente oppure continuare a vivere per l’eternità portando con sé tutte le esperienze accumulate in questa vita, assieme a quelle delle vite precedenti.

I processi di morte fisica hanno inizio già nel corso della gravidanza perché lo sviluppo del feto e del corpo necessita di processi metabolici che consentano la costruzione e la distruzione delle cellule; il corpo fisico è il risultato di continue costruzioni e distruzioni, di vita e di morte.

Durante lo stato di veglia noi consumiamo energie e forze sia nel corpo fisico che in quello eterico e durante la notte ne recuperiamo una parte: purtroppo, la differenza è sempre al negativo per le seconde ed è per questo che invecchiamo inesorabilmente mentre viviamo in maniera cosciente.

Quando la somma delle forze distruttrici prevale su quelle costruttrici avviene la morte naturale. Ricollegandoci a quanto accennato precedentemente possiamo affermare che quando l’IO, e con IO intendiamo lo Spirito, non può più controllare i processi vitali fisici avviene il trapasso.

In altri termini la morte (naturale) è collegata con la Coscienza dell’IO anche se la scienza materiale continua ad associarla a un fenomeno puramente fisico.I casi di decesso per incidente o traumi hanno logicamente delle cause differenti, ma nel caso di malattie o patologie particolari occorre sempre valutare l’origine delle cause per poter risalire a eventuali problematiche sottili.

La morte in giovane età

Affrontiamo ora l’evento delle morti in giovane età o in individui che non hanno avuto la possibilità di sviluppare un IO cosciente, e le morti nei neonati o nei bambini.

Come abbiamo detto prima, il corpo eterico degli uomini è già “vecchio” alla nascita e ringiovanisce con l’avanzare dell’età in quanto è carico di forze che consentiranno la crescita dell’individuo.

Qualora la vita cessasse prima della vecchiaia e comunque in funzione del grafico precedente, queste forze non vanno perdute, serviranno per altri esseri in formazione e in attesa di nascere (o rinascere) su questo pianeta.

In effetti queste Anime dipartite in giovane età hanno perduto il loro involucro corporeo per le cause più disparate, ma portano con sé stesse tutte le loro forze e caratteristiche.

Rudolf Steiner ci dice che nulla di queste forze va perduto: le gerarchie superiori utilizzano proprio queste energie per lo sviluppo dell’umanità e la preparazione di altre nascite nel periodo di transizione tra una morte e una rinascita.

L’influenza del karma

È molto interessante analizzare la situazione di dolore che si viene a creare nel caso di perdita di una persona cara in giovane età e di una in avanzata età.

Nel primo caso, specialmente per i bambini, siamo noi a non staccarci da loro e a fornire una possibilità al bambino di “vivere” in noi (lo aiutiamo a sopportare il dolore della dipartita con il nostro dolore), mentre nel caso di una persona anziana è quest’ultima a rimanerci vicino, a non perderci e il dolore che sentiamo è solamente legato al nostro stato fisico/animico, al nostro egoismo intrinseco.

Pensa ora alle motivazioni in base a cui alcune persone giungono a svolgere completamente la loro vita sulla Terra e altre invece se ne ripartono appena giunte.

La religione Cattolica non accetta termini quali reincarnazione e karma; ne abbiamo visto un esempio quando abbiamo parlato della Divina Commedia, notando come Dante abbia rispettato i dettami dell’epoca impostando la visione del suo poema in funzione di una sola vita e un unico giudizio.

Per giustificare determinati eventi dobbiamo analizzare e valutare alcuni parametri così da costruire una possibile causa e una conseguenza giustificativa.

Le azioni perpetrate dall’essere umano rispecchiano quasi sempre una disposizione di carattere, di inclinazioni o di abitudini, in pratica di karma.

Queste caratteristiche impregnano il nostro corpo eterico e nella vita successiva si esprimeranno nel corpo fisico per mezzo di forze formatrici.

Ecco che possiamo giustificare la provenienza più o meno in salute di un soggetto come conseguenza derivante dalle inclinazioni e dalle abitudini che lo stesso ebbe nella vita precedente, e allo stesso modo questi potrà divenire cosciente della preparazione del proprio corpo fisico per una reincarnazione futura.

