Il pendolo errante

1 Feb 2026 | Letture Utili | 0 commenti

Una lettura di circa 7 minuti

L’autore del libro che ti proponiamo oggi, Itzhak Bentov, era uno scienziato, ingegnere meccanico specializzato in ingegneria biomedica, ma anche inventore, scrittore, mistico ed esperto in meditazione.

Certo, il testo di un ingegnere – penserai – non sarà facile.

Ebbene, la caratteristica di Bentov è quella di utilizzare un linguaggio semplice su temi molto complessi.

Gli argomenti sono molteplici e interessanti. Si parla della forma del cosmo, del Creatore, degli stati meditativi della Coscienza, delle varie realtà, dei vari corpi dell’essere umano, di come funziona il cervello umano, di come funziona la Natura…

In ogni capitolo ci sono esperimenti, disegni dello stesso autore, e un puntuale riassunto del capitolo appena terminato di leggere.

Il fatto che Bentov fosse un esperto in meditazione e avesse egli stesso fatto esperienza di realtà parallele e contatti con altri esseri, rende tutto più affascinante e lo estrapola dalla semplice definizione di testo di fisica quantistica.

Questo libro è indirizzato ai giovani di tutte le età, cioè a tutti coloro la cui immaginazione non è stata soffocata dal processo educativo standard.
È scritto per coloro che sanno ancora stupirsi per il modo in cui le formiche costruiscono le loro tane, per la fredda eleganza di un serpente o la bellezza di un fiore.
Scrivo per coloro che possono tollerare uno stato temporaneo di ambiguità, per coloro che possono accettare facilmente il cambiamento e non hanno paura di esporsi a idee selvagge. Coloro che non possono tollerare il cambiamento abbandoneranno la lettura di questo testo molto presto. Pochi scienziati leggeranno questo libro fino alla fine.
Ma spero che stimolerà i processi di pensiero di molti e seminerà alcune idee nelle menti feconde di futuri scienziati, quelli che saranno all’apice della loro carriera alla fine di questo secolo.

Itzhak Bentov

Alcuni argomenti sono effettivamente piuttosto tecnici, ma come dice lo stesso autore:

Per poter sviluppare un linguaggio comune dovrò utilizzare alcuni elementari concetti scientifici come il comportamento del suono, delle onde di luce e infine dell’ologramma. Ho provato a rendere la descrizione di questi concetti quanto più appetibile e breve possibile. Ti prego di essere indulgente con me per i primi 4 capitoli, dopodiché sarà tutta un’altra strada in discesa e persino divertente.

In viaggio con questo incredibile scienziato, morto anzitempo in uno strano incidente aereo, ci troviamo così a leggere di realtà parallele o provare a sperimentare noi stessi un momento di distacco dal tempo, inducendo un’espansione dello stato di coscienza in noi stessi.

Dalla dualità particella-onda a Castaneda, dalle curve di scambio di energia alla mente universale, la lettura di questo libro è un’altalena tra il micro e il macro, tra realtà fisica e altre realtà, e una appagante fonte di spiegazioni sul funzionamento veritiero del mondo e dell’uomo.

Il pendolo errante

Di seguito ti lasciamo un breve estratto del libro.

Un dispositivo ricetrasmittente

Abbiamo descritto un insieme di corpi fatti di armoniche superiori al corpo fisico e che compenetrano il nostro corpo fisico. Questa struttura ci permette di interagire su diversi livelli di coscienza. Alcuni esempi aiuteranno a chiarire questo punto.

La funzione di base del nostro fisico e degli altri corpi è quella di raccogliere segnali o stimoli, elaborarli e rispondere. Questo processo costituisce le nostre esperienze quotidiane.

Supponiamo ora di visualizzare noi stessi come un dispositivo simile a una radio che riceve quattro o cinque stazioni differenti contemporaneamente, ognuna con un volume diverso. Una stazione in particolare avrà il volume più alto di tutte e sarà predominante.

Possiamo paragonare la stazione che ha il volume più alto alla realtà fisica. Qualunque cosa arrivi attraverso questo canale si sente forte e chiaro, mentre le altre stazioni, che rappresentano le realtà astrale, mentale, causale e spirituale, sono via via più deboli. Così, le persone con un udito poco sensibile sentiranno solo la stazione fisica, mentre le persone con un udito più raffinato sentiranno anche, o addirittura di più, le stazioni col volume più basso.

L’importante è rendersi conto che siamo in grado di ascoltare tutte le stazioni contemporaneamente. La nostra capacità di ascoltare le stazioni più deboli, migliorerebbe considerevolmente se solo potessimo disattivare la stazione fisica più chiassosa. Questo è ciò che avviene durante il sonno, la meditazione o nelle camere di deprivazione sensoriale.

Il fatto che la stazione fisica sia predominante non esclude il fatto che noi rileviamo anche ciò che stanno trasmettendo le altre stazioni.

