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Facciamo troppo spesso quello che pensiamo sia giusto, quello che crediamo debba essere fatto, quello che gli altri si aspettano da noi.

Da quanto tempo non fai qualcosa che ti piace, solo perché ti va di farlo?
Cosa, in questi anni, ti ha impedito di vivere la tua vita a partire dalle cose che ami veramente?

Queste parole, che riguardano tutti noi, sono tra le affermazioni della parte più profonda e vera del protagonista del libro che ti presentiamo oggi: Conversazioni con l’Inconscio – La via per comunicare con il cervello del cuore, di Roberto Dondoli.

Diventa consapevole di chi sei, per creare la vita che vuoi.
L’autore, coach e operatore olistico, esperto di PNL e assistente ai corsi di Roy e Joy Martina, riporta la sua personale esperienza di contatto con il suo inconscio, per mezzo del racconto.

Il protagonista del libro è momentaneamente bloccato nel letto di un ospedale a causa di un incidente automobilistico e, mentre attende di guarire, inizia ad ascoltare la propria voce interiore, a farle domande e a chiederle aiuto.

Un vero e proprio dialogo tra la parte mentale che chiede risposte e spiegazioni e la parte più spirituale di noi, quella con cui eravamo naturalmente connessi da bambini, e con cui – col tempo, con il definirsi del nostro ego – abbiamo perso il contatto, facendo sì che ora siamo spesso navi senza timone nella vita di ogni giorno.

Infatti, risulta davvero piacevole da leggere, ed è sicuramente chiarissima, la spiegazione di come funzionano gli esseri umani, facendo il paragone con un’automobile (il nostro corpo), l’autista (la nostra mente) e il passeggero-navigatore al suo fianco (il nostro inconscio): una delle parti che più ci ha colpito del racconto.

Il libro propone anche un paio di utili esercizi per favorire il rilassamento, e la conseguente connessione con il nostro sé profondo.

Tutti noi possiamo reintegrare quella parte di noi che abbiamo seppellito sotto una montagna di credenze e abitudini.

Il racconto mostra chiaramente aspetti che ci accomunano, in cui possiamo riconoscerci: modalità, idee e maniere di razionalizzare e vivere il quotidiano.

Al contempo, il libro suggerisce un nuovo modo di vedere la vita e apre alla possibilità di modificare comportamenti e modo di pensare, grazie ai consigli dettati dall’inconscio durante tutto il racconto.

Non pensare che sia un lento saggio di filosofia, però!
Al contrario, la narrazione si svolge fluidamente, con leggera ironia e vari momenti di riflessione.

Possiamo definirlo un testo delicato e piacevole da seminare nel cuore, per poter cogliere, in tempi brevi, splendidi fiori!

Conversazioni con l’inconscio

Di seguito ti lasciamo un breve estratto del libro.

– Pensaci, cosa ti è successo?

– Sono andato contro un albero senza capire cosa sta cercando di farmi comprendere il mio inconscio.

– Quali parti del tuo corpo sono state ferite?

– Lo sai, la gamba e il braccio sinistro e anche la mano destra, oltre agli occhi.

– Quindi hai già le indicazioni di quello che non andava nella tua vita, e, adesso che stai cambiando il tuo atteggiamento verso di essa, è normale che il corpo reagisca positivamente. Ovviamente io aiuto e permetto questo recupero proprio per evidenziarti che sei sulla buona strada.

– Ma, facendo un passo indietro, quale era il messaggio circa la vista? Che non mi accorgevo di come stavo mandando avanti la mia vita e non vedevo il disagio e i dolori che con il mio comportamento stavo provocando in me e nelle persone più vicine?

– Si, Giorgio, proprio questo, non lo stavi vedendo – risponde il mio inconscio.

– Adesso comprendo, è il risultato di non aver avuto più la fiducia dentro di me di vivere una relazione amorosa bella e piena – rispondo io come illuminato da questa consapevolezza.

– Questa è un’ottima osservazione.

– E il braccio sinistro? – continuo io, cercando di capire i motivi che mi hanno portato a schiantarmi contro un albero.

– Cosa ti suggerisce il fatto che sia il braccio?

– Le braccia servono per agire.

– E anche per abbracciare le persone, in particolare quelle più vicine al cuore, poiché il braccio sinistro ha anch’esso un collegamento con il cuore. Vedi come non sia così complesso, basta partire dalla considerazione che ogni malattia o dolore o incidente è un messaggio, un segnale che non è bene ignorare.

– Il caso non esiste, vero? – replico in tono leggero, per ritornare alla frase che il mio inconscio usa di frequente.

– Giusto. Il caso non esiste. – risponde lui – La vita, sia la nostra che quella di tutte le altre creature, non è casuale bensì causale: esiste sempre un rapporto di causa ed effetto. Anche le malattie sottostanno a questa legge universale, infatti esse stesse sono prima gli effetti di altre cause, e poi cause di altri effetti.

– Aspetta, mi spieghi cosa significa che sono cause di altri effetti? – chiedo con un improvviso interesse.

– Abbiamo detto che per esempio il problema ai tuoi occhi alla tua vista, è stato causato dal fatto che non vedevi cosa stavi portando avanti nella tua vita.

– Corretto – rispondo io.

