The Butler, in italiano Un maggiordomo alla Casa Bianca, è una pellicola con una buona scenografia e con tanti attori di rilievo.
Freddie Fallows in The Butler
Titolo originale: The Butler
Paese di Produzione: USA
Anno di Produzione: 2013
Durata: 132 minuti
Il protagonista è un uomo di colore del Sud, proveniente dallo stato della Georgia, che da bambino lavora come schiavo nei campi di cotone con i suoi genitori.
In seguito alla morte del padre, viene preso a lavorare in casa per servire a tavola.
Cresce quindi ricevendo un’educazione da domestico, finché, ancora giovane, sceglie di allontanarsi dalla realtà della piantagione e parte per Washington DC.
Lì troverà un buon lavoro presso un hotel di lusso, sarà notato e segnalato alla Casa Bianca, dove finirà per lavorare per tre decenni, come maggiordomo al servizio di vari presidenti americani: Eisenhower, Kennedy, Johnson, Nixon, Reagan, Ford e Carter.
In effetti, nel suo ruolo, il maggiordomo non deve ascoltare, né vedere, né reagire, né giudicare. Deve solo essere al suo posto, impeccabile, a disposizione di chi risiede alla Casa Bianca in quel momento.
Così, il nostro protagonista è presente ai più grandi avvenimenti della storia americana che sfilano sotto i suoi i occhi silenziosi senza che egli, per lungo tempo, realizzi cosa stia veramente succedendo nel mondo.
E mentre è avvincente osservare come la vita alla Casa Bianca cambiasse enormemente a seconda del presidente in carica, notiamo che il vero tema del film è un altro.
L’accento è posto soprattutto sulla vita dei cittadini di colore e il razzismo che imperversò per decenni nei loro confronti in America, fomentato dalle leggi razziali.
Eugene Allen era riuscito a scampare alle atrocità dei campi di cotone e lavorava con zelo e dedizione come “negro di casa”, orgoglioso di aver creato una bella famiglia e aver potuto far studiare i suoi due figli.
Il maggiore, Louis, crescendo si inserisce tra i combattenti per i diritti delle persone di colore, al fianco di Martin Luther King prima e di Malcolm X dopo.
Per il padre, che non capisce e vuole proteggerlo, si tratta di un ambiente incomprensibile e lo ripudia per anni, mentre il figlio entra ed esce dal carcere come ribelle per il suo dissenso e lotta quale attivista per i diritti umani.
Noi vediamo tutto attraverso gli occhi di questo uomo di colore che – dal punto in cui lavora e passa quasi tutta la sua giornata – non sembra rendersi conto di come il mondo stia cambiando.
Solo una volta in pensione riesce a cogliere il senso di tutto, come se si risvegliasse alla verità.
Allora si riavvicina al figlio, comprendendo che Louis non è mai stato un criminale di cui vergognarsi, ma un eroe (!) così descritto dai libri.
Di nuovo uniti (il secondogenito intanto è morto in Vietnam), l’ex maggiordomo, la moglie, e il figlio con la sua famiglia, attenderanno di poter andare a votare per il nuovo presidente, stavolta e per la prima volta, un uomo di colore, Barack Obama.
Solo percorrendo la sua storia riusciamo a cogliere il significato dell’elezione di quel presidente per il nostro protagonista e per tutti gli americani di colore.
E, qualunque siano le nostre idee politiche, a commuoverci con lui.
Trailer
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Il film è disponibile al momento su diversi servizi di streaming online, come Prime Video, Apple TV o Google Play.
Il DVD è disponibile su Amazon.










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