Enrico Novelli fu un autore ironico molto popolare agli inizi del Novecento, con la caratteristica di illustrare personalmente i suoi racconti.
Vista la sua passione per la scienza e l’astronomia, fu tra i primi a scrivere storie di fantascienza in Italia.
Figlio del celebre attore Ermete Novelli, oltre alla scrittura e all’astronomia, si dedicò anche al teatro, alla radio e al cinema.
Gli esploratori dell’infinito di Yambo
Il libro che ti proponiamo è un romanzo spassoso ma raffinato, che fu pubblicato nel 1906.
Un prezioso gioiello della narrativa italiana per ragazzi, e non solo.
La storia narra di Giorgio Halt, un uomo annoiato che viveva lavorando per una rivista poco amata e poco letta dal pubblico.
Giorgio si lascia convincere dal suo editore, il ricchissimo sig. Harry Stharr, a intraprendere un viaggio interstellare: il meteorite Cupido che gira intorno alla Terra può diventare la loro nuova patria!
Allettato dai soldi promessi dall’editore, il quale invece cercava una terra pacifica e senza altri esseri umani, partono insieme e atterrano su Cupido.
Dopo un iniziale periodo di gioiosa permanenza, scopriranno di non essere i soli abitanti di questo minuscolo corpo spaziale.
Accade poi che, per un incidente, Cupido lascia la propria orbita; inizieranno allora una serie di avventurosi incontri nello spazio, incredibili avvenimenti meteorologici e divertentissime idee per passar il tempo insieme ai loro nuovi “compatrioti”.
Il libro risulta leggero ma anche interessante, grazie alle informazioni astronomiche riportate.
Belli e originali i disegni a colori dello stesso autore.
Un consiglio, questo, di lettura per estraniarsi dal quotidiano e sorridere con intelligenza.
“Questo libro non è un libro. È uno scherzo, una bizzarria, un passatempo, un sogno illustrato a colori.
È una cosa indefinibile e assurda, che farà sbalordire la gente: è, infine, una sfida allo spazio e al tempo e al buon senso.
Ma l’arguto lettore vorrà vedere qualche cosa attraverso il velo sottile, tessuto di indifferenza e di gaiezza, che forma la trama del mio racconto: e scommetto che, a furia di aguzzare gli occhi, finirà per scorgervi un significato qualsiasi.
Tanto meglio. Poiché un significato – in questa serie di stramberie – c’è.
Soltanto, per trovare quello vero ci vuol tempo: più tempo che non sia occorso ai miei eroi nel percorrere l’infinito, dalle regioni sfolgoranti del Sole ai confini tenebrosi dell’universo.
Merita il conto di perdere le ore in tale ricerca? Chi sa?
Provatevi, cortesi amici d’Italia: ma se dopo qualche terribile sforzo intellettuale non foste riusciti a nulla, non mandate al diavolo il vostro Yambo.”
[…]
Il giornale più noioso di New York era, senza dubbio, la “Of the Good Young Gazette”, della quale io facevo parte, come redattore capo e scrittore di cronache inutili.
La “Of the Good Young Gazette” si pubblicava, ahimé!, ogni sera, in sedici pagine di grandissimo formato – m. 1.0 x 0.87 – con molte illustrazioni e qualche poesia morale del suo celebre direttore, Harry Stharr, un infelice afflitto dalla miseria di alcuni miliardi e dalla malinconia di voler migliorare le sorti della società umana.
Ogni giornale, venendo alla luce, ha quasi sempre uno scopo prefisso, e un programma da svolgere.
Ebbene, io credo sinceramente che l’unico scopo della “Of the Good Young Gazette” fosse quello di addormentare la gente.
Harry Stharr era un filantropo.
Secondo lui, il mondo camminava sopra una falsa strada e, per tentare di ricondurlo in carreggiata, egli aveva fondato il suo giornale, del quale fortunatamente non si vendevano più di 10 o 12 esemplari.
Ed erano ogni giorno lunghi, fitti, spaventosi articoli sull’utilità di portare le scarpe con il tacco basso e la punta larga, sull’opportunità della fratellanza universale, sui diritti dell’uomo paragonati ai doveri delle donne che portano il busto troppo stretto; carichi a fondo per dimostrare ai bevitori e ai ghiottoni che l’acqua è migliore del vino e che i broccoli sono preferibili alle bistecche.
Notizie o fatti di cronaca, pochi o punti: rari telegrammi di avvenimenti scientifici e molti riempitivi che io sforbiciavo sapientemente dagli altri giornali.
Facci sapere nei commenti cosa ne pensi.
O scrivici a info@biofotoni.com.
Il libro è disponibile in vari store online, come Amazon o ibs.
È disponibile anche una edizione speciale del libro, con diverse rilegature e con dei poster illustrati, nel sito della casa editrice Cliquot. Maggiori informazioni si trovano a questo link.









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