– Perciò è un effetto di quella causa. Ma considera anche che, grazie a quello che è accaduto, al fatto che hai perso la possibilità di vedere, hai incominciato ad accorgerti del problema e hai incominciato a risolverlo.

La malattia, l’incidente agli occhi, è stata la causa che ti ha permesso di iniziare a vedere com’è veramente la tua vita, e questo puoi considerarlo come un effetto della malattia ai tuoi occhi.

– Ora comprendo cosa intendi, infatti, adesso che ho risolto il problema alla vista, sono contento di averlo avuto, proprio perché è stato la causa che mi ha permesso che tu e io iniziassimo a comunicare in questo modo.

[…]

– Il punto è che non esiste un’abitudine a non fare una cosa, bensì a farne un’altra.
Lascia che ti spieghi questo concetto: per esempio, puoi avere l’abitudine di alzarti alle sette, lavarti, fare colazione e andare in ufficio, oppure cambiare la tua routine e alzarti alle sei, fare ginnastica e poi dalle sette in poi continuare con il tuo solito programma.

Quindi, Giorgio, la sola cosa da modificare è di alzarti alle sei e fare ginnastica invece della tua attuale abitudine di dormire dalle sei alle sette.
Vedi com’è inutile pensare che non hai la consuetudine di fare ginnastica, mentre è molto più utile pensare che dormi nel tempo che potresti dedicare alla ginnastica. Oppure, sempre in quel tempo, potresti meditare o leggere un libro che ti aiuti a migliorare la tua vita.

In ogni caso, un’abitudine è fare un’azione in modo ricorrente fino a quando diventa automatica. Talvolta inizia senza neppure una ragione specifica se non quella di aver ripetuto la stessa azione per abbastanza tempo da farla diventare, appunto, un’abitudine.

– È un concetto interessante, non l’avevo mai osservato da questo punto di vista.
Quindi, invece di rammaricarmi con me stesso perché non ho l’abitudine di fare una cosa che credo mi aiuti, è meglio che presti attenzione a quello che sto facendo e che non mi è utile, e cambiarlo. Ad esempio, invece di cercare di smettere di lamentarmi, è meglio iniziare a parlare bene di me stesso e trovare il lato positivo in quello che mi accade ogni giorno. Ho compreso quello che volevi dirmi? – replico io.

– Bravo, questo è un ottimo esempio, anche perché ogni volta che succede qualcosa di apparentemente spiacevole, nel momento in cui ti domandi quale può essere il lato positivo, indirizzerai i tuoi pensieri nel trovare gli aspetti positivi, e le tue emozioni saranno più utili, più produttive. In questo modo imparerai anche a comprendere che non ci sono buone o cattive notizie, ma solo notizie che possono essere interpretate in entrambi i modi.

Ti prego di ascoltare e prestare bene attenzione a quello che ti ho detto, perché per te è molto importante prendere la buona abitudine di domandarti cosa c’è di positivo in quello che sta accadendo, anche quando la situazione non ti piace.

Infatti, il tuo attuale modo di comportarti è quello di reagire nella direzione opposta, concentrando la tua attenzione sugli aspetti che non ti piacciono, e che consideri negativi, senza prestare alcuna attenzione agli aspetti positivi. Questo atteggiamento ti porta a provare delle emozioni negative che aumentano ulteriormente la tua focalizzazione sugli aspetti che non gradisci, producendo sempre più uno stress emotivo dentro di te.

– Ma allora perché, quando c’è un vero problema, io rimango lucido e trovo le soluzioni in modo naturale, come se qualcuno mi suggerisse la scelta migliore? In quel caso non ho dubbi, indecisioni o tentennamenti. Sono calmo e concentrato; mentre altre volte, come tu mi hai fatto notare, mi sento agitato, sono contrariato e mi blocco.

– Bravo Giorgio, questo esempio illustra perfettamente quello che volevo farti comprendere.

Quando affronti dei piccoli contrattempi e le cose non sono come t’immagini debbano essere, entri in una situazione di stress emotivo, come abbiamo già visto.

Se invece la situazione è molto grave, se c’è un reale pericolo per qualcuno, allora la tua abitudine è di smettere di recriminare su cosa è successo, e accettare la situazione per quello che è, come un fatto da gestire, senza quindi attivare la risposta emotiva che ti fa sentire nervoso.

A quel punto, accedi alla tua parte autentica e permetti che le informazioni ti arrivino, proprio come se qualcuno ti suggerisse le azioni da fare e tu ti limitassi a metterle in pratica senza giudicarle né valutarne troppo le implicazioni, esattamente come hai detto tu.

– Ti stai riferendo a quello che si chiama intuito?

– Diciamo che accedi al tuo intuito, anche se trovo questo termine, nella tua mente, con un significato un po’ riduttivo.

Vedi Giorgio, quando sei tranquillo e accetti quello che sta accadendo, anche se spiacevole o imprevisto, accedi alla tua, alla nostra, più grande risorsa che è la nostra parte autentica e, poiché siamo connessi con tutti e tutto a partire proprio da quella parte di noi, ti arrivano le soluzioni che sono in armonia con la situazione sia nostra che di altre persone.

Hai già avuto modo di leggere questo libro? Ti incuriosisce?

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