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Uno dei principali errori che l’umanità industrializzata continua a ripetere consiste nel considerare il nostro organismo una mera “macchina”.

Ci dimentichiamo, invece, che il nostro organismo è molto potente e richiede un dialogo equilibrato senza colpi di “violenza”, ovvero senza l’inserimento di prodotti chimici, soprattutto se non testati a dovere.

Qual è quindi l’intelligenza del nostro corpo? E come si comporta nelle nostre mancanze animiche?

L’argomento alla base riguarda le malattie e il loro aspetto sottile, un tema che ricorre nei nostri articoli.

Ci soffermeremo qui sulle cause della loro origine, in una ideale prosecuzione delle riflessioni esposte in Le malattie che ci resistono: una differente analisi e Il nostro corpo ci parla: la controparte sottile.

Cos’è davvero la malattia?
La medicina tradizionale e i numerosi farmaci presenti sul mercato insistono nel farci credere che sia possibile trattare qualsiasi disfunzione senza la necessità di modificare il nostro stile di vita, e tanto meno i nostri pensieri e comportamenti.

Si tratta di un consumismo estremo che porta l’essere umano a venir considerato alla stregua di un oggetto.

Il passaggio fondamentale su cui insistiamo è la comprensione che una malattia non è altro che un “grido di allarme” della nostra Anima, e non certo una punizione per i nostri comportamenti o per delle dipendenze di vario genere!

La malattia è un segnale attivato affinché la persona prenda coscienza che qualcosa non sta seguendo il percorso corretto della propria esistenza.

Molte cause considerate genetiche si sono dimostrate, invece, attivate da comportamenti ripetitivi.

Persone tabagiste sono arrivate oltre la soglia dei cento anni, mentre altre si sono ammalate in giovane età… tutto questo non giustifica i comportamenti contrari a quelli identificati per mantenere una buona salute, ma ci serve per sottolineare che le cause sono quasi sempre celate dentro un “libro di istruzioni” che va letto e interpretato correttamente.

Le malattie hanno tutte due aspetti
Ogni malattia nasconde due cause, una di natura fisica e una di natura psichica.

La prima causa non ha necessità di trattazione, lo sappiamo direttamente dalla nostra mente (il corpo mentale ci parla nello stato di veglia) che abbuffarsi senza fare movimento, abusare di alcol o droghe, fare uso di ormoni, essere continuamente arrabbiati col mondo porterà sicuramente il nostro corpo a una forma di ribellione e di cedimento.

La seconda causa è invece di natura sottile e si manifesta come coronamento di una sofferenza animica, ovvero di un mancato obiettivo che intrinsecamente avevamo programmato.

Se, ad esempio, la nostra aspirazione era quella di fare la pittrice o la cantante, ma la situazione familiare o le cause contingenti ci hanno costretto a un lavoro differente o, peggio, a uno studio universitario forzato su una disciplina non consona, ci ritroveremo già in giovane età con una serie di disturbi agli organi digestivi e a una irritabilità priva di logica rispetto al sistema in cui viviamo.

Col passare degli anni potrebbero svilupparsi patologie più gravi, oltre a essere dei pessimi genitori per gli eventuali nostri figli.

Un semplice evento che contempli le due cause assieme potrebbe essere il seguente:

Un operaio svolge una mansione pesante nella quale è costretto a spostare dei pesi caricandosi sulla schiena dei sacchi di un qualche prodotto.

Tutto prosegue bene e per qualche anno il lavoro rimane impegnativo a livello fisico, ma soddisfacente e ben remunerato, e il corpo non manda alcun segnale di allarme.

A un tratto al soggetto in questione viene comunicata la perdita del lavoro per cessata attività dell’azienda. La comunicazione avviene proprio dopo che questi aveva aperto un mutuo in banca e aveva “messo su famiglia”.

Ecco che, pur avendo trovato fortunatamente un altro impiego, oltretutto più leggero, il soggetto soffre di forti mal di schiena e di dolori cervicali invalidanti con estensione fino alle tempie.

Cosa è successo?

Il “carico” psichico del mutuo bancario e della famiglia da mantenere è risultato molto più pesante e invalidante del prodotto fisico solitamente trasportato, e il corpo ha reagito agli stimoli della propria anima, infiammando il sistema nervoso.

Il sistema nervoso è, infatti, “gestito” dalla nostra parte animica.

Nell’esempio riportato l’uso di antinfiammatori e antidolorifici attenuerà i sintomi, ma il dolore perdurerà fintantoché il soggetto non correggerà le due cause, ovvero la modifica del “carico” sulla parte fisica e l’accettazione di una nuova prospettiva psicologica con un’attenzione agli impegni per il futuro e una migliore fiducia in sé stesso.