A questo proposito è importante segnalare che quanto “memorizzato” con il nostro comportamento nel corpo animico durante l’esistenza su questa Terra si manifesterà nei caratteri del corpo fisico nell’esistenza futura, mentre quanto trasmesso nel corpo spirituale della medesima esistenza si ripercuoterà nel corpo animico della vita futura.

Non possiamo quindi parlare di un destino o di un karma “a caso”, ma di una creazione apposita, dei frutti di un lavoro svolto precedentemente.

Sappiamo che le forze creatrici principali per il karma sono due: l’amore e l’odio, specialmente verso gli altri uomini.

Non credi siano sufficienti queste semplici informazioni per permetterci una riflessione in merito?

Per approfondire: le amicizie karmiche

Nel corso della nostra vita terrena incontriamo numerose persone, con alcune instauriamo dei legami più profondi che portano a dei rapporti di amicizia. Indaghiamo meglio queste relazioni.

Nella maggior parte dei casi succede che gli amici incontrati nella nostra età infantile siano esseri con cui avevamo stretto dei rapporti nella fase finale della nostra precedente esistenza.

Inoltre, una o più persone incontrate verso la metà della nostra esistenza attuale e con cui stringiamo dei rapporti, quasi sicuramente ci sono state accanto sia all’inizio che alla fine di una precedente esistenza; in pratica se in questa vita abbiamo avuto rapporti con una persona nell’infanzia e nella vecchiaia, nella prossima vita questa sarà quasi sicuramente presente verso la metà della nostra esistenza.

Nello schema qui sotto evidenziamo, invece, le influenze Luciferiche e Arimaniche nelle fasi principali della vita.

Ricorda: come abbiamo sempre sostenuto, rimane fondamentale la ricerca dell’equilibrio per qualsiasi evento esista o si manifesti nella dimensione duale di questo pianeta; il nostro sviluppo sarà sano in funzione di questo equilibrio.
Tale regola vale sia per il mondo fisico sia per i mondi sottili.

Perché le persone si incontrano, magari si sposano e poi si lasciano?

Molto probabilmente la questione riguarda anche te da vicino: una buona parte dell’umanità incappa in situazioni del genere o molto simili.

Ricordiamo, però, che se gli esseri umani non si impegnano a perfezionare il rapporto che li lega tra loro, per esempio ponendo fine all’economia di sfruttamento e instaurando una economia umanitaria (molte università, purtroppo, non sviluppano ancora queste tematiche nei loro programmi), è difficile intravedere una possibilità di riuscita a breve.

Quando incontriamo un altro essere umano, non comprendiamo molto di questo incontro.
Ti capita mai di giustificarlo come un caso, l’opera del fato o una compatibilità di carattere?

Non riusciamo ad associare l’incontro come una opportunità proveniente dagli eventi passati in altre esistenze.

Succede spesso che due persone si incontrino, si innamorino, si sposino e poi si separino di nuovo proprio perché le forze dovute alle influenze karmiche hanno avuto la prevalenza sulla non preparazione spirituale di questi individui.

Ciò accade non solo a persone inizialmente estranee che non riescono a instaurare una relazione durevole, ma capita anche tra genitori e figli, e tra fratelli. In questi ultimi casi si verifica molto spesso per questioni di eredità, ovvero per eccesso di materialità ed egoismo.

Fortunatamente sono presenti individui che con la loro Volontà Cosciente stanno aiutando l’umanità a superare l’angoscia che soffoca i loro cuori e li rende insensibili alle bellezze dello Spirito.Lo sforzo è enorme in quanto ogni singola Anima deve maturare singolarmente, non è possibile un salto generale di stato.

Una soluzione ci arriva dalla seguente affermazione, sempre di Rudolf Steiner:

“Quello che l’anima acquisisce durante l’infanzia agisce nel suo profondo, si manifesta soltanto durante la vecchiaia e diviene qualcosa di simile a una forza che emana benedizione.”

Come provvediamo a nutrire il nostro corpo fisico che con il passare del tempo invecchia, così dobbiamo nutrire la nostra Anima tramite “pensieri spirituali” fin da piccoli, in questa maniera il nostro corpo eterico ringiovanirà sempre di più.