Prendi, ad esempio, l’improvvisa attrazione o avversione che proviamo per qualcuno che incontriamo per la prima volta. Quella è una sensazione che proviene dalla nostra banda emotiva. Nel caso di un’attrazione improvvisa, i corpi astrali di entrambi gli individui, che si estendono oltre il corpo fisico, risuonano in armonia; nel caso di avversione, c’è invece una forte dissonanza.

Infine, veniamo agli stimoli subliminali. Ad esempio, uno stato costante di irritazione provocata da qualcosa o qualcuno su uno qualsiasi di questi livelli, può manifestarsi come un cambiamento nel corpo fisico e provocare una malattia psicosomatica. La rabbia repressa, un’emozione molto potente, può causare il cancro in alcune persone; l’ansia e l’incertezza causano ulcere in altre; la frustrazione a livello mentale può manifestarsi a livello fisico come depressione, eccetera.

La stazione col volume più basso è quella spirituale. Questa è la vocina che ci dice cosa è giusto e cosa è sbagliato. La voce del nostro senso superiore, la nostra coscienza.

A volte incontriamo persone con cui abbiamo una tale affinità di pensiero che di fronte a una certa situazione siamo in grado di prevedere il loro ragionamento passo dopo passo e, di conseguenza, la loro reazione a essa. In questo caso risuoniamo a livello mentale, il che provoca una sensazione molto piacevole.

La cosiddetta sensazione “di pancia” riguardo al successo o al fallimento di un progetto, per esempio, ci arriva dalla nostra banda intuitiva.

Quando due artisti, scienziati o inventori, hanno la stessa idea allo stesso momento, possiamo presumere che entrambi stessero risuonando con il livello intuitivo causale, dove l’idea li stava aspettando.

Il cervello

Dopo avere acquisito familiarità con una profusione di corpi, parliamo adesso del nostro cervello.

Il nostro cervello è un pezzo di hardware, un computer, che durante lo stato di veglia ha il compito di elaborare gli input forniti dai sensi.

Quando l’input dei sensi non viene elaborato, per esempio nelle fasi di sonno profondo, questo pezzo di hardware è in uno stato di completo riposo e non genera immagini. Tuttavia, non appena la nostra coscienza si sposta nell’astrale durante i cicli del sogno, una serie di informazioni affluisce da quella realtà e le immagini dell’azione prodotta nel cervello provocano movimenti degli occhi e talvolta degli arti.

Un esperimento con il cervello

Sarebbe utile farti fare un piccolo esperimento con il cervello.

Siediti in una posizione comoda in un luogo tranquillo e prova a fermare il pensiero per un po’. Scoprirai presto che è piuttosto difficile.

Per rendere il compito un po’ più facile, ti suggerisco di spostare i tuoi sensi all’interno di te stesso, cioè i tuoi occhi guardano all’interno della testa, le tue orecchie ascoltano ciò che succede dentro la testa e tutti i suoi i tuoi sensi sono rivolti all’interno di essa. Cerca di mantenere la mente vuota. Scoprirai che, senza accorgertene, stavi pensando.

Se provassi a tracciare l’origine di un pensiero, scopriresti che ciò che in seguito diventa un pensiero in piena regola all’inizio era solo un piccolissimo impulso. Questo impulso a mano a mano cresce fino a diventare un pensiero riconoscibile. Ciò implica che il pensiero esiste già prima di essere formulato.

Per coloro che sanno calmare la propria mente grazie ad anni di pratica meditativa, un pensiero è qualcosa di molto grossolano. È come un camion che tuona nella testa e disturba il finissimo equilibrio raggiunto, portando la mente in uno stato di non pensiero. Suggerisco, pertanto, che il nostro cervello non sia la fonte, quanto piuttosto l’amplificatore di un pensiero.

Come abbiamo visto, esso prende un piccolo impulso e lo ingrandisce fino a farlo diventare un pensiero. Sembra quindi che il pensiero non abbia origine nel cervello; piuttosto, il cervello raccoglie i piccoli impulsi disseminati dai nostri corpi a astrale, mentale o causale.

Questi corpi hanno una connessione molto debole con il cervello fisico e quindi in un primo momento possono produrre solo un segnale molto debole nel cervello. È compito e funzione del cervello amplificare questo segnale per noi e tradurlo in linguaggio.

Nel sito della casa editrice del libro trovi la trascrizione della prefazione, un’intervista a Stefano Roverso che ha curato la prefazione e una seconda intervista all’autore, nonché un audio introduttivo al libro che include la lettura di alcune pagine del libro (parte dell’introduzione e del cap. 7): clicca qui.

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O scrivici a info@biofotoni.com.

Il libro è disponibile in diversi store online, come il Giardino dei Libri e Macrolibrarsi, in libreria, in biblioteca e anche su Amazon.

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