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Scritto da una giornalista medica che si occupa da anni di medicine alternative, e da una naturopata e omeopata, “Geometria della guarigione” illustra la teoria sviluppata negli anni Ottanta da Erich Körbler, lo scienziato ed ingegnere elettronico austriaco che riuscì a creare un ponte tra Medicina Tradizionale Cinese e le più recenti scoperte nell’ambito della fisica quantistica e la radiestesia.

Non a caso, il sottotitolo del testo è “I segni di Körbler e la nuova omeopatia”.

Il sogno di Körbler era un futuro lontano in cui gli uomini potessero essere curati senza farmaci chimici e interventi tecnici, ma solo ed esclusivamente attraverso la trasmissione di informazioni.

Questo futuro è già iniziato.

Körbler definì il suo metodo “Nuova Omeopatia” perché si basava, come l’omeopatia tradizionale, sul principio di curare le malattie per mezzo di una trasmissione di informazioni.

Oggi la nuova omeopatia viene anche chiamata medicina dei segni o medicina informazionale.

Ai nostri giorni, nell’era dell’energia quantica, la medicina informazionale è più attuale che mai.

I risultati ottenuti dai diversi orientamenti della fisica quantistica mostrano chiaramente che sono le vibrazioni (e quindi le informazioni) che controllano la struttura e l’organizzazione della materia.

Anche il nostro DNA funziona come un’antenna che emette e riceve vibrazioni.
In questo senso il nuovo ramo scientifico dell’epigenetica delle onde contribuisce a convalidare le teorie di Körbler.

Del resto il lavoro di questo scienziato si basa sulla riscoperta di segni che venivano usati fin dall’età preistorica: per esempio Ötzi, la mummia ritrovata tra i ghiacci che risale a circa 5000 anni fa, rivela sulla sua pelle una serie di “tatuaggi” con linee e croci in corrispondenza delle parti ferite.

Körbler creò un semplice strumento, il cosiddetto bioindicatore, che rende chiaramente visibile a occhio nudo la risposta dell’organismo.

Il bioindicatore amplifica i movimenti involontari sottili prodotti dal sistema nervoso del soggetto consentendo all’operatore di eseguire tutta una serie di test per evidenziare la risposta dell’organismo ai vari input e influenze che lo raggiungono.

Se hai familiarità con il linguaggio e i metodi di radiestesia sai già di cosa parliamo.

Dopo aver spiegato i principi di risonanza e i campi vibrazionali, il libro illustra i segni geometrici che possono essere disegnati sul corpo o inviati all’acqua che poi beviamo, e, infine, indica anche terapie con il suono, i cristalli e i colori.

Particolarmente interessanti sono poi i vari racconti di esperienze dirette di pazienti trattati con questi metodi, che ci aiutano a meglio comprendere il loro uso.

Tali metodi possono essere utilizzati su qualsiasi essere vivente, che sia uomo, animale o pianta.

Un ulteriore approfondimento a questo testo può essere il libro Guarire con i simboli, scritto dalle stesse autrici e pubblicato da Edizioni Il Punto D’Incontro.

Geometria della guarigione

Di seguito ti lasciamo un breve estratto del libro.

La base e i principi teoretici dei vari metodi della medicina informazionale energetica riconducono sempre a un unico fondamento: tutto vibra.

Che si tratti di pietre, colori, microorganismi, medicinali, esseri umani o segni geometrici – tutto ciò che esiste possiede una vibrazione, invia informazioni ed è in perpetua comunicazione con il mondo circostante.

Se ipotizziamo un paragone tra un organismo malato e uno strumento scordato, potremmo dire che la giusta vibrazione sarebbe in grado di riaccordarlo.

Simile è la teoria di molti metodi che curano con l’informazione e le vibrazioni e che hanno lo scopo di riportare in armonia un organismo malato, per esempio sulla scorta di colori, suoni, frequenze, “codici geometrici”.

In questo modo le dis-sonanze vengono sciolte, e al posto della dis-armonia si va a pizzicare la “corda” armonica della nostra cassa di risonanza, cioè il nostro corpo: l”energia torna a fluire e l’organismo acquisisce nuova forza utile a governare le proprie capacità di autoguarigione.

Su questo principio si basa anche la Nuova Omeopatia, che interviene sulle vibrazioni disarmoniche con l’aiuto di segni geometrici.

