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Questo è un libro di ricette!

Un libro di ricette per bambini, perlopiù.

Può essere un regalo davvero simpatico per avvicinare i bambini alla cucina naturale, rendendo il cibo un piacere grazie alle storie che si raccontano nel Boschetto Millefoglie, con le tenere avventure di due bimbi e dei simpatici animaletti che vi abitano.

La prefazione del libro è stata curata dal dott. Oliviero, e la condividiamo qui.

Fa’ che il cibo sia la tua medicina e la medicina sia il tuo cibo.

Ippocrate
Prefazione del dott. Francesco Oliviero

Invito i lettori ad entrare nel Boschetto Millefoglie ed incontrare la Puzzola Rosy, che non puzza, anzi fa profumo di fiori e indossa un bel grembiulino bianco immacolato; e dopo questo incontro imparare alcune ricette prelibate per stupire la mamma.
Che immagine buona (in tutti i sensi) e positiva!

Il lettore si lascia prendere per mano dalla storia e viene coinvolto nel picnic di famiglia sui prati, e questo mi ha stupito: da uomo e da medico, non sono avvezzo a leggere libri di ricette o libri per bambini, e questo piccolo e delizioso testo li racchiude entrambi.

La storia e i disegni accarezzano il cuore. È un inno ai buoni sentimenti veri e umani.

Trovo che faccia bene al cuore diventare parte, seppur per la durata di qualche pagina, di una famiglia sana e gioiosa, e seguire la protagonista Nayria nelle sue piccole avventure tra le relazioni con gli altri e la scoperta di se stessa, per mettersi in gioco tra le ricette della mamma e della Puzzola Rosy.

Quando poi si ha anche la possibilità di ricreare le pietanze proposte nella storia, attraverso le ricette ben descritte e gustose, a beneficio proprio e dei familiari, il gioco è fatto!

Si tratta peraltro di ricette sane e vegetariane, create da Nicoletta, amica e valida nutrizionista consapevole, che in questo suo primo libro ci consegna già un importante segreto:

“Ogni cosa in cucina è frutto di magia, se nella preparazione si aggiunge una buona dose di… pazienza, meraviglia e molto, moltissimo amore!”.

Cucina naturale in fiaba

Di seguito ti lasciamo un breve estratto del libro.

Con tanto entusiasmo, Nayria uscì di casa, insieme alla sua famiglia, per trascorrere all’aperto un pomeriggio goloso e ricco di avventure.
Raggiunsero una collina verdeggiante, all’ingresso del Boschetto Millefoglie e, accolti dal canto festoso degli uccellini, si sedettero allegri, ripetendo il loro motivetto preferito:

È bello andare nel nostro boschetto, cantando con tutta la gioia nel cuor; con lunghi respiri gonfiandoci il petto, tra mille foglie e prati in fior.

Era l’ora del pranzo; la passeggiata aveva fatto venir fame, e con lo stomaco vuoto, ma il cuore pieno di buonumore, iniziarono a scartare i cartocci del pic-nic. Panini imbottiti, tartine salate, tramezzini e tante, tantissime pizzette… Nayria non credeva ai suoi occhi: dalla cesta uscivano fuori, come da un cilindro magico, mille prelibatezze gustose, che sembravano non finire mai.

Forse la madre era veramente una maga, come lei e Nathan ogni tanto avevano pensato. E in quanto figli di una strega, chissà, magari anche loro due, erano dotati di poteri straordinari. Suo fratello, di certo, era già sulla buona strada per diventare un apprendista con i fiocchi.

Le pizzette cucinate con la mamma erano ben lievitate, e così buone che avrebbe potuto mangiarle tutte Nayria, senza farsi venire il mal di pancia. Perché erano leggere, perché erano soffici, perché contenevano ingredienti magici.

“Che delizia!” esclamò la bambina, addentando l’ennesimo trancio.

“Le pizzette magiche sono fatte con una pasta speciale, chiamata Lievito madre, che deve essere nutrito regolarmente, con le giuste coccole, senza fretta, per crescere nel modo giusto”.

