Nel nostro piccolo vorremmo tranquillizzare chiunque si fosse allarmato: il nostro Sole è il nostro “padre” vitale assieme al resto dell’Universo e non è per nulla ammalato!
Forse è un pochino arrabbiato, o perlomeno lo sono le Entità che vi abitano, per il comportamento insulso di buona parte dei politici e del gregge di seguaci che vi si sottomettono.
Condividiamo qui alcuni link di esempio dell’informazione sopra citata:
– Repubblica
– Geopop
– Fanpage
– SkyTg24
Indice dei contenuti
- Cosa sono le onde scalari?
- L’energia scalare ci alimenta
- L’importanza della forma elicoidale
- Le ricerche di Pier Luigi Ighina
- Il problema delle contaminazioni
- Energia elettromagnetica VS energia scalare
- Le frequenze della salute
- Il test: il dispositivo risonante a 70 Hz
- Come costruire il solenoide
- Come prepararsi al test
- Come analizzare l’esperimento
- Suggerimenti per eseguire il test
- Sperimentare con l’acqua
Cosa sono le onde scalari?
Le onde scalari furono ipotizzate e scoperte da Nikola Tesla.
Ma cosa sono?
In sintesi, le onde scalari sono un tipo di emissione luminosa, come lo sono le onde elettromagnetiche.
Mentre queste ultime seguono un percorso sinusoidale (forma), le onde scalari assumono e seguono un percorso elicoidale come quello della nostra elica di DNA.
Le onde scalari provengono da ogni parte dell’Universo e posseggono velocità di trasmissione molto superiori a quella della luce; inoltre, hanno la proprietà di non perdere energia nello spostamento, ma in determinati casi addirittura di incrementare il valore originario.
In un nostro precedente articolo avevamo prospettato l’esempio di un soggetto che insulta marcatamente un suo simile e delle due azioni scalari che potrebbero venire a crearsi:
1) Il soggetto insultato si agita moltissimo e inizia ad inveire verso il primo soggetto.
In questo caso l’onda scalare emessa dal primo soggetto raggiunge il secondo e lo colpisce, entra in risonanza con quella emessa da quest’ultimo e ritorna al primo soggetto più che raddoppiata, perché nel tragitto ha “raccolto” tutte le energie presenti in quella particolare frequenza di odio.
Anche il secondo soggetto si ritrova a vibrare con la stessa frequenza di odio del primo e “perde” tantissima energia vitale.
2) Il soggetto insultato “porge l’altra guancia” e lascia sfogare l’accusatore.
In questo caso l’onda scalare emessa dall’insultatore si dirige verso il soggetto, lo attraversa, ma non trova “agganci” per risuonare e continua il suo percorso nell’etere fino a rinforzarsi con altre onde scalari di quella frequenza (fintantoché un soggetto in risonanza ne assorbirà il contenuto).
Il secondo soggetto non perde alcuna energia; anzi, se prova sentimenti di amore e consapevolezza richiamerà energia costruttiva su di sé. Al contrario, l’accusatore avrà perduto parecchia energia vitale.
Tuttavia, come rappresentato dalla grafica qui sotto, tale energia può differire tra costruttiva e distruttiva.
L’energia scalare ci alimenta
Nel nostro pianeta esistono persone che non necessitano di cibo solido per vivere, non sono in numero ragguardevole, ma riescono a nutrirsi di energia vitale.
Alcune vengono definite solariane, in quanto si pensa vengano nutrite dall’energia del Sole, altre rimangono in perfetta salute solamente bevendo acqua o con piccoli apporti di cibo solido naturale.
In ogni caso, la maggior parte di esse dedicano del tempo alla meditazione facendo in maniera che il loro corpo possa entrare in risonanza completa con l’energia cosmica scalare che alimenta tutto e che consente la Vita su questo pianeta.
Queste persone, rispetto al resto dell’umanità, hanno virtualmente aperto coscientemente e completamente la porta del loro corpo all’energia scalare che alimenta tutto e tutti.
