Con il termine “elettro-coltura” si intende una pratica talmente semplice che la scienza classica (quella con la “h” finale direbbe qualcuno!) non può accettare, ma che è perfettamente dimostrabile e realizzabile in ambito domestico.
Per prima cosa, avendo noi di Episcienza e Biofotoni messo al bando i dogmi, vorremmo esporre le basi sul funzionamento di questa tecnica per passare successivamente alla sperimentazione pratica e mostrare che qualcosa può venire applicato pure all’essere umano con dei risultati per nulla trascurabili, in quanto il corpo eterico che ci sostiene viene alimentato dalla stessa energia vitale del regno vegetale.
Per poter redigere queste poche righe abbiamo dovuto prolungare per diverse stagioni le prove pratiche di coltura e raccolta in ambito vegetale, mentre per quanto concerne la ricerca sull’essere umano sono state sufficienti poche settimane ben centrate nella coscienza di utilizzo per verificarne gli effetti.
Cos’è l’elettrocoltura?
Esporremo alcune tecniche che consentiranno a tutti di sperimentare nella pratica una coltivazione, anche nel balcone di casa, e ottenere dei bei risultati senza spendere capitali, anzi divertendosi e comprendendo ancor meglio il “funzionamento” dell’energia vitale.
La logica di funzionamento è molto semplice e si basa sul fatto che l’atmosfera ha una carica positiva, ovvero con un eccesso di protoni, mentre la terra che calpestiamo ha un eccesso di elettroni (carica negativa): ne consegue che il “cielo” ha una polarità positiva, mentre la terra una polarità negativa.
Tutto nella nostra dimensione fisica tende all’equilibrio per avere stabilità energetica, molto probabilmente i parametri che regolano il sistema vitale del pianeta Terra convengono nel mantenimento di una differenza di potenziale tra l’atmosfera e il terreno così da consentire un moto continuo di scambio.
Oltre alla differenza di potenziale (campo elettrico) esiste anche la componente del campo magnetico terrestre che tutti conosciamo e che possiamo evidenziare per mezzo di una normalissima bussola.
Il principio della polarità
Ora, senza dilungarci in altri concetti che potrebbero stancare il lettore, ma che possiamo fornire su richiesta, osserviamo la motivazione per cui una pianticella coltivata e nutrita col sistema dell’elettro-coltura cresce più in fretta, presenta radici più forti e fornisce frutti o ortaggi più grandi e nutrienti rispetto a una pianticella coltivata tradizionalmente.
Un altro vantaggio importante risiede nel fatto di non dover utilizzare insetticidi chimici per la difesa della coltivazione in quanto la pianta stessa provvede a una forma di autodifesa.
Il sistema di scorrimento della linfa vitale all’interno di una pianta segue il principio della polarità e questo è il motivo per cui le parti esterne con le foglie, i fiori e i frutti crescono verso il cielo, ovvero verso la polarità positiva, mentre le radici crescono verso il terreno con polarità negativa.
Le patate, ad esempio, sono dei tuberi e sono assimilabili alle radici della pianta, come lo sono le carote e gli altri ortaggi che si formano sotto la superficie del terreno.
La pratica dell’elettro-coltura potenzia gli effetti di queste polarità naturali previste da Madre Natura posizionando dei semplici elementi conduttivi e/o ferromagnetici nelle vicinanze della pianta e favorendo pertanto l’accumulo delle sostanze nutritive.
Disposizione delle cariche elettriche in atmosfera e nel terreno.
Come si può notare nel disegno sopra riportato la crescita delle piante avviene spontaneamente grazie a queste polarità.
Chi volesse informazioni più dettagliate sull’elemento acqua di cui tutti noi necessitiamo per vivere può consultare l’ottimo lavoro di Gerald H. Pollack “La quarta fase dell’acqua” (Edizioni Sapio), che pur non accennando all’elettro- coltura può portare a una nuova visione di questo elemento fondamentale.
Nella pratica, onde favorire la crescita di una pianticella occorre utilizzare un sistema elettromagnetico composto da alcuni magneti e da del filo metallico zincato o una barretta, il tutto può essere anche di recupero, il fil di ferro da qualche imballo e i magneti da qualche vecchio altoparlante in disuso.
L’elettrocoltura funziona?
Per comprendere maggiormente il perché la tecnica dell’elettro-coltura funzioni cerchiamo di assimilare queste brevi considerazioni frutto della ricerca di un essere curioso come spesso suggeriamo di diventare nella ricerca e nello sviluppo spirituale.
“Da dove proviene tutta la sostanza che fa crescere un albero a partire da un piccolo seme? Verrebbe logico affermare che sia il terreno a fornire gli elementi che vanno a comporre la struttura lignea, ma come è stato dimostrato da Jean Baptiste van Helmont nel 1600 circa, in cinque anni di sperimentazione pesando all’inizio e al termine della stessa il terreno in cui fu fatto crescere un albero e riscontrando che il peso del primo non si era affatto trasferito nell’albero, possiamo con certezza affermare che il terreno fornisce gli oligoelementi e le particelle per la crescita, ma non la sostanza.
Viene da pensare che sia l’acqua a portare gli elementi che fanno crescere l’albero, ma come sappiamo essa è composta da H₂O, l’ossigeno viene separato dall’idrogeno e liberato nell’aria che noi respiriamo e l’idrogeno è l’elemento più leggero in natura, impossibile che l’albero raggiunga il proprio peso grazie all’idrogeno.
