Lo stress ambientale e la sindrome dell’edificio malato

16 Mar 2020 | Geobiologia | 2 commenti

Una lettura di circa 4 minuti

Stanchezza cronica, mal di testa, difficoltà nel sonno, problemi di pelle, ansia, depressione, dolori muscolari, irrequietezza, assenza di sogni, bruciori… sono solo alcuni dei sintomi descritti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità in relazione alla Sick Building Sindrome (SBS), la sindrome dell’edificio malato.

Alcuni dati

Uno studio mondiale, di cui ha parlato anche il quotidiano La Stampa, ha riscontrato che ognuno di noi trascorre, in media, 100 giorni all’anno “attaccato” al computer o allo smartphone.

Ora, supponiamo di iniziare a utilizzare questi strumenti in maniera sistematica a partire dai 10 anni di età.

Tenendo conto di una vita media di 80 anni, otteniamo circa 19 anni (100×70/365): 19 anni della nostra vita trascorsi davanti a uno schermo, il più delle volte, se non sempre, connesso alla rete Internet.

Secondo lo studio citato, il 59% degli adulti, ma la percentuale cresce di anno in anno anche nella fascia degli adolescenti, passa almeno 6 ore e 42 minuti al giorno connesso alla rete Internet.

L’importanza di vivere in ambienti sani

E non abbiamo tenuto conto del fatto che trascorriamo circa il 90% del nostro tempo in ambienti chiusi.

Molto spesso questi luoghi sono più inquinati dell’ambiente esterno, in misura pari fino a cinque volte.

Molte sostanze e onde nocive, invisibili a occhi nudo, possono causare problemi per la nostra salute: mal di testa, irritazione agli occhi e senso di affaticamento, oltre a vari disturbi dell’umore o del sonno.

Ricordiamoci che la maggior parte del tempo che trascorriamo in caso, lo passiamo in camera da letto: è quasi un terzo della nostra vita il tempo che spendiamo nell’ambiente in cui dormiamo. 
È chiaro che il luogo dove riposiamo e ci rigeneriamo è fondamentale per la nostra salute ed esistenza e deve essere il più sano e pulito di tutti. 

È in camera da letto, durante il sonno, che scarichiamo stress, tossine e tensioni accumulate durante la giornata e dove dobbiamo ricaricarci per ritornare a una piena attività negli ambienti di lavoro e nelle aree comuni, nei quali, invece, non possiamo fare molto per modificare l’armonia energetica presente. 

Sappiamo bene, infatti, che vivere in armonia con il nostro corpo e con la nostra mente, con una colonna vertebrale e un sistema nervoso sani, ci permette di esprimere al meglio il nostro potenziale, sia per noi stessi sia nelle relazioni con gli altri.

I fenomeni “geopatogeni”

Arrivare a percepire in tempo le zone dannose per la nostra salute non ha prezzo in termini di miglioramento della qualità della vita. Nel caso dell’inquinamento elettromagnetico possiamo agire solo marginalmente, ma nel caso di congestioni e di zone geo-biologicamente perturbate è spesso possibile intervenire e sbloccare la situazione.

I fenomeni geopatogeni (con geopatogeno indichiamo tutte le emissioni patogene della terra) si distinguono tra quelli realmenti nocivi e quelli necessari e naturali.

È importante riconoscere che le reti elettromagnetiche naturali, più o meno forti, non sono portatrici in sé di radiazioni nocive per l’uomo, a esclusione del radon e dei raggi gamma che accompagnano le zone di faglia, ma sono canali preferenziali dove si concentrano le possibili congestioni atmosferiche del sottosuolo. La loro nocività in aumento è legata a fattori di inquinamento artificiale, come l’elettrosmog, la conduzione e il trasporto del gas, dell’elettricità, dei dati, la capillarizzazione dei sistemi fognari, e via dicendo.

Cosa possiamo fare?

Percepire le geo-patologie con il nostro corpo e con i nostri sensi sottili è possibile, richiede, però, volontà di apprendimento e volontà cosciente.

Possiamo iniziare comunque a migliorare il nostro stile di vita, a capire cosa favorisce la nostra armonia, e cosa, invece, provoca disequilibrio. Un valido aiuto è rappresentato dal Manuale del ben-essere del dottor Francesco Oliviero, che contiene importanti informazioni pratiche per correggere e migliorare la nostra vita e il nostro vivere.

Tratto dal “Corso di geobiologia percettiva” dell’ing. Maurizio Stefani.

 

Alcuni spunti per approfondire:
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2 Commenti

  1. Ivana

    Ahimé, posso solo dire che il corso di geobiologia percettiva lo potrei tenere direttamente io, data la mia ipersensibilità alle variazioni dei campi elettromagnetici: mal di testa persistenti prima dei terremoti, direttamente proporzionali a distanza e profondità dell’epicentro; escalation sintomatiche che iniziano dal senso di oppressione alla tiroide, il primo segno che avverto immediatamente in presenza di un’alterazione (dalla falda acquifera allo scanner), alla nausea costante, conseguente all’accelerazione delle pulsazioni del cervelletto e del movimento della scatola cranica, per finire con il mal di testa di cui prima. Sto cercando una soluzione per un problema nell’appartamento in cui, purtroppo, mi sono dovuta trasferire, che presenta poca energia in molti spazi, ma, soprattutto, una significativa alterazione in camera da letto. Il mio sistema nervoso sta per cedere ed è difficile essere creduti. grazie per i suoi lavori. Ivana

    Rispondi
    • Episcienza e Biofotoni

      Grazie per la sua testimonianza, Ivana!

      Rispondi

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Gli inventori e i distributori non si assumono alcuna responsabilità per un uso dei prodotti al di fuori di quanto specificato nei manuali e sul sito web.

Deve essere pertanto chiaro che i prodotti creati dal dr. Oliviero e dall’ing. Stefani non vanno in alcun modo intesi per trattare, curare o attenuare alcuna condizione medica di qualunque genere, ma unicamente come approcci e metodi filosofici aventi lo scopo di aumentare il proprio benessere.