L’importanza della forma elicoidale
Il nostro DNA è – guarda caso! – a forma di doppia elica e il suo funzionamento viene gestito dall’energia scalare.
Potremmo paragonare l’energia scalare, anche se grossolanamente, a due conduttori elettrici come quelli che portano elettricità nelle nostre abitazioni su cui abitualmente sono derivate e alimentate prese, lampadine, motori, resistenze… che, invece, nel nostro DNA sono rappresentate dai nucleotidi.
Ida e Pingala hanno direzioni opposte e si muovono a vortice.
Anche i nostri chakra emettono e ricevono energia sempre tramite movimenti a vortice.
Le ricerche di Pier Luigi Ighina
Possiamo confermare che è perfettamente funzionante e in linea con quanto Ighina affermava.
L’energia proveniente dallo spazio arriva sul nostro pianeta in forma elicoidale, quindi un vortice ( nello strumento è rappresentata dal colore giallo), lo stesso succede con l’energia emessa dalla Terra (nello strumento rappresentata dal colore blu).
La risultante delle due energie viene rappresentata con le tre spirali logaritmiche colorate in verde.
Il dispositivo emette un “soffio” energetico percepibile con il chakra della mano posizionato a poca distanza dal centro del sistema.
Al di là delle dicerie che circolano in rete sulle ricerche di Ighina e sul fatto che fosse o meno “guidato” da entità di origine non terrestre, le sue intuizioni e le sue sperimentazioni risultano preziose per chiunque si incammini alla ricerca del perché delle cose.
Probabilmente Ighina era un po’ avanti rispetto ai tempi in cui ha vissuto ed era un ricercatore libero; appare inutile giudicarlo meramente sul piano materiale.
Il problema delle contaminazioni
Queste sostanze, oltre a bloccare la parte vitale dei raggi del Sole rifrangendone la radianza, contengono un mix di prodotti che alterano la normale capacità di sviluppo cognitivo da parte di alcune delle nostre ghiandole endocrine.
Sembra un film dell’orrore, ma nulla è inventato e chiunque abbia un po’ di memoria e di consapevolezza potrà paragonare la diversa reazione delle moderne generazioni rispetto a quelle degli anni Sessanta e Settanta e la loro voglia di cambiamento e di rinnovamento.
Lo strato di prodotti chimici che oramai ha contaminato le principali ghiandole endocrine degli esseri umani ne ha resi la maggioranza simili a degli zombie, assenti di volontà propria e seguaci di un pensiero unico solamente perché dettato dalla massa.
L’energia scalare continua a raggiungere il cervello e gli organi di questi individui, ma è come se non potesse più far funzionare il cervello stesso e scuotere il contenitore dell’essere umano.
Energia elettromagnetica VS energia scalare
Lo ribadiamo ancora una volta: lo scopo del nostro progetto è di diffondere informazione e ricerche frutto di studi e sperimentazioni personali e di gruppo per permettere a chiunque lo desideri di ripetere in tutta sicurezza quanto viene affermato nei nostri scritti.
Siamo convinti che, pur parlando spesso di spiritualità e di forme misteriche, lo scopo della presenza dell’uomo su questo pianeta resti quello di “spiritualizzare la materia” e non materializzare la spiritualità: siamo già esseri spirituali e nel breve percorso a disposizione con un corpo solido dobbiamo portare più frutto possibile.
Per ottimizzare al massimo la percezione nel “sentire” la differenza tra l’energia trasportata/emessa in forma scalare e quella di natura elettromagnetica abbiamo approntato due semplici circuiti che possono essere utilizzati da chiunque vorrà cimentarsi in futuro in ricerche nel campo delle energie sottili e in quelle vitali.
Le frequenze della salute
Quando sono in buona salute, i nostri organi vibrano a una certa frequenza, differente per ciascun organo e per ciascun soggetto. In media, l’insieme di questa “orchestra” in buona salute si accorda tra i 60 e i 72 Hertz per l’intero corpo.
