Permette di allargare lo sguardo ad argomenti che magari non pensavi ti avrebbero interessato oppure a sorprenderti a guardare una copertina di autori sconosciuti e rimanere incantato da storie nuove.
È sempre bello potersi aprire al nuovo, con curiosità, spirito critico e intelligenza.
Ed è quello che ci è capitato gironzolando tra i volumi di una libreria di città, così, tanto per trovare nuovi spunti e lasciarsi sedurre da un libro sconosciuto…
Le lettere di Berlicche
L’autore inglese, apprezzato per molti suoi lavori e noto al grande pubblico per Le Cronache di Narnia, si diletta qui a riportare con intelligente ironia e pungente attacco alla falsa rettitudine, le istruzioni che un veterano funzionario di Satana, Berlicche, invia al nipote, diavolo apprendista, allo scopo di guidarlo a conquistare il bene più prezioso: l’anima di un essere umano.
Una serie di lettere (non leggiamo mai la risposta del nipote Malacoda, ma ne deduciamo il contenuto dalle parole di Berlicche), ben scritte, divertenti e illuminanti sulle nostre abitudini che spesso favoriscono le mancanze anziché le virtù.
“Qualche secolo fa gli uomini sapevano distinguere piuttosto bene ciò che era dimostrato da ciò che non lo era e, se qualcosa era stato dimostrato, ci credevano davvero. Era gente che legava il pensiero all’azione, pronta a cambiare il proprio comportamento sulla base di una catena di ragionamenti. Ma siamo riusciti a cambiare le cose, grazie alle riviste settimanali e ad altre armi simili.”
Il modo di pensare, di giudicare e di confrontarci con il prossimo sono qui analizzati con sapiente lucidità, e non si riesce a esimersi dal riconoscere come va il mondo!
La lettura è veloce e stuzzicante, sebbene l’argomento possa risultare bizzarro o magari avere un impatto sgradevole su chi ha una sana coscienza, o anche semplicemente un’etica rigida.
Pare, infatti, che quando le lettere uscirono per la prima volta, sul Guardian, un sacerdote di campagna scrisse al direttore del giornale annullando il suo abbonamento perché i consigli presenti nel libro gli sembravano non solo errati, ma davvero diabolici.
Tuttavia, la lettura di questo breve testo leggero e piacevole stimola la mente: in fondo si tratta quasi di un catechismo “al contrario”, in cui il punto di vista è quello infernale. Da qui l’intelligentissimo divertissement.
E soprattutto, non c’è da preoccuparsi: malgrado tutti gli sforzi e i consigli dello zio, questo nipote non sembra affatto avere talento!!!
Mio caro Malacoda,
certe considerazioni ingenue nella tua ultima lettera rendono urgente da parte mia un discorso molto chiaro sul tema penoso della preghiera.
Ti saresti potuto risparmiare il commento in cui sostieni che il mio consiglio su come far pregare il tuo paziente per la madre “si è rivelato assolutamente infelice”.
Non sono cose che un nipote dovrebbe scrivere a suo zio, o che un tentatore apprendista dovrebbe far notare al Sottosegretario di un Dipartimento. Rivela anche una tendenza sgradevole a sottrarsi alle responsabilità, devi imparare a pagare per le cantonate che prendi.
Quando è possibile, la cosa migliore è riuscire a evitare del tutto che al paziente venga la seria intenzione di pregare.
Se, come nel tuo caso, il paziente è un adulto che si è convertito al Nemico di recente, lo scopo si ottiene meglio incoraggiandolo a ricordare, o a fargli credere di ricordare, quando da piccolo ripeteva le preghiere a memoria come un pappagallo, per reazione si persuaderà che sia meglio esprimersi in modo del tutto spontaneo, intimo, informale e personale.
Questo sforzo produrrà in un principiante come lui un sentimento vagamente devoto che esclude ogni pieno coinvolgimento della volontà e dell’intelligenza.
Questo è proprio il tipo di preghiera che fa per noi e, visto che ha qualche vaga somiglianza con la preghiera del silenzio di cui fanno esperienza quelli che sono ad un livello avanzato nella devozione al Nemico, si riesce a tenere in trappola i pazienti intelligenti e pigri abbastanza a lungo.
Quanto meno li si può persuadere che la posizione del corpo non conti affatto durante la preghiera. Infatti si dimenticano sempre – ma tu ricordalo bene! – di essere animali e quindi tutto ciò che riguarda il corpo tocca anche l’anima.