“Come fai tu con noi, insomma!” rispose la figlia abbracciando la madre.

“Sì, brava, è lo stesso principio! Alla base di tutto c’è sempre una buona dose di pazienza, una spolverata di meraviglia e molto, moltissimo amore” concluse la signora Niky con un bacio.

“Bene, allora userò questi ingredienti per la torta di fango che vi preparerò tra poco!” e dicendo questo, Nayria si addentrò nel boschetto, seguita di corsa da suo fratello.

Mentre Nathan si dedicò al suo gioco preferito, l’arrampicata sugli alberi, la sorella cercò una bella pozzanghera torpida e una volta trovata, si sedette accanto, vi immerse le mani e iniziò a impastare una grossa palla di fango, decorandola poi con foglie, pietruzze, qualche ghianda.

Guardò compiaciuta la sua creazione: peccato non si potesse mangiare per davvero, pensò a malincuore…

“La decorazione non è male. Per essere una bambina piccola ci sai fare…” le disse una vocina schietta dietro di lei.

Nayria si girò, ma non vide nessuno.

“Ehi, sono qui, in basso!” continuò la stessa voce, alzando le braccia e muovendo in aria le mani.

E finalmente la vide. Era una puzzola, con un grembiulino bianco immacolato, legato con un fiocco attorno alla vita.

“Mi chiamo Rosy e sono conosciuta in tutto il bosco per essere una famosa pasticciera. Sei capitata al momento giusto: ho appena sfornato la pasta sfoglia e ho bisogno di un’aiutante per decorare la Millefoglie Primavera!” concluse l’animaletto, sprigionando dalla coda un delizioso profumo di rose…

“Ma lei non puzza!” si accertò la bambina annusando ripetutamente l’aria che profumava di fiori.

“Io no, ma le tue mani sì! Porto subito fuori una brocca di acqua cosiì potrai lavarti per benino. Nella mia cucina regna il pulito, l’ordine e il profumo!” e così dicendo entrò in casa, uscendone subito con una caraffa colma di acqua saponata.

Dopo avergliela versata un po’ sulle mani, Rosy accompagnò la giovane apprendista nel suo giardino, dove era allestita una lunga tavola piena di ingredienti, ciotole, utensili da pasticceria.

“Cosa devo fare?” chiese Nayria annodandosi uno strofinaccio per non sporcarsi.

La puzzola scoperchiò due barattoli contenenti crema gialla e crema marrone.
“Assaggia!” disse alla bambina, porgendole un cucchiaio.

Nayria non se lo fece ripetere due volte e immerse la posata ora nell’una, ora nell’altra crema, assaporandone il gusto sublime.

“Mm… che bontà! Devono essere certamente magiche anche queste, come i piatti che prepara la mia mamma!”.

La puzzola fu compiaciuta: un altro successo, pensò, sorridendo soddisfatta!

“Ogni cosa in cucina è frutto di magia, se nella preparazione si aggiunge una buona dose di…”

“…pazienza, meraviglia e molto, moltissimo amore!” concluse Nayria ripetendo gli ingredienti speciali appena sentiti dalla madre.

“Ecco, proprio così! È quello che spiego sempre ai miei allievi. Forse anche tua mamma in passato lo è stata!” concluse Rosy, guardando attentamente la bambina. Di certo Nayria sembrava averne ereditato il talento.

Mostrò alla piccola pasticciera come stendere le creme sulla pasta sfoglia, in più strati, e a conclusione, lasciò a lei il compito di montare la panna e versarla con cura sulla torta.

La bambina fece tutto con calma, accompagnando i gesti con la giusta intenzione e una buona manciata di creatività. Il risultato la lasciò stupita. Allora anche lei, infondo, era una piccola strega, capace di compiere incantesimi e giochi di prestigio. Non vedeva l’ora di mostrare a tutta la famiglia quel capolavoro.

“Complimenti! Ora che è terminata, puoi portare la torta a tua madre. Credo che si ricorderà di averla già mangiata da piccola…” disse Rosy facendole l’occhiolino.

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