Il cuore oscilla tra i 67 e i 70 Hz (72 battiti medi si avvicinano come numero puro alla frequenza rilevata), i polmoni vibrano tra i 58 e i 65 Hz, mentre il cervello “galoppa” tra i 70 e i 78 Hz.
Un soggetto ammalato vibrerà al di sotto dei 50 Hz medi; per ogni malattia conosciuta esiste una propria e particolare frequenza di risonanza.
Il grande Nikola Tesla affermò che eliminando alcune frequenze esterne al nostro corpo quest’ultimo non si sarebbe più ammalato di certe malattie.
Purtroppo, nell’epoca attuale stiamo agendo all’incontrario aumentando il numero di frequenze e l’intensità di campo delle stesse, con delle conseguenze non ancora ben definibili, ma già riscontrabili neurologicamente nelle nuove (e vecchie) generazioni.
Ricordiamoci che anche i nostri pensieri sono energia e un “buon” pensiero eleverà la nostra vibrazione generale da un minimo di 8 a una media di 12/15 Hz; avverrà il contrario per un cattivo pensiero.
L’alimentazione fisica di ogni giorno ci darà carica vibratoria oppure ce ne porterà via una parte in funzione di cosa inseriremo nel nostro organismo.
Un frutto maturo e privo di contaminazioni arriva a elevarci di 30 Hz o più; un cibo sterilizzato, congelato o cotto/riscaldato al microonde non apporterà vibrazioni benefiche e quasi sicuramente le sottrarrà alla nostra energia vitale, in ottemperanza al principio della termodinamica per cui tutto ciò che esiste tende all’equilibrio.
Il test: il dispositivo risonante a 70 Hz
Torniamo al nostro esperimento e decidiamo di realizzare un dispositivo risonante sui 70 Hz (onde elettromagnetiche) in maniera da facilitarci “l’ascolto sottile” col nostro cuore e con il nostro cervello.
Utilizzeremo come ricevitore sottile il chakra del palmo della mano più sensibile in quel momento, in seguito la percezione si otterrà con tutto il corpo.
Per realizzare la prima sperimentazione e percepire l’energia elettromagnetica focalizzata sui 70 Hz, realizzeremo un circuito risonante comunemente detto a L/C, ovvero con una bobina e un condensatore, utilizzando le nostre mani al posto di quest’ultimo componente, ossia l’epidermide e il sistema nervoso come armature, e l’aria come dielettrico.
Il circuito è molto semplice, tuttavia potente.
Tale circuito consente di portare il nostro sistema nervoso, paragonabile alla rete elettrica del nostro corpo e gestito dalla parte animica, a una ampia gamma di risonanze elettromagnetiche.
Con un po’ di esercizio e concentrazione potremo trasformare le nostre mani – ovvero i chakra posizionati nei palmi delle nostre mani – in un importante strumento di rilevamento e misurazione.
Come costruire il solenoide
Inizieremo con la costruzione del solenoide in aria, ovvero di un avvolgimento che realizzeremo con del filo conduttore in rame oppure in alluminio o ottone.
Consigliamo di evitare l’acciaio, quindi il fil di ferro, per questioni di risonanza del metallo.
Le dimensioni sono molto importanti perché, volendo utilizzare l’aria come dielettrico, non possiamo permetterci delle tolleranze di valori troppo ampie.
Una bottiglietta di plastica, oltre a essere di materiale isolante, contiene all’interno un liquido che useremo come testimone per le nostre ricerche.
Le bottigliette di plastica da 0,5 litri hanno un diametro di solito standardizzato sui 6,5 cm.
Pertanto, faremo un avvolgimento lungo 10,52 cm, che corrisponde nel nostro caso a circa 51 spire, avendo utilizzato un filo con diametro esterno pari a 0,15 mm.
Se utilizzerai dei supporti differenti, ricorda sempre di calcolare la lunghezza del solenoide moltiplicando il diametro del supporto x 1,618.