Pensa alla favola della cicogna che porta i bambini.
Sembra una banalità, ma nasce da antiche tradizioni, nelle quali si cercava di fornire un indirizzo “celeste” alle prime curiosità dei figli. La risposta migliore consiste sempre nell’affermare che “una parte è stata messa dal padre, una dalla madre e una parte è stata messa da altri esseri provenienti dalle altezze celesti, che sulle loro ali lo hanno portato al padre e alla madre”.

I detti popolari che si tramandano di generazione in generazione contengono sempre delle verità o dei messaggi che andrebbero ben studiati prima di ripudiarli a priori in nome di un presunto progresso.

Una visione quasi completamente materialistica o ispirata al materialismo causa l’avvizzimento e l’invecchiamento precoce della vita perché non permette l’utilizzo delle forze rigeneratrici sottili e fa consumare velocemente il nostro corpo eterico.
Il futuro appartiene a chi crede nella bellezza dei propri sogni.

Eleanor Roosevelt
Cosa succederà quando saremo dall’altra parte?

Un essere umano dotato di consapevolezza cosciente non deve mai temere di affrontare il tema della morte nel corso della propria esistenza terrena.

Gli scienziati stanno cercando tracce di vita fisica nei pianeti del nostro sistema solare, ma non si pongono il quesito fondamentale: perché solo nel pianeta Terra esistono i regni vegetali e animali, mentre negli altri pianeti si riscontrano solo regni minerali?

Una risposta soddisfacente arriva dal concetto che alla morte degli esseri umani le forze cosmiche che ne hanno permesso lo sviluppo – quindi le forze formatrici, animico/spirituali – vengono in parte assorbite da Madre Terra e ne consentono la vita, aiutano il mondo materiale nella cristallizzazione (altrimenti sarebbe frantumato e dissolto), il mondo vegetale nella crescita e il mondo animale nello sviluppo.

Può sembrare assurdo, ma è ciò che succede nella realtà, sia se il nostro corpo viene posto nella terra, sia se è sottoposto a cremazione: le forze formatrici operano in egual misura nei confronti di Madre Terra.

Eccoci giunti quindi al “dopo soglia”.

Molti autori e ricercatori hanno scritto volumi su cosa accade dopo l’ultimo respiro, ogni idea, proposta, visione è naturalmente rispettabile.

Non siamo qui per affermare tradizioni o dogmi, la nostra missione di ricercatori è sempre stata quella di fornire informazioni dimostrabili e ripetibili, evitando il sensazionalismo e le pratiche definite magiche.

Alcuni argomenti trattati sfiorano concetti che non possono venire accettati dalla fisica meccanica e dalla scienza materialistica perché sono proprio “certi argomenti” a non poter essere analizzati con dette discipline, essi rientrano nei domini di forze a cui l’essere umano materialista non può arrivare, il suo corpo e i suoi sensi fisici rispondono fino a un certo livello e ciò è corretto in quanto l’evoluzione spirituale deve compiersi a piccoli gradini.

Ciò che trovi nei nostri articoli è sempre verificato o in prima persona o per mezzo di ricercatori professionisti che hanno dedicato oltre la metà della propria vita a questo tipo di ricerca.

Il contenuto dei nostri scritti vuole essere da sprono alla ricerca: è solo con lo sviluppo Spirituale che l’umanità potrà progredire.

Cosa succede tra l’essere umano rimasto in questa dimensione e un altro passato all’altra vita?

Tra noi e le persone defunte esiste un intenso scambio di contatti.

Di norma non riusciamo a percepire questi contatti con il corpo fisico, essi avvengono per lo più a livello inconscio.
Tuttavia, se abbiamo avuto un rapporto di affetto con un defunto, al momento di addormentarci e al successivo risveglio avremo sempre la possibilità di stabilire dei contatti importanti.

Formulando un pensiero particolare su qualcosa che ci ha accomunato al nostro caro defunto – pensieri non astratti o futili – al momento dell’addormentarsi si gettano le basi per una risposta da parte di quest’ultimo al nostro risveglio.

La risposta arriva di solito al risveglio, ma potremmo rendercene conto anche durante la giornata con una intuizione o un pensiero improvviso.

Per ottenere tutto questo è necessario “crederci”, altrimenti la nostra mente “cancellerà” tali messaggi.

