Nel Vangelo di Giovanni, che citiamo spesso, sono riportate le seguenti parole del Cristo: “In verità, in verità vi dico, se uno non nasce da acqua e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio.” (Giovanni 3,5)
Ciò significa che occorre nascere da un corpo fisico per poter completare la crescita (rinascita) nello Spirito e poter quindi, alla nostra morte, terminare il ciclo della Vita senza dover rinascere nuovamente dall’acqua (un altro corpo fisico), per poter passare alla vita immortale o riunire la nostra parte animica e quella spirituale con il Creatore.
IL PERCORSO “CONOSCERE SE STESSI”
I precedenti articoli che fanno parte del percorso alla Conoscenza del Sé:
– Conoscere se stessi: il fluido sacro per il benessere
– Conoscere se stessi: così in alto così in basso
– Conoscere se stessi: alla ricerca della Verità dentro noi
– Conoscere se stessi: l’Albero della Vita e il controllo sul nostro campo energetico
Appunti del 15 agosto 2025
L’occasione è importante perché proprio in questo giorno, il 15 agosto 2025, due Capi di Stato con enormi poteri decisionali si incontreranno per cercare, si spera, una soluzione a un conflitto armato sorto da tradimenti, ipocrisie, razzismo e altri sentimenti malvagi messi in atto proprio da forze di origine Arimanica.
Il fatto che anche questo incontro avvenga nel bel mezzo di un periodo sulfureo conferma quanto avevamo già evidenziato, ovvero che l’essere umano è influenzato da energie cosmiche e risponde, come una marionetta, a determinati impulsi esterni che hanno fatto e continuano a far sorgere eventi estremi come conflitti o azioni violente di sopruso con cadenze tipiche del periodo estivo.
Sappiamo che quello che accade nel mondo fisico è un riflesso di ciò che accade nel mondo astrale e viceversa, in accordo col principio “così in alto, così in basso“.
Si spera, pertanto, che in “alto” stia avvenendo un processo di ripristino della Consapevolezza con un predominio delle forze costruttive.
D’altra parte, ci stiamo avvicinando al periodo dedicato all’arcangelo Michele e alla sua spada di guarigione.
Noi proveniamo dal mondo astrale e lì dobbiamo ritornare dopo la nostra dipartita da questa dimensione.
Non sarebbe insensato prepararsi prima del fatidico evento in maniera da arrivarci con il massimo di consapevolezza possibile per poter ottemperare a quanto il Cristo ci ha segnalato nel Vangelo di Giovanni sopra citato: entrare nel regno di Dio senza rimorsi, paure o attaccamenti, ma con il massimo livello di consapevolezza per poter decidere autonomamente se ritornare o meno in una prossima incarnazione.
La realtà siamo noi?
Se ci chiediamo “la realtà siamo noi?”, potremmo affermare che la Terra non è reale o, meglio, si tratta di una creazione vibratoria in cui l’essere umano fa esperienza, ma solamente noi siamo reali, in quanto dobbiamo nascere dall’acqua (un corpo fisico) per poter fare una esperienza in questa dimensione e, successivamente, dobbiamo rientrare nel nostro regno (il mondo astrale) per tornare nella realtà che ci accomuna.
Questo concetto si presta molto bene a convalidare la motivazione della breve durata della nostra “falsa realtà” (vita) in questo pianeta a cui chiediamo in prestito le sostanze chimiche materiali per costruire il corpo e a cui le riconsegniamo al termine del contratto di locazione.
La cosiddetta “scienza” cerca da secoli di trovare il perché delle cose e degli eventi nella materia e non si è ancora convinta che quel perché non risiede nella materia dal momento che l’essere umano ha il corpo fisico composto dagli stessi elementi della materia.
Una ricerca limitata a tali elementi è paragonabile a dialogare con una pietra: troveremo alla fine gli stessi elementi che ci compongono, ma non sapremo mai il perché.
La vera conoscenza si compone di coscienza e consapevolezza che sono raggiungibili solo nel mondo reale da cui proviene la nostra parte sottile.
Come prepararci per assaporare il vero mondo reale
Il mondo – o regno astrale – è il vero mondo a cui apparteniamo in quanto anche tutto quello che tocchiamo mentre siamo in vita sulla Terra è stato concepito prima a un livello astrale.
I nostri simili che manifestano palesemente nervosismo confermano di essere attaccati al mondo fisico e difficilmente potranno avvicinarsi al regno astrale finché in vita, se non a una certa età, quando le loro forze eteriche cominceranno a lasciare spazio a quelle animiche.
Se desideriamo avvicinarci alla vera realtà e a ciò che ci spetta nel regno astrale dobbiamo cercare la pace interiore e un sistema sicuro è quello che Paramhansa Yogananda ci ha insegnato con la concentrazione profonda sulla pace e sulla calma.
Col tempo, però, diventerà una necessità perché arriveremo a comprendere che tutte le limitazioni e i problemi terreni scompaiono nel mondo astrale e impareremo che quando siamo calmi e felici ci troviamo, in realtà, immersi parzialmente nel mondo astrale col corpo fisico sveglio e vegeto.
Un altro vantaggio importante riguarda il fatto che il nostro corpo fisico riceve stimoli e controllo proprio dal regno del mondo astrale; pertanto, se abbiamo un problema originatosi nell’astrale non potremo trovarne soluzione nel mondo fisico.
Un esempio pratico consiste in alcune malattie che hanno origine nel regno astrale e che pertanto hanno lì la loro causa che finché non verrà rimossa o risolta non consentirà una guarigione completa nella parte fisica.
L’essere umano medio si identifica solamente con il mondo fisico e crede che la parte astrale sia immaginaria e così facendo perde immense possibilità di crescita e conoscenza e mette in pratica comportamenti ipocriti che lo stanno portando all’autodistruzione, come stiamo vedendo e vivendo tutti noi nella nostra epoca.
Sentirsi veramente liberi in questa vita significa essere arrivati a percepire il mondo astrale direttamente con la nostra mente mentre ci accorgeremo di avere uno stato di pace e gioia imperturbabili durante tutta la giornata.
Anche l’amore e i sentimenti prenderanno un percorso differente da come vengono enfatizzati dal materialismo imperante, possiamo azzardare che l’amore umano si evolve e inizia ad assomigliare a quello puro di certi animali che noi insistiamo a considerare inferiori.
“… chi mi dice ti amo?
Se togli il cane!
Escluso il cane,
non rimane che gente assurda
con le loro facili soluzioni,
nei loro occhi c’è un cannone
e un elisir di riflessione …”
Sembra proprio un ritratto perfetto della maggioranza degli esseri di questa umanità, incapace di dare l’amore che, invece, un cane dona al suo padrone in maniera sempre spontanea e pura.











Grazie