L’origine delle malattie

Ne abbiamo discusso spesso all’interno del nostro blog: l’essere umano è in realtà composto da più “entità“.

Il corpo fisico non è altro che un vettore di supporto per l’espletamento di determinate esperienze da parte di queste entità, che comunemente chiamiamo Anima, Mente e Spirito.

Con molta probabilità, lo Spirito è l’unica entità originaria e l’Anima ne è lo specchio in questa dimensione. La Mente, d’altra parte, è indispensabile per condurre in sicurezza il vettore, ovvero il corpo fisico, almeno fino al termine di una delle sue esperienze materiali.

Questa affermazione ci consente di comprendere l’origine delle malattie, ovvero la dissonanza tra queste entità e il nostro comportamento, il più delle volte dettato dalla mente e dai suoi condizionamenti di cui manifestiamo i risultati nello svolgersi delle attività.

L’evoluzione delle malattie

Dobbiamo anche comprendere che le malattie si sono evolute di pari passo con l’evoluzione dell’essere umano, a conferma che la loro manifestazione è collegata a una forma energetica globale in eterna evoluzione.

Tra il 1800 e il 1900 tubercolosi e sifilide la facevano da padrone, tra il 1900 e gli anni 2000 c’è stata una esplosione di malattie cardiovascolari e malattie degenerative, nell’epoca che stiamo vivendo possiamo notare problematiche neurologiche, morbo di Alzheimer, Parkinson, sclerosi…

Gli antibiotici e le pratiche di igiene sempre più diffuse hanno aiutato a debellare le malattie infettive, ma ciò che ci interessa è notare come un tipo di malattia rispecchi la tipologia di società in cui si sviluppa.

Considerando i casi citati poco fa, notiamo come le malattie di natura cardiovascolare si collegano ai conflitti economici dovuti alla circolazione delle idee, degli alimenti e della industrializzazione, corrispondenti agli anni tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento.

Le malattie degenerative si collegano al fatto che viviamo in una società che non ha rispetto per la Natura, tratta le persone come oggetti e somministra loro cibi geneticamente modificati o trattati chimicamente.

Le malattie neurologiche e neurodegenerative si collegano, invece, al fatto che l’essere umano non è più connesso con il proprio IO: il suo cervello controlla poco o nulla, le decisioni vengono prese da pochi individui con poca o totale assenza di coscienza che stanno cercando di prendere il possesso di tutte le menti dell’umanità con ogni mezzo tecnologico (sieri in primis).

Abbiamo già parlato di questi esseri, “gusci vuoti” in balia di entità non umane: ci è sufficiente osservare la totale mancanza di verità e la menzogna imperante nei politici di pressocché tutta la Terra!

Abbiamo la speranza che con l’aumento del livello medio di Consapevolezza dell’umanità anche questa tipologia di malattie scompaia assieme a questi esseri di cui veramente non abbiamo necessità.

Servirà una rivoluzione sottile con il risveglio delle Coscienze.

Paramhansa Yogananda, nel corso di una conferenza tenuta negli Stati Uniti nei primi anni del 1900, affermò:

“Sii sincero con te stesso. Il mondo non è sincero con te, perché il mondo ama l’ipocrisia. Quando sarai sincero con te stesso, troverai la strada che conduce alla pace interiore.”

Sono passati circa cento anni e la situazione non è proprio migliorata, anche se notiamo dei fugaci segnali di risveglio.

Il perché del disequilibrio con l’Anima

Perché il nostro corpo non riconosce immediatamente un disequilibrio con la nostra Anima e permette la manifestazione della malattia?

Ne abbiamo parlato tempo fa e la risposta è sempre la stessa, di una semplicità disarmante: il nostro cervello rettiliano non ha la capacità intrinseca di distinguere il reale dall’immaginario.

Solo se eleviamo la nostra consapevolezza la parte animica dialoga direttamente con la mente e con il trasduttore delle informazioni (cervello) che riesce finalmente a comprendere l’origine delle informazioni in entrata.

Consideriamo un esempio pratico: il nostro fegato potrebbe subire una alterazione di pari grado sia per una intossicazione alimentare sia per una mancata azione che invece avremmo dovuto intraprendere (si dice, infatti, “non avere abbastanza fegato!”).

Anche i classici disturbi digestivi vengono accentuati quando viviamo una situazione di stress che proprio non sopportiamo (inghiottire a forza un sopruso), mentre magari fino a poco tempo fa il nostro stomaco digeriva anche la peperonata ingurgitata fredda dal frigo!

