Si tratta della più recente opera del regista tedesco Wim Wenders, di cui ti avevamo già consigliato Così lontano, così vicino.
Pare che inizialmente Wenders fosse stato invitato a girare un documentario sugli avveniristici bagni pubblici di Tokyo (alcuni progettati da 15 designer famosi), ma decise in un secondo momento di girarvi un film.
“C’è un forte senso di servizio e di bene comune del Giappone” – sostiene Wenders – “E poi c’è l’assoluta bellezza architettonica di questi bagni. Sono stato sorpreso da quanto i bagni possano essere un pezzo della cultura quotidiana e non solo una necessità quasi imbarazzante.”
Hirayama in Perfect Days
Titolo originale: Perfect days
Paese di Produzione: Giappone e Germania
Anno di Produzione: 2023
Durata: 123 minuti
Se si parte dal suo punto di vista, il film appare davvero caratteristico e ci permette di gettare uno sguardo a questi capolavori di architettura giapponese di uso quotidiano.
Il film ci racconta un pezzo di vita di Hirayama, un uomo solitario che lavora come uomo delle pulizie delle Tokyo Toilet, appunto.
Silenzioso e sorridente, sempre gentile, non sappiamo nulla del suo passato.
Le sue giornate sono molto ripetitive, strutturate e semplici, ma vissute con serena consapevolezza.
Nella sua routine, si sveglia senza bisogno di sveglia, solo grazie al rumore della vicina di casa che spazza il marciapiede, va al lavoro e percorre tutta la città, permettendoci di osservare così queste incredibili toilette pubbliche della capitale giapponese.
Si ferma per la pausa pranzo nel parco di un tempio e si perde ad ammirare le fronde degli alberi, che fotografa.
Poi rientra a casa e va a lavarsi nei bagni a pagamento della città.
Giornalmente innaffia le piantine che nel tempo ha raccolto nel parco e sistemato nei vasi nella sua piccolissima casa.
La sera lo vediamo leggere un libro, di cui ha un’abbondante collezione, prima di addormentarsi.
La cosa che salta agli occhi è la cura che egli mette in ogni cosa che fa.
Sembra non soffrire della sua solitudine, è un uomo gentile, educato e rispettoso, umile ma dignitoso, quasi regale in effetti.
Solo nel fine settimana ci sono varianti che aggiungono un po’ di colore alla sua vita sociale: va in libreria, cena in un locale, passa dal fotografo e dalla lavanderia.
Un uomo moderno con un cuore antico: non ha cellulare, né sveglia, né macchina fotografica digitale (usa ancora quella con il rullino), non possiede la TV o la radio, non ascolta la musica dai CD ma dalle musicassette.
I suoi tempi sono i tempi scanditi dal suo cuore.
Quando esce di casa al mattino, la prima cosa che fa è alzare gli occhi a guardare il cielo e sorridere.
Ci regala la connessione alla Vita, la pienezza del momento presente e una gioia di vivere il quotidiano che abbiamo dimenticato…
Il film si svolge con ritmi regolari e lenti.
C’è notevole attenzione alla ripetizione del gesto come allenamento costante sia fisico che mentale, un po’ come nel film di Karate Kid (“metti la cera-togli la cera”), una filosofia di vita molto orientale.
A interrompere il silenzio e l’invariata esistenza del nostro protagonista saranno poche figure, alcune di sconosciuti, ma le più importanti vengono dal passato, unico squarcio del suo trascorso. Riusciamo solo a intuire una rottura con la sua famiglia di origine.
E poi riusciamo solo a intuire il suo possibile futuro, nella scena finale del film in cui l’attore protagonista ci regala le sue emozioni in un primo piano costante e intenso.
Il titolo riporta “giorni perfetti”, e la perfezione sembra riferirsi alla serenità che si ottiene dal godersi il momento presente, apprezzare le piccole cose della vita, sentirsi appagati da ciò che si ha, arricchire la consapevolezza con un libro oppure osservare gli alberi…
A questo proposito: in giapponese si chiama komorebi, ed è il luccichio creato dalle foglie che ondeggiano al vento e che si manifesta una volta sola, in questo preciso momento, adesso.
Come dice il protagonista alla nipote: “Un’altra volta è un’altra volta, adesso è adesso.”
Un film così ripetitivo ti sembra noioso e affatto interessante?
Accade invece che ci ammalia, ci tiene incollati allo schermo e la sua visione, in realtà, si trasforma in una passeggiata nel momento presente, senza alcuna attesa di scoprire come finirà.
Si tratta di un film particolare, delicato e saggio, decisamente fuori dal comune, in cui l’abituale lentezza del regista riflette un ritmo prettamente “orientale”, che però nella megalopoli giapponese non esiste quasi più, se non forse nella vita ordinata, rispettosa e gentile di quest’uomo che ci ricorda di prenderci cura di noi, delle nostre giornate, dei particolari che amiamo e di focalizzare l’attenzione alla semplice bellezza di Vivere, nel qui e ora.
Trailer
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Il film è disponibile al momento su diversi servizi di streaming online, come Prime Video, Apple TV o Google Play.
Il DVD è disponibile su Amazon.
Ti consigliamo anche la visione di altri film di Wim Wenders, come Così lontano, così vicino.










Meraviglioso. Lo rivedrei in continuazione per il senso di pace e presenza che comunica. Questo film rappresenta lo Zen della filosofia orientale attraverso la vita del suo personaggio. Grazie. Emanuela
Verissimo, Emanuela! Perfect Days è proprio un film da vedere e rivedere. Grazie per il suo commento, un caro saluto!
Ho visto il film ed è un capolavoro di semplicità!!! con pochi dialoghi ma intenso di contenuti e ci fa capire come noi possiamo con il nostro atteggiamento mentale interpretare al meglio il presente e lo scorrere della vita!!! Grazie a tutti voi ☺️ auguro un tempo buono a venire!
Grazie per le sue parole, Stefania! E buona continuazione!
Sono rimasta così affascinata da questo film, semplice e intenso, che ho voluto rivederlo dopo pochi giorni per coglierne ogni sfumatura! Invece l’amica che mi ha accompagnata è stata presa da ansia e angoscia…
Grazie per la sua testimonianza, Rosella! Ognuno di noi reagisce in maniera differente, sarebbe interessante indagare i motivi che hanno portato la sua amica a provare tali sensazioni, e invitarla a rivedere il film a distanza di qualche tempo.