Non rimane che l’aria e infatti gli alberi assorbono CO₂, liberano l’ossigeno che ci consente di respirare e trattengono il carbonio che va a comporre la struttura lignea dell’albero stesso.
È bellissimo scoprire che una sostanza invisibile ai nostri occhi formi la materia e cosa ancor più interessante conferma il contenuto delle scritture antiche, ovvero che la Vita viene dall’aria ed entra (ed esce) con un respiro.”
L’accanimento di questi tempi contro la CO₂ cela sicuramente qualcosa di poco chiaro e poco nobile da parte delle élite che insistono nel manipolare materialmente le coscienze.
L’elettro-coltura pertanto agisce in assonanza con le forze della Natura, permette alla forza vitale eterica che alimenta tutti gli esseri viventi e, in questo caso ottimizzata per le piante, di poter venire assorbita in maniera diretta e con un leggero incremento rispetto a un soggetto privo dei dispositivi atti a intercettarla meglio.
Gli strumenti del Ben-Essere per l’energia vitale
Per gli esseri umani possiamo osare l’accostamento dei nostri dispositivi Epicard, Piastra EPI e Olisté alla pratica dell’elettro-cultura per le piante.
Il potenziale ideale di membrana per le cellule è pari a -70 mV e gli effetti pratici degli strumenti per il Ben-Essere è proprio quello di riequilibrare il potenziale cellulare oltre ad altre funzioni che già conosciamo.
Cellula e potenziale di membrana. Immagine tratta dal testo “Episcienza“.
C’è inoltre un altro piccolo passaggio che non dobbiamo mai dimenticare per poter evolvere correttamente anche nel rapporto col regno vegetale: la coscienza non è intrappolata nel cervello, quando lasciamo il corpo possiamo osservarlo giacente ove si trova con gli occhi dell’anima, come riportano le numerose testimonianze di chi ha avuto arresti cardiaci o morti temporanee… la coscienza “usa” il cervello come noi usiamo un ricetrasmettitore.
Noi siamo esseri spirituali che fanno una esperienza fisica per mezzo di un corpo materiale e molto probabilmente tutti gli esseri animali e vegetali stanno facendo una loro esperienza fisica per mezzo del loro corpo, ma in realtà sono anche loro esseri spirituali, solo di natura differente da quella che “gestisce” gli esseri umani.
Il fatto che quando ci stacchiamo dal corpo fisico non venga più provato dolore è una ulteriore conferma della nostra natura e dello scopo a cui ottempera il nostro contenitore.
L’energia vitale che tiene in vita proprio questo contenitore e lo fa crescere ed evolvere è la stessa che permette agli animali e alle piante di manifestarsi come ben conosciamo.
Partendo quindi dal regno vegetale che è quello più semplice da testare e comprendere, elenchiamo i processi che fanno sviluppare e crescere una pianta, iniziando da quelli fisiologici.
Sperimentazione pratica di elettrocoltura
Avendo già applicato questo sistema su alcune coltivazioni di ortaggi in vaso e avendo notato degli ottimi risultati consistenti in maturazione precoce e prodotto più grande, abbiamo optato per un test con un handicap gravoso e in cui, purtroppo, può incorrere chiunque non si cimenti con le energie sottili.
Abbiamo già trattato alcuni argomenti di geobiologia specificando le linee della Terra e quelle del cielo, i punti di incrocio e le zone geopaticamente nocive per la salute animale e delle piante, ed esposto alcune considerazioni anche in Episcienza.
La maggior parte delle piante da frutto e degli ortaggi soffrono quando si trovano a crescere in zone geopatiche e manifestano frutti ridotti o malformati e a volte preda di insetti.
Con il nostro test vogliamo dimostrare la possibilità di “correggere” un eventuale disturbo geopatico e permettere alla pianticella di ricevere un surplus di forza vitale per poter crescere almeno alla pari delle altre piante.
Madre Natura fa sviluppare i semi senza necessità di identificare i punti da evitare nella semina.
Purtroppo, quando ci si trova in un appartamento o in spazi ristretti diventa problematico trovare una posizione adatta per la nostra pianta preferita, specialmente quando la vediamo soffrire o non svilupparsi abbastanza.
Ecco che interrando un piccolo sistema magnetico nel vaso o nel terreno, orientandolo verso il nord magnetico della Terra, possiamo fornire un vero surplus di energia che altrimenti la nostra coltivazione non potrebbe ricevere.
Piantine di fragole in elettrocoltura: aprile-maggio 2026
La nostra sperimentazione pratica ha inizio il 14 aprile 2026 alle ore 21:46 (Luna calante) con la posa esterna del vaso contenente quattro piantine di fragole con il sistema magnetico per l’elettrocoltura e un vaso uguale sempre con quattro piantine della stessa semina e coltura, ma senza il sistema di elettrocoltura.
Tutte e due i vasi hanno l’asse maggiore orientato verso il nord magnetico e si trovano a due metri di distanza tra loro per non influenzarsi, ma quello per l’elettrocoltura è posizionato su un nodo geopatico congesto e con circa 4 ore di luce solare in meno rispetto all’altro.
Di seguito una sequenza fotografica sulla realizzazione del sistema magnetico e della sistemazione delle piantine.

