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Quello che ti presentiamo oggi è un libro quanto mai avvincente e stuzzicante per la nostra mente e la nostra consapevolezza!

Un teologo americano, Mathew Fox, e un biologo e scienziato britannico, Rupert Sheldrake, si incontrano in un dialogo affascinante e stimolante sugli angeli.

Gli autori prendono spunto dagli scritti di 3 eminenti autori del passato (Dionigi Areopagita, San Tommaso d’Aquino, Ildegarda di Bingen) e dalle più recenti scoperte scientifiche, con il fine di creare una nuova collaborazione tra gli uomini e gli angeli e ridefinire i confini del mondo.

Raramente ci rendiamo conto che siamo circondati da ciò che è straordinario.

Paulo Coelho
Nel XII secolo, quando scienza e religione si separarono, la religione si prese l’anima, che divenne sempre più debole e inconsistente, e gli scienziati si occuparono dell’Universo.

Ai giorni nostri i cieli sono stati ceduti alla scienza: il regno celeste è sfera di dominio dell’astronomia, che ignora Dio e angeli, e si occupa di galassie, geometria del campo gravitazionale e buchi neri.

Un tempo però le persone erano abituate a pensare l’universo in altri termini.

Nel passato i cieli erano pieni di spiriti divini. Quando l’immaginazione religiosa si ritirò dai cieli, si venne a creare un vuoto spirituale.

È necessario ora recuperare un senso della vita dell’universo, così che ogni volta che guardiamo le stelle e il cielo, possiamo divenire consapevoli della presenza divina, dell’intelligenza e della vita che lo animano.

E ricollegandoci al cielo e alla terra, possiamo restituire la sacralità al tempo e allo spazio.

Magari imparando a pregare, uno dei compiti degli angeli, come apprendiamo dal testo: “Cos’è la preghiera se non il fragore della gioia e dello stupore? Se siamo privi della preghiera è perché nel mondo in cui viviamo, meccanico e simile a una gabbia, siamo stati privati dello stupore e della gioia. La nuova cosmologia ridesta la nostra meraviglia e il nostro stupore e quindi suscita la preghiera, chiamandoci a essere più grandi di noi stessi… e a ridiventare gioiosi.”

La fisica degli angeli

Di seguito ti lasciamo un breve estratto del libro.

Il libro è un confronto appassionato e intenso tra i due autori che ragionano insieme sulla natura di quegli esseri invisibili che chiamiamo angeli, auspicando una nuova consapevolezza cosmica che ricollochi l’uomo all’interno di un universo vivo e non meccanicistico.

Matthew Fox:
So che sei rimasto colpito dall’affermazione di Tommaso d’Aquino secondo cui gli angeli si muovano da un posto all’altro senza che il tempo scorra. Hai detto che questo ti ha ricordato la teoria di Einstein sulla luce. Che ne pensi dell’idea degli angeli come fotoni, come portatori di luce?

Rupert Sheldrake:
Quando Tommaso D’Aquino discute del movimento degli angeli, il suo ragionamento presenta delle somiglianze straordinarie sia con la teoria dei quanti che con quella della relatività.
Gli angeli sono quantizzati; gli angeli si danno solo nell’interezza, si muovono come unità di azione.
L’unico modo in cui puoi rilevare la loro presenza è tramite l’azione; sono quanti di azione.
E sebbene dal nostro punto di vista, quando agiscono in un posto e poi in un altro, il tempo scorra con il loro movimento, per loro è istantaneo; il tempo non trascorre. È proprio come la descrizione che fa Einstein del movimento dei fotoni.
Sebbene come osservatori esterni è possibile misurare la velocità della luce, dal punto di vista della luce il tempo non scorre con il movimento.
Questo per dire che tra la fisica moderna e le dottrine tradizionali sugli angeli ci sono notevoli somiglianze, e credo che dipenda dal fatto che affrontino gli stessi problemi. Come può muoversi qualcosa che è senza massa, senza corpo ma è capace di azione?
Gli angeli, secondo l’Aquinate, non hanno né massa né corpo. E lo stesso vale per i fotoni: sono senza massa e puoi rilevarli dalla loro azione.

Matthew Fox:
Questo significa che i fotoni sono immortali?

Rupert Sheldrake:
Si, finché si muovono alla velocità della luce da un posto all’altro. Ma quando agiscono, si esauriscono nell’azione, e in questo senso arrivano alla fine; la loro energia si spegne mentre agiscono. Credo che questo li renda differenti dagli angeli.

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