Cerca di avvolgere le spire una di seguito all’altra, evitando che queste si accavallino.
La lunghezza e il diametro delle spire sono fattori importanti: il numero deve essere superiore a 33 per avere una buona efficacia.
Le spire possono essere di più o di meno (minimo 33) in quanto useremo un rapporto aureo per la ricerca della risonanza.Il risultato delle fasi preparatorie deve rispecchiare quanto di seguito riportato in foto.
Per le prime sperimentazioni possiamo togliere il liquido all’interno della bottiglietta e utilizzarla vuota.
In seguito potremo utilizzare l’acqua o un altro liquido per ottenere un potente ricetrasmettitore sottile con innumerevoli utilizzi, come vedremo più avanti.
Andremo a percepire delle frequenze di risonanza in armonica, ovvero non la frequenza fondamentale vera e propria, ma dei multipli e dei sottomultipli (dovremmo altrimenti realizzare un avvolgimento troppo ingombrante); il risultato è comunque ottimo e preciso.
Da un lato dell’avvolgimento appena creato collegheremo il polo positivo di una pila da 1,5 Volt: l’altro capo dell’avvolgimento andrà spellato e fatto aderire a mo’ di anello sul pollice destro della nostra mano.
Collegheremo quindi il polo negativo della pila a uno spezzone di filo di circa 20 centimetri e spelleremo il capo opposto creando un anello per il pollice sinistro, come evidenziato nella foto seguente.
Se per la realizzazione del circuito utilizziamo dello scotch trasparente (come abbiamo fatto noi per rapidità), ricordiamoci di fermare bene il filo spellato a contatto della batteria e di piegarlo e fissarlo sul dorso per evitare che strattonandolo si sfili.
In questa maniera il sistema durerà degli anni perché la pila andrà in auto-scarica in aria e ci vorranno almeno due anni per questo; se, invece, i due terminali vengono posti in cortocircuito, allora la pila andrà sostituita perché si scaricherà in qualche minuto.
Possiamo utilizzare una pila da 9 Volt al posto di quella da 1,5 sopra indicata, il risultato non cambierà; avremo solamente uno stimolo più intenso che può essere più appropriato se non siamo ancora abituati alla percezione delle energie sottili.
Come prepararsi al test
L’utilizzo di una pila (tensione costante e non pericolosa) come fonte di energia potenziale è necessario per fornire un “punto di riferimento” al nostro sistema nervoso.
Una volta collegati al circuito, alcune cariche elettriche della pila migreranno e andranno a disporsi sulla nostra cute per conducibilità del nostro corpo (fortunatamente non avviene come per i metalli!).
Quando posizioniamo le mani vicine una all’altra la resistenza superficiale diminuisce poiché la capacità aumenta come ci insegna la legge della fisica sui dielettrici (meno aria si trova tra le nostre mani usate come armature del condensatore e più cariche di polarità opposte si addenseranno sui palmi).
Il sistema nervoso è sempre all’erta e percepirà immediatamente questo fatto.
A questo punto diventa fondamentale utilizzare il nostro subconscio per identificare con più precisione possibile la frequenza di risonanza da rilevare.
Per avvicinarci ai 70 Hz dobbiamo focalizzarci sul nostro cuore, posizionandoci con le mani all’altezza dell’organo come rappresentato nella foto qui sotto.
Calmiamo la mente, evitiamo di avere cellulari nelle vicinanze o disturbi elettromagnetici intensi (purtroppo l’inquinamento generale è enorme e non eliminabile nelle nostre città), e poniamo le mani come mostrato in foto .
Iniziamo ad avvicinare le mani tra loro partendo dalla distanza di 20 centimetri circa fino ad arrivare a 1 o 1,5 cm.
A un certo punto sentiremo una sensazione di pizzicore tra i palmi, oppure una variazione netta di temperatura tra le mani e a volte anche sul viso: quello è il segnale che siamo entrati in risonanza con un organo importante.
