Ruben Edgardo Caime nasce in Argentina e oggi vive a Firenze, dove si è trasferito nel 1982.
Non ha compiuto studi regolari, ma aveva già grandi conoscenze, per cui riuscì a ottenere sin da giovane lavori presso l’Università di Buenos Aires e l’Ambasciata di Italia.
Scrittore, esperto sensitivo e ricercatore del mondo esoterico, si occupa di numerologia, astrologia e tarocchi. Attraverso le sue opere, ha dato importanti contributi al mondo della ricerca psichica e della spiritualità.
Questo luogo incantato è la tua mente: prenditi cura di lei e sarai felice.
In Piccolo viaggio universale, il breve libro che ti proponiamo oggi, pubblicato nel 2017, l’autore racconta l’esperienza di una malattia avuta di recente, che lo ha portato a viaggiare nel mondo dei sogni, e in questi sogni ha veduto un mondo parallelo fantastico e pregno di significato esoterico.
In quell’ambiente avvolto da affascinante magia, Caime incontra un anziano cinese che gli fa da guida e gli spiega come viviamo noi esseri umani e quali accorgimenti dovremmo prendere per vivere meglio e felici.
Nell’incantata atmosfera del suo viaggio, lo scrittore raccoglie i suoi suggerimenti e li dona a noi lettori.
70 pagine di leggerezza e intensità.
Una lettura piacevole e toccante che potrebbe accompagnare l’inizio di questa estate e l’inizio di una nuova consapevolezza.
Camminavo a piedi nudi su sopra una sconfinata distesa erbosa, quasi immerso in un prato dal verde sgargiante. Indossavo abiti leggeri e la mente era libera di pensieri.
Era l’inizio di un emozionante tramonto. Il cielo cambiava colori e tutto era volto da una soffusa luce dorata, mentre una leggera brezza a accarezzava il mio viso; avanzavo lentamente, tranquillo, godendomi il paesaggio circostante: prati fioriti, alberi secolari e luce.
A un certo punto notai poco distante un’altura, sulla cui sommità si intravedeva un imponente pergolato ricoperto da quello che mi sembrava un grande glicine in fiore; il suo profumo arrivava fino a me.
Mi incamminai verso l’altura per ammirare il pergolato: via via che mi avvicinavo, udivo sempre più forte, in lontananza, un martellare continuo. Era come il rumore di un ferro che batte sulla pietra. Accelerai il passo, incuriosito, e cominciai a salire sull’altura per vedere cosa stesse succedendo.
Avvicinandomi, vidi in tutto il suo splendore quella enorme quasi infinita costruzione, fatta di bianche colonne controversa intarsiate, dove si avvinghiava, come un grande serpente si avviluppa a un tronco, un rigoglioso glicine in fiore. Multicolori cascate di grappoli di fiore – tra il viola, il celeste, l’azzurro e il rosa – emanavano un dolce e inebriante profumo; alcuni grappoli cadevano su un brillante lastricato di pietre smaltate e meravigliosamente decorate con figure mitologiche e fiori variopinti.
Mancavano ormai pochi metri per arrivare sotto il porticato, quando, all’improvviso, come dal nulla, apparve una figura alta e severa.
Si trattava di un anziano cinese in abiti tradizionali blu e oro, che portava in una mano una lanterna orientale e un lungo bastone dorato nell’altra.
Alzando la lanterna e guardandomi negli occhi, egli mi disse in modo imperativo: «Fermati, non avanzare oltre!».
Sorpreso, mi arrestai senza comprendere il motivo per il quale non riuscissi più a muovermi.
Guardai allora il porticato che si ergeva maestoso davanti a me, e vidi altri cinesi, vestiti in abiti tradizionali, porpora e oro, che con delle zappe dorate sollevavano delicatamente direttamente le singole pietre; altri le prendevano e le spostavano, mentre i primi zappavano la terra. Ciò accadeva ad ogni lastra di pietra – ed erano così tante che non si vedeva dove finisse il lastricato.
Incuriosito, chiesi all’anziano cinese il motivo per il quale fossero tutti intenti a togliere quelle bellissime lastre, e lui mi rispose sereno: «Lo fanno perché la vita possa continuare.»
«In che senso?» – Domandai.
Sorridendo, il cinese cominciò a spiegarmi il significato di ciò che stavo osservando.
«Queste sono le pietre che le persone mettono sopra gli eventi della propria vita. Ogni volta che, davanti a un evento spiacevole, una persona – invece di chiarirlo e comprenderlo – decide di “metterci una pietra sopra”, questa viene aggiunta a lastricato.
L’evento, di per sé, non scompare ne viene dimenticato, è soltanto nascosto – e nascosto continua a fare male, dato che la vita si ferma ad esso.
Così, levando quelle pietre e zappando il terreno sul quale erano appoggiate, la terra stessa torna a respirare e la vita riprende il proprio corso naturale.
Bisogna tuttavia fare molta attenzione quando si toglie una pietra, poiché ciascuna copre e riguarda una vicenda che è avvenuta nel passato. Con il trascorrere del tempo, quegli stessi eventi possono essersi trasformati in serpenti e scorpioni – pronti anche ad aggredire chi solleva le pietre, perché offesi dal fatto di essere stati tenuti nascosti.
Perciò, per il tuo bene, tieniti a distanza fino a che non avrai imparato a gestire il tuo passato…»
Mi svegliai di soprassalto e mi resi conto che si era trattato soltanto di un sogno.
Condividiamo nel video qui sotto una breve presentazione del libro, tenutasi alla Libreria Salvemini di Firenze.
Ti lasciamo anche questo video per conoscere meglio l’autore, Ruben Edgardo Caime, un uomo molto semplice e spontaneo.
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Il libro è disponibile in diversi store online, come Unilibro e ti consigliamo di richiederlo in libreria o in biblioteca.








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