Non potendo differenziare tra reale e immaginario, il nostro cervello proverà a dare istruzioni per risolvere le problematiche psichiche agendo sul piano fisico (l’unico su cui può agire direttamente). Ed ecco che ci ritroviamo con eritemi, eczemi, bruciori di stomaco, mal di testa, e simili disturbi.

Come ricercare le cause di una malattia?

Il dott. Hamer affermava che l’origine di una malattia avviene in presenza di uno shock emotivo importante e che la guarigione può realizzarsi rielaborando il medesimo shock.

A nostro parere, e considerate le condizioni in cui si trova la società odierna, crediamo sia necessario agire anche sul piano materiale in concomitanza con l’elaborazione dello shock.

Sicuramente dobbiamo analizzare per bene e con costanza e onestà tutti i fatti avvenuti prima del manifestarsi della patologia, percorrendo a ritroso fino a sei mesi e più gli accadimenti, a partire dalle prime manifestazioni patologiche, anche lievi.

In sostanza, uno shock o un evento particolarmente intenso e improvviso possono dar luogo a una reazione molto forte da parte del nostro cervello che avvia un processo di riparazione come se si trattasse di un evento fisico sul corpo stesso.

Dal tipo di malattia/patologia o parte del corpo colpita possiamo risalire a delle situazioni di shock che potrebbero averci interessato, oppure possiamo procedere a ritroso nella ricerca iniziando dalle situazioni riportate e verificando le possibili patologie collegate.

Possiamo fare ciò grazie ai lavori e alle esperienze raccolte da numerosi medici che hanno adottato un tale sistema di controllo e di cura.

Trovi di seguito una utile tabella [creata dall’ing. Stefani, N.d.R.], che presenta un riassunto delle patologie più conosciute e i “legami” confermati da vari professionisti negli anni passati, con analisi disgiunte.

La tabella vuole essere un comodo strumento per una prima analisi su noi stessi e non intende certo violare i diritti di proprietà giustamente meritati dai ricercatori professionisti che hanno condiviso i loro studi.

Non dimentichiamo il nervo vago e il fatto che essendo questo collegato a quasi tutti i nostri organi conduce le informazioni in maniera diretta ovunque.

In qualità di “nervo”, il nervo vago è gestito dalla nostra parte animica che manifesta la sua “insoddisfazione” quando si trova in dissonanza con qualcosa di preciso e convenuto.

La nostra mente ha un ruolo in ogni patologia, ma in alcune situazioni assume una rilevanza fondamentale sia rispetto alla genesi del disturbo, sia alla sua evoluzione.

Riassumiamo le situazioni più comuni che ben conosciamo:

Disordini alimentari: inappetenza, restrizioni eccessive, fame insaziabile, mangiare compulsivamente, obesità.

Mal di testa in generale: potrebbe evolvere in un disturbo cronico, con ansia tra una crisi e l’altra o con l’abuso di farmaci.

Problemi gastrointestinali: dolori di stomaco, digestione difficile, acidità e iperacidità, nausea o vomito, dolori addominali o alla schiena, permeabilità intestinale, colite, gastrite.

Problemi cardiovascolari: disturbi concernenti il cuore o i vasi sanguigni, alterazioni del battito cardiaco, tachicardia, palpitazioni, extrasistole, angina pectoris, sbalzi di pressione, svenimenti, ischemie.

Alterazioni dermatologiche: eczemi, dermatiti, irritazioni, prurito, psoriasi, alopecia, problemi della pelle e dei tessuti associati (capelli, peli, unghie).

Dolori muscoloscheletrici: dolori alla cervicale, dolori muscolari di vario tipo.

Problemi respiratori: asma bronchiale, respirazione faticosa (dispnea).

Alcune citazioni per riflettere
Per concludere queste riflessioni ci affidiamo ad alcune citazioni famose:

Quell’agente patogeno, mille volte più virulento di tutti i microbi: l’idea di essere malati. (Marcel Proust)

Un’anima triste può ucciderti più in fretta di un germe. (John Steinbeck)

La cosa più importante in medicina ? Non è tanto la malattia di cui il paziente è affetto, quanto la persona che ne soffre. (Ippocrate)

Ne aggiungiamo un’ultima di nostra elaborazione:

“Quando cerchiamo qualcosa di spirituale ricordiamoci che l’uomo non potrà mai essere escluso dall’utilizzo di una macchina o di uno strumento perché è l’uomo stesso l’unico strumento di percezione, in esso alberga ciò che lui stesso sta cercando.”

Questo contributo è stato scritto dall’ing. Stefani nel giugno 2024.