Ogni tanto ci piace tornare alla letteratura, come abbiamo fatto la scorsa estate con Hermann Hesse, convinti che il valore di quei libri rimane intatto nel tempo e può solo tornare ad arricchirci.
Khalil Gibran fu un rinomato pittore, scrittore e poeta libanese, che da giovane emigrò con la famiglia a New York, dove restò fino alla morte.
Di quest’uomo di alta spiritualità e di elevata cultura ti proponiamo qui il suo testo forse più famoso in tutto il mondo, spesso usato per citazioni e aforismi.
Khalil Gibran
Una foto dell’autore e due dei suoi quadri.
Pubblicato nel 1923, Il profeta è un breve scritto che affronta grandi temi importanti per l’essere umano, dalla gioia al matrimonio, dalla preghiera alla ragione, dalla libertà all’amore.
La storia inizia con un uomo, il profeta Almustafa, che dopo 12 anni sta per imbarcarsi sulla nave che lo riporterà nella sua Terra.
Gli abitanti del villaggio accorrono allora per chiedergli di non partire, di restare ancora tra loro e donare la sua tanto apprezzata saggezza.
Almitra, una sacerdotessa veggente, comprendendo la sua nostalgia per la Patria, accoglie il suo desiderio di partire ma gli rivolge allora un appello:
“Ora dunque rivelaci a noi stessi, e dicci tutto quello che ti è stato svelato tra la nascita e la morte.”
E allora, dietro la richiesta di ogni singolo argomento (“parlaci del matrimonio”, per esempio), il profeta enuncerà alcune fondamentali verità sulla vita dell’uomo.
Impregnato della incredibile sensibilità poetica dell’autore, questo libro tocca delicatamente il cuore e in qualche modo scavalca le strutture della mente, permettendo un’elevazione al sublime e alla nostra stessa spiritualità.
MATRIMONIO
Allora Almitra parlò ancora e disse:
“E che cos’è il Matrimonio, maestro?”
E lui rispose dicendo:
“Insieme siete nati, e insieme sarete in eterno.
Voi sarete insieme anche quando le ali bianche della morte disperderanno i vostri giorni.
Sì, voi sarete insieme finanche nella silenziosa memoria di Dio.
Vi siano spazi però nella vostra unione,
Così che i venti celesti possano danzare tra di voi.
Amatevi l’un l’altro, ma non rendete l’amore in schiavitù.
Sia piuttosto un mare che si muove tra le rive delle vostre anime.
Riempitevi l’un l’altro le coppe ma non bevete da una coppa soltanto.
Donatevi l’un l’altro il vostro pane ma non mangiate da un medesimo boccone.
Cantate e danzate insieme e siate lieti ma che ognuno di voi sia solo,
Come le corde del liuto sono sole sebbene vibrino della medesima musica.
Donatevi il cuore senza però affidarvelo l’uno l’altro.
Poiché solo la mano della Vita può contenere i vostri cuori.
Restate l’uno accanto all’altro ma non troppo vicini
poiché le colonne del tempio s’ergono separate tra di loro,
e la quercia e il cipresso non crescono l’una nell’ombra dell’altro.
L’intero testo de’ Il profeta è disponibile anche online, per esempio qui.
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