Sei anelli in ferrite, diametro 30mm, spessore 8mm.

Barra in acciaio zincato da 50 cm; si può utilizzare anche del normale filo in acciaio.

Granuli di cera d’api per rivestire i magneti.

Fusione della cera d’api sui magneti.

Orientamento del polo Nord magnetico.

Come trovare il Nord magnetico nel lato dei sei anelli in ferrite.

I sei magneti e la barra posati nel vaso. i magneti vanno messi a Sud della barra.

Il sistema in fase di riempimento del terriccio.

Le piantine di fragole acquistate per il test (otto piantine dalla stessa semina).

Le piantine a dimora nel vaso per l’elettro-coltura.

Il secondo vaso ancora vuoto.

I due vasi pronti per la sperimentazione.

Vaso per elettro-coltura posizionato in data 14.04.2026 alle ore 21:46.

I due vasi posizionati con l’asse direzione Nord magnetico, quello a destra per l’elettro-coltura, quello a sinistra senza alcun dispositivo.

Vaso per elettro-coltura il giorno seguente, il 15.04.2026 alle ore 19:31.

I due vasi in data 15.04.2026.

Vaso per elettro-coltura in data 21.04.2026, visibilmente in forma pur essendo posizionato su un nodo geopatico.

Vaso privo di dispositivo con i fiori.

Vaso per elettro-coltura in data 26.04.2026 – fiori caduti, frutti in crescita.

Vaso privo di dispositivo con ancora dei fiori (in data 26.04.2026).

Vaso per elettro-coltura in data 01.05.2026 – frutti in maturazione.

Vaso privo di dispositivo con ancora dei fiori (in data 01.05.2026).

Vaso per elettro-cultura in data 10.05.206 – alcuni frutti sono già maturi a conferma dell’efficacia del sistema anche con molti parametri contrari alla crescita.

Vaso privo del dispositivo in data 10.05.2026 – frutti nettamente in ritardo rispetto all’altro vaso e nonostante la posizione con molte ore di sole in più.

Entrambi i vasi in data 10.05.2026.

Fragola matura nel vaso in elettro-coltura (13.05.2026).
Terminiamo qui il racconto della nostra sperimentazione per non dilungarci troppo e per lasciare a chi vorrà il piacere di testare di persona gli effetti dell’elettrocoltura, magari con degli ortaggi comuni, magari seminando con Luna crescente e non calante come abbiamo fatto per avere parecchi handicap contro.
Di seguito alcune foto dell’area in cui è stato condotto il test a dimostrazione degli effetti dannosi sulla salute delle piante quando in presenza di forte geopaticità.
Il paese si chiama Colceresa da qualche anno, prima era denominato Molvena proprio per le molte vene d’acqua che scorrono nel sottosuolo e che portano appunto a zone molto problematiche per alcune coltivazioni.
Quest’albero di prugne manifesta sul tronco gli effetti di numerose correnti sotterranee.
Questo mandorlo ha cercato di deviare da un grosso punto geopatico e nonostante i suoi 30 anni non riesce a fornire mandorle, solo fiori.
Questo contributo è stato scritto dall’ing. Stefani nel maggio 2026.










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