Tieni presente che il cuore fa aumentare la temperatura e variare la pressione quando lo “interpelliamo”, per questo il nostro viso può cambiare colore.
Come analizzare l’esperimento
– Che frequenza abbiamo percepito?
– È la frequenza del cuore?
– Si tratta di una frequenza corretta?
– Il nostro organo è in salute o sta arrancando?
Non preoccupiamoci con domande che ci procurino del panico!
Se abbiamo percepito una sensazione di pizzicore o di calore all’altezza del cuore, si tratta al 95% proprio di quella del nostro organo.
Non ci resta che affinare la nostra tecnica per comprendere se il valore riscontrato confà alla nostra ricerca.
Ricorda che stai percependo un campo elettromagnetico emesso da una struttura vivente e non il numero di battiti dell’organo in esame.
I battiti del cuore potrebbero essere 60, 70, 72 o più, ma il cuore stesso potrebbe trovarsi in una situazione di sovraccarico o di sottoalimentazione energetica.
Suggerimenti per eseguire il test
Ci può venire in aiuto un “monitor” che tutti gli esseri umani possiedono, ma che non essendo abituati a utilizzare si atrofizza nei più.
Mentre stiamo facendo la misurazione e ci arriva la vibrazione, proviamo a:
– Chiudere gli occhi e rilassarci al massimo.
– Focalizzarci con lo sguardo interiore nel centro tra le sopracciglia, ovvero il terzo occhio o VI° chakra.
Alla manifestazione di un flash con un colore di base prendiamone nota mentalmente.
Andremo poi a consultare la tabella che trovi qui sotto, redatta sulla base dei colori primari dei nostri chakra.
La tabella è tratta dal Corso di Geobiologia Percettiva, nel quale vengono utilizzati diversi altri strumenti per individuare lo stato di salute energetico degli organi e la presenza di eventuali geopatologie.
Il colore visualizzato ci darà la differenza reale dalla vibrazione cercata, ovvero l’alterazione energetica letta dai nostri chakra e trasmessa al nostro corpo; come nel test kinesiologico e come già sappiamo, il “corpo non mente”.
Se per esempio ci siamo prefissi di rilevare la vibrazione energetica del nostro cuore aspettandoci di trovare 70 Hz, dobbiamo procedere come segue:
– Effettuare la misurazione per mezzo delle mani come prima indicato, fino ad avere una netta percezione di stimolo;
– Con gli occhi chiusi concentrarci sul VI° chakra e prestare attenzione al flash che appare, ad esempio di colore rosso;
– Trovare nella tabella di cui sopra lo scostamento in frequenza dell’organo (nell’esempio il flash di colore rosso corrisponde a -4 Hz, quindi la vibrazione è di 70-4 = 66 Hz);
– Trarre le deduzioni del caso, per esempio: “abbiamo carenza di energia vitale; quindi, faremo una analisi profonda sulle possibili cause, verificheremo lo stato dei nostri chakra per comprendere se sono in buona ricezione/trasmissione o semi-bloccati”.
Di seguito puoi trovare una semplice tabella con le frequenze di risonanza dei principali nostri organi in buona salute.
Puoi esercitarti su queste frequenze che sono elettromagnetiche e “semplici” da percepire, prima di affrontare la costruzione del dispositivo per la percezione delle energie scalari.
Quando attiviamo lo “schermo” dove la nostra coscienza proietta le informazioni sullo stato dei nostri chakra principali, ci troviamo ad avere a disposizione un sistema di informazione e controllo su praticamente qualsiasi quesito concerni il nostro stato di salute.
Lavorare direttamente con il nostro corpo animico significa diventare indipendenti e non aver più timore del futuro.
Con un po’ di pratica arriveremo a non utilizzare più nemmeno il dispositivo creato con il solenoide, sarà sufficiente porre i palmi delle mani vicini come prima indicato e formulare mentalmente una domanda attendendo la risposta:
– Colore bianco: SI!
– Colore rosso: NO!