È proprio buffo, i mortali ci dipingono come perennemente indaffarati a infilare cose nella loro testa, ma in realtà diamo il meglio di noi nel tenerne fuori il più possibile.
Se questo tentativo fallisce, devi dirottare le sue intenzioni in modo più sottile.
Tutte le volte che si mettono davvero in ascolto del Nemico siamo sconfitti, ma ci sono diverse strategie per impedire che accada.
La più semplice è che spostino lo sguardo da Lui a loro stessi. Fai in modo che si concentrino sui propri pensieri e si sforzino di provare sentimenti stimolati dalla loro volontà.
Quando si predispongono a chiedere a Dio la carità, cerca di indurli a fabbricarsi da soli dei sentimenti caritatevoli e senza che si rendano conto di ciò che stanno facendo. Quando pregano per chiedere il coraggio, fa’ che si sforzino di sentirsi coraggiosi. Quando implorano il perdono, fa’ che cerchino di sentirsi perdonati.
Bisogna insegnare loro a misurare il valore di una preghiera dal successo ottenuto nel produrre il sentimento desiderato. Ma non devono sospettare che il successo o l’insuccesso dipenda in gran parte dal fatto che in quel momento sono sani o malati, freschi o stanchi.
Di sicuro, nel frattempo, il Nemico non starà a braccia conserte.
Ogni volta che qualcuno prega, c’è il pericolo di una Sua azione immediata. È sfacciatamente indifferente alla dignità della Sua posizione, quella di essere puro spirito come noi.
Non appena gli animali umani si buttano in ginocchio, Lui spalanca la loro coscienza in modo davvero vergognoso, senza riserve ma se anche il Nemico riuscisse a mandare all’aria il tuo primo tentativo di traviare la preghiera, c’è un’arma più subdola.
Gli uomini non hanno mai modo di affrontare l’impatto diretto col Nemico che noi sfortunatamente non possiamo evitare. Non hanno idea di cosa sia quello splendore spaventoso, quella luce abbagliante che trafigge e ustiona lasciando uno sfondo di sofferenza nelle nostre vite.
Sa dai un’occhiata nella testa del tuo paziente quando prega, non troverai niente del genere. Se osservi l’oggetto della sua devozione, ti accorgerai che è un grande ammasso di elementi anche molto ridicoli.
Ci troverai immagini ricavate dai quadri in cui il Nemico è raffigurato con le sembianze desunte da quell’evento abominevole noto come Incarnazione, ci troverai anche immagini un po’ più vaghe – e probabilmente molto rozze e puerili – delle altre due Persone. E ci saranno tracce della venerazione personale che il paziente applica a certi oggetti, riferita solo a essi e accompagnata dalle sensazioni corporee associate a ciò.
Conosco casi di pazienti che collocavano il loro “Dio” in un punto preciso, magari in alto o nell’angolo a sinistra del soffitto della loro camera, oppure proprio dentro la loro testa, o nel Crocifisso nel muro.
Qualunque sia questo cumulo di cose ridicole, devi far sì che il paziente continui a pregare quello, ossia ciò che si è creato nella mente, e non il Dio che lo ha creato.
Puoi anche incoraggiarlo ad attribuire grande importanza alla correzione e al miglioramento di questo cumulo variegato di immagini che venera e farne il centro della sua attenzione mentre prega. Se dovesse arrivare a fare la distinzione essenziale, cioè si mettesse a pregare dicendo coscientemente: “Non mi rivolgo a ciò che penso io di Te, ma a ciò che solo Tu sai di essere”, la nostra situazione sarebbe disperata, per il momento.
Quando l’uomo allontana tutti i suoi pensieri e le immagini personali, o li trattiene ma è consapevole della loro natura soggettiva, e consegna tutto se stesso alla vera Presenza invisibile, reale ed esterna (che è lì accanto a lui nella stanza, e che avverte come inconoscibile pur sentendosi interamente conosciuto da Essa), ecco che può capire l’imponderabile.
Può aiutarti a evitare questa situazione – un’anima nuda in preghiera – la certezza che gli esseri umani non la desiderano quanto credono.
Eh sì, perché lì c’è in gioco molto più di quel che avevano messo in conto di ottenere.
Il tuo affezionato zio, Berlicche
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La traduzione più recente del libro è edita da Mondadori.
Il libro è disponibile in diversi store online, in libreria, in biblioteca e anche su Amazon.








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