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L’autore del libro che ti presentiamo oggi è un conferenziere e formatore di fama internazionale.

Bernard Rouch ha vissuto l’infanzia in India, venendo a contatto con le diverse culture, filosofie e religioni orientali.

Sebbene sia laureato in ingegneria e microelettronica e abbia lavorato in questi campi, nel tempo ha abbandonato quei settori per dedicarsi completamente alla ricerca spirituale e alla cura dell’anima e del corpo energetico, attingendo alle antiche tradizioni indiane, vediche, tibetane ed essene.

Come Anne Givaudan, sua cugina, delle cui opere abbiamo già parlato, insegna terapie egizio-essene e lettura dell’aura.

“Il gioco del perdono” è il suo primo libro.

I deboli non perdonano mai. Il perdono è l’attributo dei forti.

Mahatma Gandhi
In libreria si trovano vari libri sul perdono, di autori anche validi.
Rouch ha però un approccio diverso.

Grazie al suo lavoro di terapeuta esseno e di accompagnatore di anime oltre al velo, e grazie alle esperienze del suo passato, l’autore ci conduce dolcemente per mano a una nuova visione, più profonda, spirituale, ma legata anche al nostro corpo fisico.

Leggendo Il gioco del perdono intraprendiamo un viaggio interiore con l’intento di riconoscere le conseguenze dell’accumulo di pesi e sofferenze durante la nostra vita, di carichi emozionali e dispiaceri che finiscono per appesantire il corpo e rallentare la nostra crescita spirituale.

Il libro si legge con facilità ed è ricco di esercizi che aiutano a individuare e sciogliere nodi collegati al perdono.

Inoltre, l’ultima parte del libro contiene tre capitoli dedicati a chi ha seguito percorsi di crescita spirituale, a chi lavora come un operatore olistico: questa parte del libro è la ciliegina sulla torta, la parte che forse maggiormente conquista il lettore.

Perdona gli altri, non perché essi meritano il perdono, bensì perché tu meriti la pace.

J. L. Huie
Online ci sono vari video in cui l’autore, conferenziere, illustra il suo libro o altri argomenti.

Ti consigliamo di guardarli, sono ricchi di informazioni e ci aprono alla consapevolezza di ciò che, a volte, diamo per scontato.

Trovi dei video in lingua italiana qui.

Il gioco del perdono

Di seguito ti lasciamo un breve estratto del libro, tratto dall’anteprima pubblicata sul Giardino dei Libri.

Imparare ad espandere il cuore fino a farlo diventare come un sole che sa accogliere ogni essere vivente, ecco l’apertura a trecentosessanta gradi alla quale ci porta la pratica del perdono.

Non dico che ciò sia facile, ma sono convinto che il nostro cuore abbia una capacità enorme d’accoglienza, molto più grande di quello che la nostra mente pensa di possedere.

Basti pensare alla sofferenza che suscita in noi la visione di una persona indigente sdraiata per terra in una strada; eppure non conosciamo la sua vita e i suoi pensieri.

Se il nostro cuore è capace di essere toccato in questo modo, perché non potrebbe amare allo stesso modo?

Chi non ha cuore non prova dolore.
Se soffriamo così tanto per certi eventi della vita, non è forse perché nel nostro petto si nasconde un grande cuore?

Ha solo bisogno di ricordarsi che l’amore non si può mai perdere completamente, ma si trasforma e l’affetto rimane per sempre.

La separazione dall’altro è solo un’illusione dei nostri sensi, il cuore non può smettere di amare, ama solo in modo diverso, un amore che sa attraversare i confini dello spazio e della morte.

Per leggere un’anteprima più ampia, clicca qui.

Condividiamo anche un estratto di un’intervista fatta all’autore:

Senza perdono non c’è felicità. Il primo sintomo che non c’è perdono è la tristezza.

Un altro sintomo è quando al mattino, al risveglio, non c’è lo slancio alla vita, e invece siamo invasi dai pensieri.

Se sei arrabbiato con una persona, è come se avessi il carbone ardente in mano.

Se non ti permetti di lasciare andare il carbone ardente, chi si brucia: l’altro o tu?

La rabbia consuma, abbassa la vibrazione, nel nostro intimo crea una spaccatura tra le diverse personalità che manifestiamo nel sociale, e stiamo male.

La mancanza di perdono si manifesta sul corpo con dolori e rigidità, problemi digestivi e molto altro.

Il perdono è una pagina che devi girare, perché se non giri quella pagina, non arriverai mai alla prossima.

Esistono tre tipi di perdono:

1. È colpa tua!

Ricordiamoci che quando puntiamo un dito verso l’altro, le altre tre dita puntano verso noi stessi. Nel tempo le persone che non hanno risolto questo tipo di perdono sono negative, scure, arrabbiate.

2. È colpa mia!

Autocritica, sensi di colpa e sensi di inadeguatezza che provengono dall’infanzia e dal nostro passato, comprese le accuse da parte dei nostri genitori che ci portiamo dentro. Questo tipo di mancanza di perdono porta alla solitudine.

3. È colpa della vita!

Diamo colpa alla società e ci arrabbiamo con Dio. Questo tipo di mancanza di perdono porta problemi di memoria, coscienza e assenza. Ci allontaniamo dall’essenza di noi stessi.

Quali sono i 5 passi da percorrere per attuare il perdono e tornare ad un equilibrio mentale, fisico e spirituale?

In sintesi:

1. Riconosco il problema.

Riconoscere che tutti abbiamo qualcosa da perdonare (non dimenticare: perdonare), ma è necessario smettere di portare il peso o il rancore.

2. Lo vivo.

Se il perdono rimane mentale, non lo viviamo veramente. Bisogna vivere le emozioni. Analizzo: cosa vivo? Tristezza, rabbia, rancore? Poi focalizzo la mia attenzione per percepire in quale parte del corpo sento l’emozione legata al non perdono.

3. Lo posso cambiare.

Cerco soluzioni al problema.

4. Scelgo, decido tra le soluzioni.

Parlo alla persona, gli scrivo, prego, ecc…

5. Agisco.

Metto in opera ciò che ho scelto come soluzione.

Sul Giardino dei Libri è disponibile anche la registrazione di un webinar tenuto con l’autore, Bernard Rouch.

Lo trovi qui.

Hai già avuto modo di leggere questo libro? Ti incuriosisce?

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O scrivici a info@biofotoni.com.

Il libro è disponibile in vari store online, come il Giardino dei Libri e Macrolibrarsi.

Il libro è disponibile anche su Amazon.