– Colori intermedi: domanda da affinare e da proporre in altra forma, oppure non di risposta immediata o non confacente al nostro stato.
Sperimentare con l’acqua
Nella bottiglietta con il solenoide possiamo inserire pochi centilitri di acqua di rubinetto oppure estrarne la stessa quantità con una pipetta e fare un esperimento meraviglioso a conferma delle capacità dell’acqua di memorizzare le informazioni.
Possiamo, per esempio, porre una scritta con la parola “cuore” messa di nostro pugno in corsivo sulla superficie della bottiglia.
Colleghiamo, quindi, il circuito come in precedenza con i nostri pollici e mentre le mani sono in posizione di vicinanza possiamo trasmettere pensieri di amore, visualizzando nel contempo la forma stilizzata di un cuore.
Saranno sufficienti pochi secondi se saremo ben concentrati.
Verseremo l’acqua della bottiglietta su un piattino trasparente o un coperchietto in pvc con il diametro di qualche centimetro (la quantità d’acqua deve essere minima in maniera da avere un disco con spessore di 1 o 2 millimetri per facilitare il congelamento).
Porremo tutto nel congelatore per qualche minuto in posizione perfettamente orizzontale affinché l’acqua passi allo stato solido e quindi controlleremo il risultato.
Quelle che seguono sono le foto del nostro test con una figura di un cuore stilizzato posizionato sul solenoide costruito sulla bottiglietta piena d’acqua.
Abbiamo posto in congelatore per 15 minuti un sottile strato di acqua prelevata ed ecco il risultato ottenuto (le foto sono state scattate in data 13 luglio 2024).
Quando andiamo ad analizzare la figura che appare dopo il congelamento dobbiamo prestare attenzione alla forma che si presenta.
Se abbiamo un microscopio in campo oscuro possiamo analizzare anche i cluster dell’acqua, ma occorre essere velocissimi e dovremo lavorare in ambienti con temperature al di sotto dello zero, strumento compreso.
Per i nostri scopi è sufficiente prestare attenzione alla figura che appare.
L’acqua, quando cambia di stato, fa apparire quanto ha memorizzato durante il trattamento energetico e ciò deve farci gioire perché abbiamo tra le mani un potentissimo farmaco naturale che compone tutto il nostro corpo.
Al contempo, deve farci riflettere quando ci lasciamo trascinare da sentimenti di basso livello o ci lasciamo inquinare il corpo con sostanze di dubbia provenienza.
Non abbiamo mai effettuato sperimentazioni con parole “negative” o con figure e schemi di basso livello energetico, crediamo fermamente che non sia necessario: desideriamo il sentiero della Luce per tutti i nostri lettori e per gli sperimentatori che credono nell’aumento di Consapevolezza e quindi di Coscienza di questa umanità, anche quando succede a un singolo essere.
La stessa forma si vede spesso dopo 30 minuti di congelamento sulla superficie del liquido, appena estratto dal congelatore.
Buona parte degli scienziati materialisti è ancora dubbiosa su molti aspetti dell’energia scalare e ciò dipende dal tipo di formazione accademica ricevuta e anche dall’incapacità del soggetto di “pensare con la propria testa” invece di accettare supinamente il pensiero unico.
Anche Dante nel Canto III della Divina Commedia pone gli ignavi, ovvero coloro che non osarono schierarsi, esporsi e avere una idea propria, in un “anti-inferno”, essendo indegni di occupare un posto perfino tra i peccatori più terribili.
La definizione “… che mai non fur vivi” rappresenta il massimo disprezzo da parte del poeta per questa categoria, purtroppo sempre più numerosa nella nostra epoca.
D’altra parte, anche Shakespeare disse: “L’inferno è vuoto, tutti i diavoli sono qui”.
Abbiamo approfondito il tema dell’energia scalare nella seconda parte, come avrai capito, in questa prima parte abbiamo analizzato l’energia elettromagnetica.





























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