Ogni segno tracciato agisce infatti come un’antenna, e va a modificare la vibrazione esistente: se questi segni geometrici con effetti a livello biofìsico vengono disegnati per esempio in corrispondenza dei punti dell’agopuntura, producono stimoli indolori che attivano le capacità di autoguarigione.

Si parla anche di “agopuntura del segno”.

Che da migliaia di anni siano utilizzati i punti dell’agopuntura è ampiamente noto.

Oggigiorno si affermano svariate “terapie dei meridiani” che in diversi modi esercitano un’influenza sul sistema dei meridiani stessi e sui punti dell’agopuntura – per esempio per mezzo della stimolazione proposta dalle Emotional Freedom Techniques (EFT), per mezzo di massaggi, di cristalli per l’agopuntura, di applicazioni con il diapason – oppure appunto disegnando segni geometrici.

Anche l’abitudine di dipingersi il corpo attestata nei popoli primitivi e negli indiani, o i tatuaggi effettuati su parti del corpo malate nel famoso uomo dei ghiacci Ötzi non hanno, o meglio non avevano, altra funzione se non quella di riequilibrare le vibrazioni e quindi di attivare la guarigione.

Foto scattate con una fotocamera termosensibile dall’Istituto di biofisica di Neuss mostrano in maniera efficace l’andamento di diversi meridiani e confermano che il sistema degli stessi non è un’invenzione di antiche dinastie cinesi, bensì una realtà che sarà presto dotata di valenza scientifica anche per gli scettici dei metodi terapeutici orientali.

I segni geometrici possono inoltre essere utilizzati per la preparazione di “acque curative informazionali“.

La trasmissione di informazioni all’acqua è una tecnica semplice, efficace e per niente esosa, tra l’altro descritta all’interno di questo volume: bevendo acqua dotata di potenziale informazionale è possibile inviare segnali positivi alle cellule del proprio corpo.

La Nuova Omeopatia e i metodi e le applicazioni che ne derivano si adattano non solo ai terapeuti professionali, ma anche ai profani; permettono al singolo individuo di occuparsi in maniera autonoma e responsabile della propria salute, e di aiutarsi, in particolare nelle situazioni acute.

Ecco che spesso è già sufficiente un simbolo curativo disegnato sulla cute con un pennarello per lenire il dolore, per esempio nel caso di una puntura d’insetto, sulla quale possiamo disegnare direttamente il corrispondente “codice geometrico”.

Ciò che affascina in particolare è l’ampiezza dello spettro delle diverse possibilità di applicazione e allo stesso tempo la semplicità di impiego.

Attraverso il coinvolgimento diretto del paziente, la Nuova Omeopatia ne valorizza la responsabilità nei confronti della propria salute e trasmette sentimenti di gioia all’idea di un intervento personale nel configurare il proprio quotidiano in linea con le leggi dell’universo.

I metodi di risonanza sensitiva si intendono in una prospettiva globale: l’uomo (o l’animale o la pianta), pensato appunto nella sua globalità, è visto e trattato considerando tutti i livelli del suo essere – corpo, anima e spirito.

Di conseguenza a giocare un ruolo di primo piano nella terapia sono anche il suo rapporto con il mondo circostante, le sue condizioni di vita (integrazione sociale, situazione familiare e professionale), eventuali fattori psichici, l’esposizione alle radiazioni (radiazioni terrestri e inquinamento elettromagnetico), come pure eventuali allergie ed eventuali sostanze nocive presenti nell’ambiente.

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Racconto di esperienza diretta: conigli nani

Insufficienza renale

La proprietaria di un coniglio nano si reca dal veterinario perché lo vede apatico e immobile nella sua gabbietta.
La diagnosi è insufficienza renale.

Il veterinario gli dà due/tre giorni di vita e consiglia alla signora di sopprimere l’animale con un’iniezione.

Eseguo il test dei reni con la bacchetta e ottengo una Y come segno corrispondente.
Dato che la diagnosi è netta e pesante, decido di disegnare, con un pennarello nero dalla punta grossa, una Y grande circa 10 cm su entrambi i fianchi del coniglio.

Il giorno dopo l’animale è ancora vivo, appare sfinito ma migliorato di aspetto.

Dopo tre/quattro giorni riscontriamo un’evidente ripresa, e all’ultima visita, a distanza di 12 giorni, non c’è più traccia di malattia.

Hai già avuto modo di leggere questo libro? Ti incuriosisce?

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