Quest’ultimo punto è sempre stato la diatriba tra i materialisti e chi crede nella natura spirituale dell’uomo, ed è uno dei motivi che ha portato a ridicolizzare in pubblico molti professionisti seri che cercavano solamente di portare un diverso punto di vista e consentire la formazione di nuovi ricercatori di Verità.

Quando varcheremo la soglia dovremo lasciare il contenitore fisico, ma con il nostro bagaglio di forze animico/spirituali e di esperienze ben maturate inizieremo a costruire la nostra nuova futura esistenza.

In pratica, non si smette mai di vivere, non si muore, muore solo la nostra struttura materiale, ma se siamo stati capaci di sviluppare una Volontà Cosciente consona alla crescita spirituale saremo aiutati dalle Entità ivi presenti per la nostra evoluzione futura, per la costruzione di un involucro fisico adatto alle nuove esperienze che programmeremo.

E se varcassimo la soglia senza aver sviluppato una coscienza spirituale essendo stati puri materialisti?

In questo caso il lavoro che ci aspetta non è dei più semplici e molto dipende dai “danni” che abbiamo arrecato nella vita appena trascorsa.

Il karma serve appunto per farci evolvere e ognuno di noi può ragionare al riguardo e agire per porre eventuali rimedi.

W. Goethe nella sua opera Canto degli spiriti sull’acqua scrive queste bellissime parole:

“Simile all’acqua
è l’anima dell’uomo.
Viene dal cielo,
risale al cielo, per poi di nuovo
scendere alla Terra
in perpetua vicenda.”

Pensa, ad esempio, al comportamento di coloro che, in questo momento storico, trattano i propri simili con rabbia e disprezzo; in queste persone si è perso il concetto secondo cui “in ogni essere vi è uno Spirito la cui natura è la nostra stessa natura”.

Un comportamento di divisione e di separazione tra individui avviene nelle ancor presenti manifestazioni di razzismo; degli esseri sani e coscienti spiritualmente non agirebbero mai come sta accadendo.

Stiamo assistendo alla conferma che la maggioranza degli esseri viventi su questo pianeta sono “vuoti”, sono contenitori di riproduzione, delle “mucche” energetiche per entità senza corpo.

Pensa, inoltre, all’egoismo che pervade la società odierna: tutti questi individui puntano il dito verso i propri simili solo perché questi la pensano e agiscono diversamente, ma non si rendono conto di stare firmando un contratto per rendere difficoltosa la loro morte.

Sembra un paradosso, ma questi individui si aggrappano alla vita attuale senza nemmeno considerare di poter provenire da una esistenza precedente e di andare verso qualcosa di nuovo; il loro egoismo li rende annebbiati e cattivi.

In conclusione
Mentre ci incamminiamo verso la maturità dai capelli d’argento non dobbiamo arrenderci alla sofferenza, evitiamo di osservarci come dei rottami in preda ai dolori, altrimenti non troveremo mai un senso alla vecchiaia, anzi sarebbe come ingoiare la pillola del “sono stanco di vivere” e chiamare l’infermiera per chiedere di porre fine alla propria esistenza in quanto preda di depressioni e stati d’ansia.

Cerchiamo il contatto umano, lo scambio fisico e cerchiamo di sviluppare un contatto con il nostro Sé finché ne siamo consapevoli, sarà proprio Lui ad aiutarci ad attraversare il ponte.

Se viene costruito solo a livello di materialità il percorso su questo pianeta non è sicuramente un viaggio di piacere, prima o poi qualche ingranaggio della macchina si rompe e non sempre i meccanici riescono a ripararlo.

Al contrario, se iniziamo ad accostare il “corpo macchina” a un sistema immortale che lo fa funzionare e facciamo il possibile per imparare come funziona questo sistema, arriveremo a comprendere che Noi siamo quel sistema e niente ci spaventerà.

Invecchiare è un’arte, ad alcuni nostri fratelli non è concesso; quindi, diamoci da fare finché ne abbiamo la possibilità e le capacità.

Lo psicologo e pedagogo Johannes W. Schneider in un suo libro riassume questo concetto con queste parole, che ben concludono questa trattazione: “Invecchiare non è roba per codardi”.

Questo contenuto è stato scritto dall’ing. Stefani nel dicembre 2021.